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28 Gen 2014 [8:57]

La RB10 cerca l'eccellenza nel compromesso

Filippo Zanier

Di buon mattino, dopo la presentazione Mercedes, è toccato alla Red Bull mostrarsi a fotografi e giornalisti intervenuti a Jerez. La RB10 a motore Renault che nel 2014 verrà affidata a Sebastian Vettel e Daniel Ricciardo era senza dubbio la più attesa tra le vetture svelate oggi, e ancora una volta Adrian Newey non ha deluso.

Questa volta non ha coniato soluzioni rivoluzionarie, almeno per quanto si possa vedere dalle prime immagini diffuse, ma ancora una volta il geniale progettista inglese è andato per la sua strada.
Mentre gli altri team sembrano essersi divisi fra due scuole di pensiero, cioè "muso alto con la proboscide" o "muso basso e allargato", il deus ex machina della Red Bull ha deciso di fare a modo suo e utilizzare entrambe le soluzioni.

Ebbene sì, perché se è vero che la nuova RB10 mostra una protuberanza sul muso, è altrettanto vero che tra tutte le monoposto ad utilizzare questa soluzione, quella uscita da Milton Keynes è quella che mostra il "naso" più basso e filante. Consapevole dell'importanza rivestita da un basso coefficiente di drag (la resistenza all'avanzamento) nella Formula 1 del 2014 al fine di ridurre il dispendio di carburante, Newey ha evidentemente cercato di far convivere al meglio due anime nella RB10: da una parte ha puntato su un'alta capacità di penetrazione aerodinamica dell'avantreno, ma dall'altra ha però tenuto ben presente la necessità di far passare un sufficiente quantitativo di aria sotto al muso per sfruttare il telaio "scalinato" e indirizzare i flussi verso il fondo e l'estrattore. Il risultato è un musetto che dalla centina in poi scende in picchiata e termina in una protuberanza più corta rispetto a quelle della concorrenza; non solo, l'estremità Red Bull sembra anche meglio lavorata rispetto a quelle delle altre monoposto, e va a disegnare una chiglia che sembra molto efficace nel dividere i flussi fra i due lati della macchina.

L'attenzione alla riduzione della resistenza all'avanzamento si nota anche nella zona delle fiancate, che in quanto a dimensioni contenute sono degne rivali di quelle proposte da Mercedes e Ferrari: non ci sono dubbi che la Renault abbia avuto un occhio di riguardo per il proprio top-team nella fase di sviluppo, e che quindi il V6 sia stato progettato più in base alle necessità della RB10 che su quelle espresse da Toro Rosso e Lotus: il risultato è una soluzione di raffreddamento che in termini di compattezza è ai massimi livelli, e non è un caso che in questo settore le vetture che impressionano di più oltre a questa siano Ferrari e Mercedes, cioè i team che il motore se lo fanno "in casa". Come sulla Toro Rosso, poi, appare una presa d'aria supplementare dietro la testa del pilota che a quanto si apprende porta aria verso i radiatore dell'olio, permettendo così di ridurre le dimensioni delle prese principali.

Interessante anche la zona del retrotreno dove i due sfoghi dell'aria calda dalle pance, quelli posti ai lati dello scarico, sono piazzati molto più in basso che sulle altre monoposto, finendo per soffiare direttamente nella zona in cui si trovano il triangolo inferiore della sospensione pull-rod e il semiasse. Nelle foto diffuse non ci sono dettagli nella zona dello scarico ed è difficile comprendere appieno il montaggio dell'alettone posteriore. Sembra comunque che Red Bull abbia optato per un sottilissimo sostegno centrale che si estende dal cofano motore, abbinato a paratie laterali che si ancorano al fondo come sulla Toro Rosso.
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