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28 Gen 2014 [9:10]

Force India, la bruttina del paddock

Filippo Zanier

Se nel paddock venisse indetto un concorso di bruttezza (parlare di bellezza ci sembra eccessivo ora che quasi tutte le vetture 2014 sono state svelate) per le nuove monoposto, la VJM07 lo vincerebbe per manifesta superiorità. Non è forse questa la soddisfazione che Vijay Mallya si augura per la stagione appena iniziata con i test di Jerez, ma è una reazione che l'intero paddock ha condiviso quando Nico Hulkenberg e Sergio Perez questa mattina hanno alzato il velo sulla vettura che guideranno nel 2014.

Lo staff tecnico agli ordini di Andy Green ha infatti optato per un muso alto e arretrato il più possibile, e per rispettare le misure previste da regolamento gli uomini Force India si sono quindi visti costretti ad adottare una proboscide lunghissima. A giovarsene è il flusso verso il fondo della monoposto, che incanalato dai due supporti dell'alettone (arretratissimi anch'essi) ha ampio spazio per dirigersi verso il sottoscocca, a sua volta caratterizzato da un pronunciato gradino evidente in corrispondenza della centina.

Con la gestione dei flussi verso il retrotreno affidata al centro della vettura, sembra che Force India non abbia riservato particolari attenzioni alle sospensioni anteriori, che mostrano un tradizionale schema push-rod e non evidenziano elementi accoppiati o carenati in modo evidente. Più interessante è la zona delle pance: sormontate da pinne molto pronunciate, mostrano prese d'aria molto ampie nella parte alta che però si chiudono molto rapidamente verso il basso, in diagonale. Questo permette un ampio scasso nella zona del deviatore, ma alle spalle di quest'ultimo è evidente che Force India non è riuscita a contenere la dimensione delle fiancate come invece fatto dai top team. Il marciapiede infatti si riduce fino a sparire nella zona centrale della vettura, rendendo così meno diretto il percorso dei flussi verso il posteriore.

In attesa di immagini più dettagliate del retrotreno, al momento si nota uno schema pull-rod per le sospensioni e un doppio pilone centrale per reggere l'alettone, oltre a un pronunciato monkey seat per spingere verso l'alto i gas di scarico.
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