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14 Ago 2012 [12:52]

L'intervista - Santiago Urrutia
Dall'Uruguay in Italia a 15 anni

Antonio Caruccio



Santiago Urrutia nasce il 30 agosto del 1996 a Miguelete, Colonia, in Uruguay. Dopo Gonzalo Rodriguez, tristemente scomparso in un incidente nella serie CART a Laguna Seca nel 1999 dopo che si era distinto nella F.3000, l'ancora 15enne Santiago diventa il secondo pilota della sua nazione a vincere in Europa. Per i colori della BVM Target, è uno dei miglior esordienti nel campionato di Formula Abarth e dopo le vittorie di Mugello e Spielberg, conta di aumentare il proprio bottino da qui a fine stagione.

Santiago, ti sei trasferito in Italia per la tua prima stagione agonistica in monoposto in Europa?
“Sì abito in Italia, da solo, senza nessuno della mia famiglia. Mi alleno al Driver Program di Forlì, ma vivo a Faenza con Josè Poletti, uno dei loro fisioterapisti. Vicino a me abitano i ragazzi della BVM Target quindi se mi serve un passaggio per andare da qualche parte mi aiutano loro in macchina”.

Hai il doppio passaporto, come mai? Lo avevi già prima di venire qui a correre?
“L’ho preso lo scorso anno quando sono venuto in Italia, altrimenti ogni tre mesi mi sarebbe scaduto il permesso di soggiorno e sarei dovuto uscire e rientrare dal Paese. Ho potuto prenderlo facilmente dato che ho residenza in Piemonte, regione di origine di mia mamma”.

Eri mai stato prima in Italia?
“Sono venuto per la prima volta in Europa nel 2010 per il Mondiale di Kart. Poi, ho continuato a correre in Europa nel 2011, per poi passare alle auto lo scorso autunno, sempre in Formula Abarth”.

Lo scorso anno arrivasti in Italia con la Tomcat. Come è maturata la decisione nell’inverno di passare ai colori della BVM Target?
“Arrivai da Tomcat tramite la Intrepid, perché da BVM Target, con cui loro hanno sempre avuto una forte connessione, non c’era posto. Sono molto contento della mia scelta, per me sono diventati una seconda famiglia e mi trovo molto bene”.

Com’è il motorsport in Uruguay?
“Ho iniziato a correre presto, a cinque anni, ma lì il motorsport non ha sbocchi professionali. L’automobilismo è vecchio, ossia incentrato sulle gara Turismo come anche in Argentina. Un pilota giovane che vuole emergere è quindi costretto a venire in Europa come ho fatto io per fare esperienza e poter aver un futuro”.

Che seguito hai nel tuo paese?
“Sono l’unico pilota uruguaiano fuori dalla nazione, ho un bell’appoggio da parte del mio sponsor che è la compagnia petrolifera nazionale, ed ho un grande numero di tifosi”.

Molti di questi ti seguono anche in pista.
“Si, a Monza sarà incredibile, ci saranno più di venti persone. Alcune di loro, cinque, vivono in Italia, mentre altre si spostano per vedere le mie gare, è una bellissima sensazione”.

Sei stato anche nominato Pilota dell’anno in Uruguay.
“Si ho preso una sorta di medaglia d’oro, anche perché sono l’unico pilota che corre oltre i confini nazionali e porta con orgoglio la nostra bandiera. Sono felice di questo, ma devo ancora cercare di crescere nei prossimi anni”.

Cosa fai quando non corri?
“Mi alleno tutta la settimana, alterno allenamento fisico a quello mentale, per essere sempre pronto. Poi, sabato e domenica vado in sede da BVM Target per dare una mano ai ragazzi del team”.

Che bilancio puoi trarre della tua stagione 2012 sino a questo momento?
“Sono arrivato pensando che potevo lottare per il titolo rookie e adesso sono addirittura secondo nella classifica del campionato italiano. Tuttavia devo restare coi piedi per terra, il campionato è ancora lungo e ho solo un anno di esperienza alle spalle, spero di poter continuare a crescere costantemente”.

Che obiettivi hai per il futuro?
“Anzitutto spero di poter finire questa stagione perché devo trovare il budget anche per il futuro, e poi il prossimo anno bisognerà valutare quali campionati ci saranno e dove focalizzare la nostra attenzione”.