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25 Mar 2018 [8:55]

Melbourne - Gara
Vettel e Ferrari, che strategia

Massimo Costa - Photo 4

Lo avevano detto Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen dopo la qualifica. La corsa sarà un'altra cosa. Ed è stato così. Lewis Hamilton non poteva certo permettersi di mantenere quel folle ritmo che si era inventato nel giro di qualifica che gli è valso la pole, e pur essendo partito bene, non è mai riuscito a scrollarsi di dosso le due Ferrari. Con Raikkonen che subito al via ci ha provato a infilare la Mercedes di Hamilton, poi si è messo in posizione di attesa davanti a Vettel.

Si attendeva qualche situazione particolare che puntualmente è arrivata. Il recupero della Haas-Ferrari di Romain Grosjean bloccata in pista, ha richiesto l'intervento della virtual safety car e qui è cominciato il capolavoro di Vettel. Rimasto in pista a differenza di Hamilton e Raikkonen che già si erano fermati ai box per il pit-stop, quindi leader della corsa in quel momento, Sebastian con la velocità congelata imposta dalla VSC ha disegnato traiettorie intelligenti per recuperare più terreno possibile, poi si è infilato in corsia box dove ha potuto spingere forte fino alla fascia bianca dove va inserito il limitatore. E quando è tornato in pista, ha tenuto la prima posizione davanti a un incredulo Hamilton che non ha mancato di comunicare al proprio box: "Ma ho sbagliato qualcosa?".

Vettel ha così iniziato la sua cavalcata mentre Hamilton dietro di lui si faceva sempre più minacciosa. Ma non era la W09 temibile che ci si aspettava. Hamilton ha commesso un errore nel momento più delicato, poi è tornato sotto alla Ferrari, ma si è arreso perché le gomme posteriori non erano più performanti dopo così tanti sforzi e il rischio di finire fuori pista era alto. Hamilton ha quindi alzato il piede anche per salvare il motore.

Vettel ha... acceso la radio e si è avviato verso la vittoria ripetendo il successo di inizio 2017. Una vittoria che fa morale, intelligente, cercata, che fa preoccupare non poco la Mercedes. E poi, c'è quel Raikkonen pimpante come non mai. Ancora una volta la fortuna ha giocato a favore di Vettel (nessun ordine di squadra particolare) e non di Kimi che si è dovuto accontentare del terzo posto. Bravo nel finale nel contenere Daniel Ricciardo che con la Red Bull-Renault aveva anche gomme più fresche.

La Red Bull-Renault ha avuto nell'australiano il pilota di punta. Pur partendo ottavo, Ricciardo ha corso forte raggiungendo una bella quarta posizione finale. Deludente Max Verstappen che prima si è fatto superare da un pilota agguerrito quanto lui, Kevin Magnussen, alla prima curva. Poi, non è stato capace di superare la Haas, ha guidato sporco, ha consumato eccessivamente le gomme ed è finito in testacoda tutto solo come un pollo per via del fondo danneggiato sui cordoli. Alla fine ha concluso sesto a 21" da Ricciardo.

Tra le due Red Bull si è infilata la McLaren-Renault di Fernando Alonso, quinta. Risolti giusto in tempo per il weekend del Gran Premio i problemi emersi nei test, la McLaren ha potuto compiere il salto di qualità che sperava. Bravo Alonso nell'infilarsi nelle posizioni che contano mentre Stoffel Vandoorne è rimasto poco più indietro concludendo nono. Bei punti per la Renault con Nico Hulkenberg settimo e solido come sempre e con Carlos Sainz decimo. Lo spagnolo però, era sofferente, aveva problemi di stomaco, ha anche rischiato di vomitare. Ottavo un abulico Valtteri Bottas: ci aspettavamo una rimonta furiosa da parte sua, invece il finlandese della Mercedes pareva non aver dimenticato l'incidente di sabato ed ha offerto una prova anonima.

Fuori dai punti le due Force India-Mercedes con Sergio Perez undicesimo ed Esteban Ocon dodicesimo. C'è preoccupazione nel team di Vijay Mallya che si era abituata a essere la prima degli "altri" e invece ora fatica a vedere gli... altri. Al traguardo il debuttante Charles Leclerc con una Sauber-Ferrari capace di mettersi deitro la Williams-Mercedes di un deludente Lance Stroll. Peccato per Sergey Sirotkin, fuori per problemi ai freni nelle prime fasi di gara. Ritirati anche Marcus Ericsson e Pierre Gasly in un weekend da incubo per la Toro Rosso-Honda, ultima al traguardo con Brendon Hartley. I test spagnoli avevano lasciato intravedere ben altre possibilità.

E le Haas-Ferrari? Le abbiamo tenute per ultime. La meravigliosa terza fila ottenuta in qualifica stava per essere confermata anche in gara grazie al gran passo di Kevin Magnussen e Romain Grosjean. Il grintoso danese al via si era anche bevuto all'esterno della prima curva Verstappen tenendo a lungo la quarta posizione mentre Grosjean era sesto. Poi, l'inizio dell'incubo. I pit-stop si sono rivelati un fallimento. Sia a Magnussen sia a Grosjean, le gomme non sono state bene inserite, rispettivamente la posteriore sinistra e l'anteriore sinistra, e i due piloti Haas appena rientrati in pista si sono dovuti fermare. Problemi alle pistole? Errore dei meccanici? Rimane il fatto che un magnifico weekend è stato stroncato dal più banale degli inconvenienti.

Domenica 25 marzo 2018, gara

1 - Sebastian Vettel (Ferrari) - 58 giri
2 - Lewis Hamilton (Mercedes) - 5"036
3 - Kimi Raikkonen (Ferrari) - 6"309
4 - Daniel Ricciardo (Red Bull-Renault) - 7"069
5 - Fernando Alonso (McLaren-Renault) - 27"886
6 - Max Verstappen (Red Bull-Renault) - 28"945
7 - Nico Hulkenberg (Renault) - 32"671
8 - Valtteri Bottas (Mercedes) - 34"339
9 - Stoffel Vandoorne (McLaren-Renault) - 34"921
10 - Carlos Sainz (Renault) - 45"722
11 - Sergio Perez (Force India-Mercedes) - 46"817
12 - Esteban Ocon (Force India-Mercedes) - 1'00"278
13 - Charles Leclerc (Sauber-Ferrari) - 1'15"759
14 - Lance Stroll (Williams-Mercedes) - 1'18"288
15 - Brendon Hartley (Toro Rosso-Honda) - 1 giro

Giro più veloce: Daniel Ricciardo

Ritirati
Romain Grosjean
Kevin Magnussen
Pierre Gasly
Marcus Ericsson
Sergey Sirotkin

La classifica piloti
1.Vettel 25; 2.Hamilton 18; 3.Raikkonen 15; 4.Ricciardo 12; 5.Alonso 10; 6.Verstappen 8; 7.Hulkenberg 6; 8.Bottas 4; 9.Vandoorne 2; 10.Sainz 1.

La classifica costruttori
1.Ferrari 40; 2.Mercedes 22; 3.Red Bull-Renault 20; 4.McLaren-Renault 12; 5.Renault 7.
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