Michele Montesano
A pochi giorni dai primi test collettivi delle nuove Formula 1, che si svolgeranno a porte chiuse sul tracciato di Montmelò dal 26 al 30 gennaio, non accenna a diminuire la questione motori. La controversia tecnica, emersa lo scorso dicembre, ha animato la pausa invernale del Circus e accompagnerà, quasi sicuramente, l’avvio e gran parte della stagione 2026. Proprio per questo la FIA ha convocato un incontro con tutti i costruttori di Formula 1 per affrontare tale tema tecnico.
La questione è emersa alla fine dello scorso anno, quando si è iniziato a discutere dell’interpretazione del limite del rapporto di compressione del propulsore, fissato a 16:1 dalle nuove regole tecniche. Alcuni costruttori hanno letto tale valore come un tetto massimo assoluto, valido in qualsiasi condizione di funzionamento del motore. Altri, invece, hanno interpretato la norma in maniera più letterale, concentrandosi sulle modalità di misurazione previste dal regolamento. In questo contesto sarebbe nato il vantaggio tecnico attribuito a Mercedes e Red Bull, anche se quest’ultima in maniera meno incisiva.
Secondo quanto trapelato, le soluzioni sviluppate a Brackley sarebbero pienamente conformi al limite di 16:1 quando il motore viene misurato a temperatura ambiente, come indicato nelle procedure FIA, ma consentirebbero di superare quel valore, e raggiungere il rapporto di 18:1, una volta che il propulsore entra in regime operativo in pista. Attraverso un’attenta fase di studio e progettazione, pare che attraverso la dilatazione termica dei componenti il rapporto di compressione effettivo aumenterebbe durante il funzionamento del motore.

Stando a indiscrezioni, si otterrebbero benefici sia in termini di prestazioni che di efficienza nei consumi. Si parla quindi di un guadagno teorico che potrebbe arrivare fino a 10 kW, equivalenti a 13 cv. Inoltre, in termini di prestazione sul giro, il vantaggio stimato oscillerebbe tra i tre e i quattro decimi di secondo, a seconda della tipologia di circuito.
La reazione degli altri costruttori non si è fatta attendere. Ferrari, Audi e Honda hanno inviato una lettera congiunta alla FIA chiedendo chiarimenti sulla legittimità di tale soluzione. Il loro punto di vista si basa sull’Articolo C1.5 del regolamento tecnico, che stabilisce come le vetture debbano rispettare le regole “in ogni momento durante una competizione”. Secondo questa interpretazione, un motore che superi il rapporto di compressione di 16:1 in condizioni operative potrebbe essere considerato irregolare, indipendentemente da come venga misurato a freddo.
Tuttavia, la posizione della FIA sembra essere già piuttosto definita. La Federazione avrebbe giudicato conforme l’approccio di Mercedes, chiarendo ulteriormente, anche attraverso aggiornamenti regolamentari, che la misurazione del rapporto di compressione deve avvenire a temperatura ambiente. Tale affermazione ha quindi ridotto drasticamente la possibilità di un cambio di rotta nell’immediato.

La FIA ha però deciso di convocare tutti i costruttori a una riunione fissata per il 22 gennaio, appena quattro giorni prima dell’inizio dei primi test ufficiali del 2026 a Barcellona. Un tempismo significativo, considerando che i motori destinati alla fase iniziale della stagione sono già stati progettati e costruiti. All’incontro parteciperanno sia figure di alto livello del management dei team che esperti tecnici dei vari costruttori, a dimostrazione della delicatezza del tema.
Come riportato da The Race, un portavoce della FIA ha spiegato che, come spesso accade con l’introduzione di nuovi regolamenti, le discussioni sulle power unit e sui telai 2026 sono ancora in corso. L’obiettivo dell’incontro, ha sottolineato, è garantire che le regole siano comprese e applicate nello stesso modo da tutti i partecipanti. Nonostante ciò, un cambiamento immediato dell’interpretazione attuale appare altamente improbabile prima dell’inizio della stagione.
La pressione da parte dei costruttori è però destinata a continuare, con l’intento di arrivare a una soluzione condivisa nel medio periodo. Tra le ipotesi sul tavolo ci sono un affinamento delle procedure di misurazione, linee guida più stringenti sui limiti effettivi del rapporto di compressione o persino l’eliminazione totale di questo vincolo dal regolamento. È verosimile che eventuali modifiche possano essere introdotte solo a partire dal 2027, anche se alcune fonti suggeriscono che qualcuno stia spingendo per un intervento già dopo la pausa estiva di questa stagione.