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16 Ago 2026 [17:46]

Londra - Gara 2
Wehrlein bis da campione
DS saluta con la vittoria di Barnanrd

Michele Montesano

Finale incandescente in Formula E. L’ExCel di Londra è stato il teatro di una gara che ha lasciato il fiato sospeso fino all’ultima curva. A trionfare è stato Taylor Barnard che, tagliando per primo il traguardo, è diventato il più giovane vincitore di un E-Prix. Il britannico ha inoltre regalato l’ultima gioia alla DS, ai titoli di coda nel campionato elettrico. Il successo di Barnard è stato però offuscato dal trionfo di Pascal Wehrlein che, al termine di una corsa rocambolesca, ha conquistato il suo secondo titolo in Formula E

Alla vigilia della gara conclusiva della serie elettrica, il pilota della Porsche poteva contare su un margine di cinque punti nei confronti di Dennis e di 21 su Evans. Un vantaggio importante, ma non sufficiente per affrontare con tranquillità l’ultimo E-Prix della stagione.

A partire davanti sono state le due Mahindra di Nyck De Vries ed Edoardo Mortara, capaci di monopolizzare la prima fila in qualifica. Lo scatto al via non ha riservato particolari sorprese. L’olandese ha mantenuto il comando davanti al compagno di squadra, mentre Wehrlein si è sistemato alle loro spalle controllando gli avversari diretti. La Porsche ha immediatamente attuato una strategia già vista nella gara del sabato, con Nico Müller incaricato di rallentare Mitch Evans per permettere al compagno di squadra di gestire il margine in classifica.



La tattica della Casa tedesca ha funzionato per diversi giri. Evans, partito quinto, è rimasto intrappolato alle spalle di Müller senza riuscire a trovare il varco necessario per attaccare. Nel frattempo Antonio Felix Da Costa è stato il primo ad attivare l'Attack Mode, sfruttando la maggiore potenza per superare rapidamente gli avversari e inserirsi nella lotta per il podio oltre a sparigliare le carte della strategia Porsche.

Mentre le Mahindra riuscivano a gestire il ritmo senza particolari difficoltà, Wehrlein era costretto a difendersi dagli attacchi di Da Costa, che aveva il compito di agevolare la rimonta di Evans. Il duello tra i due ex compagni di squadra è diventato sempre più intenso e senza esclusione di colpi. Nel frattempo Barnard ha costruito da veterano il suo E-Prix. Il britannico della DS Penske è rimasto a lungo alle spalle delle due Mahindra, gestendo l'energia e attendendo il momento propizio per sferrare l'attacco decisivo.

La gara è cambiata radicalmente a partire dal diciassettesimo passaggio, quando Evans è riuscito finalmente a liberarsi di Müller. Il neozelandese ha iniziato a recuperare terreno grazie a una gestione dell'energia particolarmente efficace riducendo progressivamente il distacco dal gruppo di testa. Il momento decisivo è poi arrivato al ventisettesimo giro. Evans ha azionato l'Attack Mode e, approfittando del prezioso lavoro di squadra svolto da Da Costa, è riuscito a superare contemporaneamente sia il compagno di squadra che Wehrlein salendo al quarto posto.



Ancora più importante è stato quanto accaduto nelle curve successive. Da Costa ha continuato a ostacolare il pilota della Porsche, permettendo a numerosi avversari di infilarsi nella lotta e facendo precipitare Wehrlein addirittura al dodicesimo posto, fuori dalla zona punti. A quel punto il campionato si è completamente riaperto. Dennis, fino a quel momento rimasto nelle retrovie per risparmiare energia, ha sfruttato il primo Attack Mode per risalire rapidamente la classifica.

L'inglese dell'Andretti è arrivato fino alla settima posizione arrivando, così, a conquistare virtualmente la vetta del campionato e accarezzare il secondo titolo di Formula E. Nel giro di pochi secondi la classifica iridata è cambiata più volte passando dalle mani di Wehrlein a quelle di Dennis e viceversa.

Le emozioni però non erano ancora finite. A quattro giri dalla conclusione si è verificato l'episodio più controverso dell'intero weekend. Joel Eriksson, spinto da Wehrlein, ha perso il controllo della propria monoposto all'uscita della curva 16 e sia Dennis che il tedesco della Porsche sono rimasti coinvolti nel caos che ne è seguito. Il contatto ha danneggiato l'Andretti dell’inglese, costretto a rientrare ai box con l'ala anteriore distrutta e ad abbandonare definitivamente ogni speranza di vittoria.



