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20 Set 2022 [9:52]

La vicenda Piastri ha segnato:
Alpine potrebbe chiudere il vivaio

Jacopo Rubino - XPB Images

Il caso Piastri ha scottato parecchio l'Alpine. Mentre la squadra francese prosegue la caccia al nuovo pilota per il 2023, anche con i test privati a Budapest che sembrano quasi una audizione in stile cinematrografica, si pensa persino di dismettere il programma junior per i giovani talenti. Lo ha dichiarato abbastanza apertamente l'amministratore delegato Laurent Rossi: "Stiamo realmente valutando se continuare oppure no dopo l'attuale gruppo di piloti in lista, con i quali onoreremo gli accordi pluriennali".

La gestione maldestra dell'ex pupillo Oscar Piastri, sfuggito di mano, ha comunque sollevato una questione legittima che riguarda l'intero sistema Formula 1: la McLaren, oggi priva di un vivaio, ha strappato un pilota allevato da un team avversario. L'australiano, entrato nell'Academy ancora marchiata Renault nel 2020, dopo il titolo in Formula Renault Eurocup, ha beneficiato di investimenti per la sua crescita, ripagata con i trionfi in F3 e F2. Per quest'anno Piastri era stato "parcheggiato" nel ruolo di collaudatore e riserva, ma per lui è stato organizzato un calendario di prove private di circa 5000 chilometri con la vettura 2021, rimasto ovviamente incompleto.

"Al di là delle nostre colpe, non credo che sia stato positivo per lo sport", ha concesso Rossi, però rimarcando: "Non sono sicuro di voler continuare ad allenare piloti, o a doverli bloccare dentro a contratti che per loro potrebbero non essere attraenti. Si può scegliere di non investire, e poi pescarli con il denaro risparmiato...".

Dal 2016, quando è avvenuto il ritorno in F1 da costruttore completo, il gruppo Renault non è riuscito a promuovere in griglia nessun pilota passato dal proprio vivaio, pur avendo avuto sotto la propria ala diversi nomi. Lo stesso Guanyu Zhou, per debuttare al via del Mondiale con l'Alfa Romeo, si è slegato dal costruttore transalpino.

Sull'argomento, Rossi ha trovato un sostenitore in Toto Wolff. "Penso sia importante che i programmi junior vengano rispettati", aveva dichiarato il team principal Mercedes, prima che il Contract Recognition Board risolvesse la disputa contrattuale Alpine-McLaren. Quella dell'austriaco era più una considerazione sui valori da seguire: "Credo nel karma e nell'integrità, ma non voglio giudicare perché non conosco la situazione dal punto di vista legale. Tutti noi spendiamo molto denaro nei nostri programmi junior. Sapere che adesso, con astuzia, ci si può tirare fuori, non è positivo per il settore. Di conseguenza, noi assumeremo ancora più avvocati per contratti ancora più rigidi".

Era in sintonia anche Christian Horner della Red Bull, il cui programma junior resta probabilmente il più famoso (e prolifico) del Circus: "Contrattualmente, non dovrebbe mai accadere. Se Renault e Alpine hanno investito nella carriera di Piastri, credo ci debba essere un elemento di lealtà".

Di sicuro, per tutto il paddock ci saranno alcune lezioni da imparare per evitare il ripetersi di un'altra vicenda Piastri, qualsiasi sia l'opinione in merito. Se non altro, l'Alpine può consolarsi con il buon momento di Jack Doohan in Formula 2 (potenziale candidato a un sedile in F1) e con il titolo dell'affiliato Victor Martins in F3.
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