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27 Set 2017 [17:14]

Kvyat vittima predestinata
Ma per il 2018 chi sarà con Gasly?

Massimo Costa - Photo 4

È un film già visto. Un pilota cresciuto nel programma Junior Red Bull ottiene risultati importanti tali da far innamorare Helmut Marko (soggetto spesso a improvvise cotte e a precipitosi ripensamenti) che lo lancia in F.1 a spese di un altro ragazzo che era già dato per certo alla Toro Rosso. Stiamo parlando di Daniil Kvyat che nell'inverno del 2013 aveva soffiato il posto nel team faentino ad Antonio Felix Da Costa. Il portoghese era stato portato in palmo di mano da Marko per diversi mesi, poi qualche gara storta in World Series Renault (molte le colpe del team) ed ecco che Da Costa è stato scaricato. Senza se e senza ma.

Kvyat, dopo un anno in Toro Rosso positivo, è subito stato promosso in Red Bull per sostituire Sebastian Vettel. Tra il rammarico di Jean-Eric Vergne che dopo tre stagioni in Toro Rosso con eccellenti risultati pensava di meritare la promozione nella prima squadra. E così mentre il russo finiva al fianco di Daniel Ricciardo, il francese bocciato si è trovato senza un volante in F.1 come già capitato ad ottimi piloti come Jaime Alguersuari e Sebastien Buemi.

Nella sua prima stagione con la Red Bull, quella 2015, Kvyat ha totalizzato 95 punti contro i 92 di Ricciardo, rispettivamente settimo e ottavo nella classifica del campionato. Miglior risultato un secondo posto a Budapest, poi tanti piazzamenti. Stagione più che dignitosa quindi, sul livello di Ricciardo, anch'egli autore di una seconda posizione a Singapore. Il 2016 si annunciava molto interessante per Kvyat, ma ecco che dopo test invernali non giudicati particolarmente eccitanti, Kvyat in Cina (secondo appuntamento) piazza il terzo posto davanti a Ricciardo, partito dalla prima fila. Daniil invece, era scattato dalla terza fila (sesto tempo) e a Sakhir in qualifica era risultato soltanto quindicesimo, poi settimo in gara (quarto Ricciardo).

Dopo la Cina, è iniziata la tempesta che ha portato Kvyat all'attuale situazione. Marko ha deciso di bocciarlo promuovendo Max Verstappen sulla sua Red Bull e facendo tornare il ragazzo di Mosca con appartamento a Roma, sulla Toro Rosso. La terza corsa stagionale a Sochi (l'ultima con la Red Bull) è stata un disastro per Kvyat, urtatosi al via con Sebastian Vettel. Ma con la testa non c'era proprio e del resto come non capirlo. Da quel momento, da quando è tornato sulla Toro Rosso, Kvyat è parso un altro pilota. Incline all'errore, lontano dalle prestazioni di Carlos Sainz. Nel 2017, Daniil aveva assicurato che il passato era passato, ma non è stato così. Sainz lo ha distrutto totalizzando fino ad ora 48 punti contro i 4 di Kvyat. Che ha commesso tanti errori, a Silverstone addirittura finendo contro Sainz e rischiando di venire squalificato per un GP per accumulo di punti nella propria patente. L'incidente di Singapore, dopo pochi giri in una gara che poteva proiettarlo a punti (e Sainz è arrivato quarto), è stato il definitivo segnale che serviva uno stop. E così è stato.

In Toro Rosso hanno quindi deciso di fermare Kvyat per mettere sulla sua STR12 il debuttante Pierre Gasly, secondo nell'attuale campionato giapponese Super Formula e campione GP2 2016. Non si poteva più andare avanti così e allora, in vista di un 2018 non certo facile con la nuova power unit Honda, è stato deciso di far maturare esperienza a Gasly negli ultimi GP dell'anno in corso per averlo già bello e pronto nei test pre-campionato 2018.

Il punto è che per la prima volta, la Red Bull non si è adeguatamente coperta le spalle come era abituata in precedenza con i giovani piloti. Dietro a Gasly, non c'è più nessuno in grado di correre ad alto livello in Formula 2 o pronto per entrare in F.1 già nel 2018. Niko Kari non si è rivelato all'altezza, altri pretendenti non ve ne sono perché la Red Bull ha tagliato il budget per il programma Junior.

E allora, chi sarà il compagno di Gasly? Franz Tost, team principal Toro Rosso, è stato ben attento con le parole dichiarando che Kvyat rimane parte del gruppo. Eh sì, perché se non si trovano alternative esterne, toccherà a lui, ormai riempi buchi, salire sulla seconda Toro Rosso. Ma dopo questa ulteriore batosta, con che animo si metterà al volante? Magari il team faentino guarderà altrove prendendo un pilota esterno, non Red Bull, come Pascal Wehrlein per esempio. Vediamo cosa si inventerà il management Red Bull...
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