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26 Mag 2022 [16:27]

La McLaren è stufa di Ricciardo
E comincia a guardarsi attorno

Massimo Costa - XPB Images

Daniel Ricciardo sta deludendo. La McLaren pensava di aver fatto il miglior colpo di mercato possibile quando nel 2020, all'annuncio della Ferrari di avere deciso di prendere Carlos Sainz al posto di Sebastian Vettel, prelevandolo proprio dalla McLaren, si era tuffata sul pilota australiano, all'epoca in Renault. Tutto questo era accaduto prima dell'avvio del Mondiale 2020, il campionato disputato in piena era Covid-19. Ma l'approdo di Ricciardo nel team di Zak Brawn è stato molto complicato.

Nel 2021, Daniel ha avuto il merito di regalare alla McLaren una vittoria che mancava da troppo tempo a Woking (primo nel GP di Monza davanti al compagno Lando Norris), ma quell'acuto è stato praticamente l'unico della stagione. Nessun altro podio per lui, solo due quarti posti come miglior piazzamento. Ricciardo aveva conquistato 115 punti, Norris 160 finendo in zona punti venti volte su ventidue gare (con quattro podi) mentre Ricciardo si è piazzato in top 10 in tredici occasioni. Punti importanti quelli mancati da Ricciardo, che hanno impedito alla McLaren di lottare fino all'ultimo per il terzo posto contro la Ferrari.

Ricciardo aveva imputato le sue difficoltà ad una monoposto difficile da guidare, lontano dal suo stile, concepita per Norris nel 2020. Ma quest'anno le cose non sono cambiate nonostante il ribaltone tecnico imposto dalla FIA, e dunque una monoposto come la MCL36 completamente nuova e tutta da scoprire per entrambi i piloti. Va detto che ci si aspettava molto di più dalla McLaren, che a oggi sembra aver compiuto un passo indietro rispetto alla scorsa stagione. E le tante novità aerodinamiche portate a Montmelò, non si è visto alcun progresso.

Eppure, Norris riesce sempre a estrarre il meglio dalla MCL36 e dopo sei Gran Premi può vantare 39 punti mentre Ricciardo è fermo a 11. Nel GP di casa a Melbourne l'unico piazzamento utile: sesto. Poi, tre punti ottenuti nella gara Sprint di Imola, ma nella corsa vera della domenica è piombato addosso a Carlos Sainz al 1° giro. Negli altri eventi, 14esimo a Sakhir, 18esimo a Imola, 13esimo a Miami, 12esimo a Montmelò. Risultati inguardabili e ingiustificabili per un pilota del suo talento. E con Norris che in top 10 ha terminato quattro volte con addirittura un terzo posto spettacolare a Imola.



La McLaren che era abituata con Sainz ad avere prestazioni similari tra le due vetture e dunque tanti tanti punti per la classifica costruttori, con Ricciardo soffre come non mai. Grazie a Norris è quarta con 50 punti, ma inseguita a breve distanza da Sauber Alfa Romeo ed Alpine, rispettivamente con 39 e 34 lunghezze. Una situazione antipatica, considerando anche il lauto ingaggio che Ricciardo percepisce, 20 milioni, assolutamente non giustificabili. Montecarlo, pista che ha visto Ricciardo spesso e volentieri grande protagonista, potrebbe cambiare la situazione, ma le parole di Brawn lasciano intendere che c'è un po' di maretta,

Il proprietario della McLaren, ha dichiarato alla vigilia di Monaco: "Daniel fatica a trovare quelle prestazioni che vorremmo. Norris ha un accordo lungo, Ricciardo uno più breve. Credo che ora si inizierà a lavorare per il futuro, ma è materia per il nostro team principal Andreas Seidl". Dunque, nessuna parola gentile di Brawn per Ricciardo e lascia intendere che le cose potrebbero cambiare. Tutto sembra essere nel piede destro, ultimamente un po' arrugginito, di Ricciardo. Se continuerà così, Seidl e Brawn gli daranno il ben servito e punteranno su un altro pilota.

Ma chi? La McLaren non ha una Academy come un tempo, scelta decisamente errata, e potrebbe andare in prestito dall'Alpine per portare al debutto Oscar Piastri, altro australiano fresco campione di F2 2021, ma costretto alla panchina. Piastri era stato allertato dalla McLaren per correre in Bahrain se Ricciardo non avesse recuperato dal Covid, poi non è servito per il recupero di Daniel. Piastri però, potrebbe finire nella "sua" Alpine se Fernando Alonso tirerà i remi in barca o busserà alle porte di altre squadre (ma chi lo vorrà mai un pilota di 41 anni...). Tutto è aperto insomma, di sicuro questi giorni per Ricciardo saranno cruciali per definire il suo futuro in F1.

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