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18 Mar 2016 [16:17]

Limitazioni ai team radio?
Non sono tutti convinti

Jacopo Rubino - Photo4

Fra i temi più discussi alla vigilia della stagione 2016 di Formula 1 c'è anche la restrizione alle comunicazioni radio in pista. L'articolo 27.1 del regolamento sportivo, a partire dal Gran Premio d'Australia, entra quindi a pieno regime. Sull'argomento si è espresso ufficialmente il direttore di gara Charlie Whiting, difendendo la maggiore severità della FIA: "Pensiamo che il pilota debba guidare da solo, senza aiuti. Non potranno esserci informazioni sulla strategia, ad esempio, o sulle mappature del motore. Cose del genere ora sono vietate. Sentivamo che negli ultimi anni si fosse raggiunto un livello intollerabile".

Sembrano essere 24 i tipi di comunicazione ancora consentiti, tra i quali rientrano quelli legati alle condizioni meteo, ai pit-stop o a eventuali problemi sulla monoposto. E si terranno d'occhio eventuali messaggi in codice e le pit-board. Nico Rosberg ha mostrato di accettare la sfida: "Ora dovremo prendere più decisioni per contro nostro", ha commentato il portacolori della Mercedes. Meno convinto il compagno-rivale Lewis Hamilton: "Vedrete più adesivi sul volante, perché gran parte dei dialoghi riguardava la gestione della macchina".

Jenson Button, invece, sostiene come la Federazione non possa avere il totale controllo sui messaggi. "La direzione gara non ascolterà ogni singola comunicazione, è davvero difficile. Ma spero che accada il più possibile per la massima equità", ha dichiarato ad Autosport. Il driver più navigato del Circus, peraltro, conferma che questo giro di vite "andrà a favorire i più esperti". Eppure, secondo, Fernando Alonso, l'effetto sarà contrario a quello voluto: "A causa di queste limitazioni, le strategie saranno più omologate. Ci troveremo a seguire, molto più di prima, la tattica preparata nel meeting con i tecnici". Anzi, lo spagnolo della McLaren ha rincarato la dose: "Nell'era della comunicazione e della tecnologia, la F1 va nella direzione opposta".

Anche Christian Horner, team principal Red Bull, teme che per gli appassionati possa rivelarsi un passo indietro: "Mi auguro che non si sia andati troppo oltre sulla questione. Per i fans può essere interessante sentire ciò che i piloti dicono durante una battaglia, è affascinante. Il problema, poi, è che le vetture di oggi sono piuttosto complesse. Bisogna trovare un punto di equilibrio e non sono sicuro ci si riesca in un weekend".
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