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22 Giu 2008 [13:00]

Magny-Cours: la strategia del team Arden, la rinascita di Filippi

La carta della disperazione. Il team Arden non poteva non giocarla ed ha raccolto il massimo della posta. Primo Sebastien Buemi, secondo Yelmer Buurman. A Magny-Cours, la scelta di partire per gara 2 con le slick, nonostante l'asfalto bagnaticcio, ha pagato. Buemi, 21° in griglia, ha vinto a mani basse trovando come unico ostacolo il suo compagno di squadra, Buurman. L'olandese, secondo al traguardo, scattava dal 12° posto in griglia. Scelta più azzardata la sua, come quella di Luca Filippi, decimo sullo schieramento, ma che ha optato per le slick. Loro hanno tradotto al meglio la situazione meteo. Scelte sicuramente difficili. Di quelle che se le azzecchi vai sul podio e diventi un mago della strategia, ma se le sbagli passi per un pirla. E ci è mancato poco che venissero bollati come tali, perché a metà corsa aveva ripreso a piovere. Per fortuna loro, brevemente.

Buemi, Buurman e Filippi sono stati molto abili nei primi giri di gara a non commettere errori. Pur girando su tempi alti, pur con un assetto da asciutto, hanno fatto il possibile per preservare gli pneumatici e per non finire nella ghiaia. Poi, hanno attaccato. Buemi ha conquistato la prima meritata vittoria in GP2. Un predestinato lo svizzero della Red Bull, anche se altalenante. Una vittoria l'aveva già conseguita nella GP2 Asia, a Sentul, ma a tavolino, dopo squalifica di Filippi. Buurman ha confermato le doti di guida già espresse lo scorso anno nella F.3 Euro Series e nella GP2 Asia.

La rinascita di Filippi è arrivata in quello che sembrava un altro weekend nero per il pilota italiano. Veloce nei test collettivi, disperso (o quasi) nei weekend di gara. Sette corse, zero punti. Filippi stava perdendo serenità. Lo si percepiva nella voce e dopo la prima corsa di Magny-Cours era decisamente abbattuto. Mancanza di feeling con la vettura, la sua dichiarazione. Ma come è possibile se poi nei test dimostra di essere tra i più veloci, più rapido anche del fenomenale compagno di squadra Romain Grosjean? Un bel grattacapo. La pressione su Filippi è sicuramente tanta, la semplicità con cui Grosjean ottiene certi risultati l'aumenta.

Fatto sta che nella corsa più difficile da interpretare, è emersa prepotentemente l'esperienza di Filippi. E' risalito con decisione dal 18° posto iniziale. Man mano che la pista si asciugava e gli altri si fermavano per cambiare le gomme, lui guadagnava posizioni su posizioni, fino a ritrovarsi in zona punti. Quando ha capito che Bruno Senna, davanti a lui, aveva problemi al cambio, ha spinto ancora più forte realizzando giri veloci in serie fino a prendere il brasiliano e superarlo con facilità. Il problema tecnico che ha fermato il bravissimo Alvaro Parente (che come Filippi aveva scelto le slick fin dal via scattando dal 9° posto), ha fatto il resto proiettando il pilota della ART sul podio. Una bella soddisfazione.

Romain Grosjean, grande protagonista in gara 1, lascia Magny-Cours con zero punti. Lo svizzero, ieri tradito dal cambio, questa volta ha sbagliato insabbiandosi appena messe le gomme slick. Trident ha raccolto un punto con Mike Conway, che partiva dalla prima fila con gomme rain. Scelta inevitabile stando davanti, ma che alla fine non ha pagato. Giorgio Pantano ha commesso un errore. Ha visto un buco al tornante e si è buttato all'interno di Vitaly Petrov. Manovra ottimistica, finita male, col ritiro. Che segue quella di Monaco in gara 2. Peccato, poteva incamerare altri punti pesanti, ma rimane comunque in testa al campionato con un bel vantaggio: sette lunghezze su Senna.

Massimo Costa

Nella foto, Buurman precede Buemi (Photo Pellegrini)
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