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30 Giu 2013 [19:17]

Le Castellet, gara
Martin-Buurman-Leinders vincono nel finale

Filippo Zanier

Gara incredibile per la Blancpain Endurance Series al Paul Ricard. Il round francese del campionato SRO si è risolto a favore della vettura che aveva siglato la pole, la BMW del team Marc VDS guidata da Buurman-Leinders-Martin, ma il risultato finale è maturato solo negli ultimi minuti di corsa, dopo tre ore che avevano visto una lotta sul filo dei secondi fra almeno tre macchine. Ad animare la gara, oltre alla sportiva bavarese, sono state infatti la McLaren di Parente-Dusseldorp-Sims schierata dalla Hexis Racing e la Ferrari 458 Italia della Kessel Racing affidata a Davide Rigon, Cesar Ramos e Daniel Zampieri, che si sono scambiate la testa della gara in occasione delle tre soste ai box.

La prima fase ha visto al comando la BMW di Yelmer Buurman, inseguita dalla Mercedes SLS di Maximilian Buhk e dalla MP4/12C di Parente. L'altra SLS, quella che Adam Christodolou era abilmente riuscito a qualificare al secondo posto, è stata inspiegabilmente affidata per il via al gentleman Hummel, fatto che l'ha messa immediatamente fuori dai giochi: dopo aver perso numerose posizioni al primo giro, infatti, quest'ultimo è entrato in contatto con la BMW di Henri Moser (non incolpevole), finendo in testacoda e rinunciando ad ogni velleità. Tra i primi ad approfittarne c'è stato Rigon, che si è installato in una quarta posizione che ha mantenuto per tutto il proprio stint.

Il confronto, fino a quel momento teso ma non infuocato, si è acceso davvero al primo pit-stop. Buhk, che nella prima ora aveva guidato benissimo e tenuto sotto pressione Buurman, è rientrato per cedere la vettura a Luca Ludwig, ma il team HTP ha combinato un mezzo disastro con un cambio gomme lentissimo. Non solo, gli uomini del team tedesco hanno rimandato il proprio pilota in pista con la portiera destra aperta, costringendolo a una sosta supplementare per chiuderla. Mentre Ramos, salito sulla Ferrari del team Kessel, ne approfittava per prendere il terzo posto, la situazione cambiava anche in testa alla gara perché grazie a una sosta ai box velocissima la Hexis riusciva a rimandare in pista Stef Dusseldorp davanti a Bas Leinders, che aveva nel frattempo rilevato Buurman.

Il vero protagonista del secondo stint di gara, però, è stato Ramos che con un ritmo indiavolato ha prima annullato un gap di 5" portandosi alle spalle dei due, e poi li ha infilati nel giro di poche tornate proprio a metà gara. Il pilota brasiliano ha preso un vantaggio di circa 3" sulla McLaren, mentre la BMW di Leinders per un attimo è sembrata fuori dai giochi, dato che il suo distacco si è in fretta avvicinato ai 10". L'impressione è stata però ingannevole, perché l'ultimo turno di guida a rimescolato le carte per l'ennesima volta. Il team Kessel Racing, perfetto fino a quel momento, ha vissuto due soste da incubo: in una, quella di Castellacci-Ceccato-Petrobelli, un piccolo principio d'incendio ha messo in allarme il box, mentre nell'altra, quella in cui Zampieri è salito in vettura al posto di Ramos, la squadra è stata meno veloce dei rivali della Hexis, che hanno rimandato Sims in pista al primo posto, proprio davanti al pilota romano.

Inoltre, pochi minuti dopo, per la vettura di punta è arrivata un'altra doccia fredda sotto forma di stop-and-go: nel secondo pit-stop l'addetto alla pulizia del parabrezza per sbaglio ha toccato una delle gomme, mossa vietata dal regolamento, e la penalizzazione è venuta di conseguenza. Zampieri, che per quasi mezz'ora aveva pressato Sims senza sosta e sembrava sul punto di passarlo, ha scontato la penalità ed è scivolato al quarto posto, alle spalle non solo della BMW della Marc VDS, ma anche alla Nissan della JRM guidata da Dumbreck-Luhr-Kane, che hanno così colto un insperato terzo posto.

Se la sfortuna del team italiano è stata fondamentale per definire l'ultimo gradino del podio, la lotta per la vittoria è andata avanti fino alla fine: Maxim Martin, salito sulla BMW al posto del pilota/team manager Bas Leinders, ha infatti sfruttato al meglio il traffico per recuperare un distacco di ben 8" da Sims, che nel frattempo sembrava in crisi con le gomme posteriori, e quando mancavano 10' alla fine lo ha passato all'interno in un curvone a destra, scappando immediatamente a riprova di un passo superiore. Ha così colto una vittoria meritatissima, che ridà ossigeno a una classifica finora deficitaria.

In classe PRO-AM, invece il successo è andato alla McLaren del team Boutsen Ginion affidata a Dermont-Vervisch, in gran parte grazie all'ottima prestazione dell'ex formulista che nel suo stint è risalito addirittura fino al sesto posto assoluto. Alle loro spalle la Nissan della GT Academy di Doherty-Shulzhitskiy-Buncombe, e la Gallardo del team Grasser, unica Lamborghini in pista dopo la decisione della Casa di Sant'Agata di ritirare le due vetture del team Factory in segno di lutto per il decesso di Andrea Mamé nella gara mattutina del Super Trofeo. Ritiro, invece, per la Ferrari di Hommerson-Machiels-Bertolini, messa fuori pista dal primo durante lo stint d'apertura: per loro una brutta tegola in chiave campionato.

Domenica 30 giugno 2013, gara - Top 10

1 - Buurman-Leinders-Martin (Bmw Z4) - Marc VDS
2 - Parente-Dusseldorp-Sims (McLaren Mp4-12C) - Hexis - 7"420
3 - Dumbreck-Luhr-Kane (Nissan GT-R) - JRM - 42"355
4 - Rigon-Ramos-Zampieri (Ferrari 458) - Kessel - 44"714
5 - Buhk-Ludwig-Day (Mercedes SLS) - HTP - 46"484
6 - Pierguidi-Skryabin-Basov (Ferrari 458) - SMP - 54"447
7 - Ladygin-Shaitar-Aleshin (Ferrari 458) - SMP - 1'20"675
8 - Soucek-Leclerc-Parisy (McLaren MP4-12C) - ART - 1'32"260
9 - Ortelli-Vanthoor-Rast (Audi R8) - WRT - 1'34"862
10 - Verdonck-Carroll-Bell (McLaren MP4-12C) - Gulf - 1'38"102
Vincenzo Sospiri RacingTARGETgdlracing