Michele Montesano
Tra fire up, rendering e primi giri in pista, la stagione 2026 di Formula 1 è di fatto già entrata nel vivo. Dopo Red Bull è toccato ad Haas svelare la livrea della propria monoposto. Esattamente com’è accaduto con la squadra anglo-austriaca, anche in Haas hanno deciso di mostrare quella che dovrebbe essere la VF-26, ovvero la vettura che affronterà il prossimo campionato di F1. Le immagini, come spesso accade nei rendering, sono solamente indicative, tuttavia possono darci un’idea più precisa di come sarà la monoposto americana.
Non solo. Vista la stretta “parentela” con la Ferrari, soprattutto sul piano meccanico, la nuova Haas ha svelato alcune soluzioni che potremo vedere anche sulla SF-26, come l’a
dozione delle sospensioni push rod sia all’avantreno che al posteriore. Se confrontata con la Red Bull, la VF-26 presenta, invece, un’aerodinamica già meno spinta. Resta da capire, però, quanto di questa vettura virtuale corrisponderà a quella che scenderà sulla pista di Montmelò, dove si svolgeranno i primi test a porte chiuse.
Partiamo quindi dal frontale con il
musetto che termina con una sezione ridotta, ma non a punta come quello della RB22. A sporgere dalla strutta sono i piloncini che, posti alla massima distanza concessa del regolamento, hanno il doppio compito di sorreggere l’alettone e incanalare l’aria verso il sottoscocca. Nel bulbo del musetto troviamo inoltre l’attuatore per azionare l’ala mobile.
Mentre il
profilo principale dell'alettone presenta un andamento a cucchiaio, le paratie laterali sono dotate di flap per ricreare l’effetto out wash andando a spostare l’aria verso l’esterno degli pneumatici anteriori. Riviste anche le prese dei freni, ora più grandi, così come le carenature delle ruote che lasciano intravedere maggiormente le razze dei cerchi.
Aspetto fondamentale è sicuramente la
sospensione anteriore con schema push rod. Ricordiamo che, a differenza di Ferrari, Haas l’anno scorso era rimasta fedele a tale cinematismo. Il triangolo superiore presenta il bracco anteriore ancorato a filo del telaio mentre il posteriore è inclinato verso il basso. Tale soluzione consente di gestire l’effetto anti-dive in frenata, evitando che la monoposto si impunti, e garantire il passaggio dell’aria verso le pance. Inoltre i braccetti dello sterzo sono stati arretrati dietro al triangolo inferiore.
A differenza di quanto visto sulla Red Bull, la Haas presenta delle
fiancate piuttosto convenzionali. Innanzitutto davanti troviamo i bargeboard composti da due elementi, uno verticale e l’altro orizzontale dotato di due soffiature, con il compito di schermare la zona delle pance. Quest’ultime hanno un ingresso piuttosto generoso tanto da limitare anche il sottosquadro inferiore della fiancata. Al contrario
sul lato superiore ritroviamo lo scavo, introdotto sulla Ferrari SF-75, e ben sette branchie per smaltire il calore generato dalla powerunit.
Tradizionale anche l’
airbox dotato della presa triangolare, divisa in due, e le orecchie ai lati. Ciò significa che sopra al motore verrà collocato un ulteriore radiatore per gli organi accessori. Non manca una generosa
pinna sul cofano, utile per stabilizzare la monoposto nelle curve veloci. Mentre i
fianchi restano generosi, il pavimento del fondo piatto presenta diverse soffiature per generare il sigillo pneumatico e schermare gli pneumatici posteriori.
La Haas ci può mostrare un’interessante anteprima, in quanto la VF-26 monta la stessa
sospensione posteriore che vedremo sulla prossima Ferrari. Confermato quindi lo
schema push rod con il triangolo inferiore disallineato rispetto al superiore, mentre il puntone si infulcra davanti. Inoltre le barre di torsione sono poste sopra il telaio, soluzione più svantaggiosa per il baricentro ma sicuramente più redditizia in termini aerodinamici.
Infine l’
alettone posteriore che, come da regolamento, è sorretto da due piloni. Anche in questo caso sia la forma dell’ala che le paratie sembrano molto basiche. Quasi sicuramente già nei test di Montmelò la VF-26 porterà soluzioni più interessanti. Anzi è da osservare con attenzione quanto visto sul render corrisponderà alla monoposto reale che girerà in pista. La sensazione è che solamente nella sessione del Bahrain potremo osservare le vere monoposto che affronteranno la stagione 2026.