Anche Wehrlein è precipitato nelle retrovie, aggravando ulteriormente una situazione già molto delicata. La direzione gara ha successivamente inflitto al pilota tedesco una penalità di cinque secondi per il contatto con Eriksson, ma il vantaggio accumulato in classifica generale nei confronti di Evans, si è rivelato sufficiente per conquistare il secondo titolo iridato in Formula E.

Mentre alle spalle si consumava una battaglia senza esclusione di colpi, davanti Barnard ha completato la sua rimonta. Grazie all'ultima attivazione dell'Attack Mode, il britannico ha superato prima Mortara e poi De Vries con un attacco deciso all'ultima curva prendendosi il comando a due giri dalla conclusione.

Per il ventiduenne del team DS Penske è arrivata così una vittoria storica. Oltre a conquistare il primo successo in Formula E, Barnard è diventato il più giovane vincitore nella storia del campionato regalando, inoltre, alla DS la vittoria dell’addio proprio nell'ultima gara prima dell'uscita dalla categoria. A completare il podio i due alfieri della Mahindra De Vries e Mortara.



Evans ha chiuso al quarto posto. Troppo poco per conquistare il titolo piloti, ma sufficiente per permettere alla Jaguar di laurearsi campione del mondo tra le squadre con un margine di diciassette punti sulla Porsche. Sebastien Buemi, al suo ultimo E-Prix, ha terminato quinto davanti alle Citroën di Nick Cassidy e Jean-Éric Vergne. Ottava piazza per Pepe Martí, sulla Cupra Kiro, mentre Oliver Rowland e Norman Nato hanno completato la top 10. L’inglese della Nissan ha così abdicato lo scettro di campione della Formula E in zona punti.

Domenica 16 agosto 2026, gara 2

1 - Taylor Barnard (DS) - DS Penske - 35 giri
2 - Nyck De Vries (Mahindra) - Mahindra - 0"614
3 - Edoardo Mortara (Mahindra) - Mahindra - 6"087
4 - Mitch Evans (Jaguar) - Jaguar - 7"722
5 - Sébastien Buemi (Jaguar) - Envision - 16"754
6 - Nick Cassidy (DS Citroën) - Citroën - 17"205
7 - Jean-Éric Vergne (DS Citroën) - Citroën - 17"864
8 - Pepe Martí (Porsche) - Cupra Kiro - 18"312
9 - Oliver Rowland (Nissan) - Nissan - 19"363
10 - Norman Nato (Nissan) - Nissan - 24"990
11 - Maximilian Günther (DS) - DS Penske - 31"219
12 - Nico Müller (Porsche) - Porsche - 35"367
13 - Felipe Drugovich (Porsche) - Andretti - 38"658
14 - Pascal Wehrlein (Porsche) - Porsche - 48"737
15 - António Félix Da Costa (Jaguar) - Jaguar - 49"110
16 - Dan Ticktum (Porsche) - Cupra Kiro - 59"710
17 - Zane Maloney (Lola Yamaha) - ABT - 1'03"794
18 - Jake Dennis (Porsche) - Andretti - 1 giro

Giro più veloce: Oliver Rowland 1'08"819

Ritirati
Joel Eriksson (Jaguar) - Envision
Lucas Di Grassi (Lola Yamaha) - ABT

Il campionato piloti
1.Wehrlein 169 punti; 2.Dennis 164; 3.Evans 160; 4.Rowland 137; 5.Mortara 137; 6.Da Costa 128; 7.De Vries 115; 8.Cassidy 114; 9.Müller 102; 10.Buemi 97.

Il campionato squadre
1.Jaguar 288 punti; 2.Porsche 271; 3.Mahindra 252; 4.Andretti 229; 5.Citroën 182; 6.Nissan 157; 7.Envision 152; 8.Cupra Kiro 128; 9.DS Penske 91; 10.Lola Yamaha ABT 35.

Il campionato costruttori
1.Porsche 498 punti; 2.Jaguar 400; 3.Stellantis 292; 4.Mahindra 251; 5.Nissan 189; 6.Lola 85.