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5 Gen 2019 [14:56]

Mercedes, caccia al sesto titolo
Bottas pilota da recuperare

Alessandro Bucci - Photo 4

Non è affatto un mistero che Valtteri Bottas, seconda guida dichiarata Mercedes, sia uscito con le ossa rotte dalla devastante stagione 2018 di Formula 1, conclusa al quinto posto nel Mondiale piloti con 247 punti nel carniere alle spalle di Max Verstappen per due lunghezze di distacco. Un campionato che ha visto il finlandese fare spesso da paggetto al neo penta campione Lewis Hamilton, agevolando sorpassi in pista del numero 44 a più riprese e facendo addirittura gara per il britannico come a Monza, un episodio talmente sfrontato e architettato sotto la luce del sole da far venire la nausea ai puristi della vecchia guardia e, magari, abbozzare un sorriso ai 'maniaci' della strategia approntata nella dimensione corsa.

Fatto sta che mai, nella storia recente della massima serie, si era visto un team dispiegare in così tante occasioni e con abbondantissimo anticipo nella stagione gli ordini di squadra per difendersi dalla temibile rivale Ferrari, in grado di arrivare a Silverstone in testa nel campionato piloti e in quello costruttori, in quest'ultimo con addirittura venti punti di vantaggio sui rivali tedeschi, salvo poi vedere vanificato tutto o quasi dal GP d'Italia in poi a causa di un tracollo più che altro psicologico di Sebastian Vettel.

Certo, anche il Cavallino Rampante nell'era Schumi e non solo ha impiegato in tante occasioni ordini di squadra discutibili, ma non ai livelli di umiliazione cui è stato sottoposto il pacioso Bottas nel 2018. "Dovremo recuperare mentalmente Valtteri", ha dichiarato recentemente il boss Mercedes Toto Wolff, dimostrando un comportamento poco credibile che assomiglia molto a quello del 'carnefice' che prova pietà solo a conti fatti per la malcapitata vittima. Fuor di metafora, non v'è dubbio che Bottas abbia svolto il suo lavoro rientrando perfettamente nei ranghi e che quindi, tutto sommato, non abbia poi molto da recriminare alla squadra, ma è altrettanto vero che un pilota cerca sempre di ottenere il risultato migliore e anche Bottas, sotto sotto, non è diverso da tanti altri validissimi avversari che hanno solcato le piste di questo mondo.

In occasione del plateale gioco di squadra a Sochi (uno dei tanti), dove il numero 77 ha sostanzialmente parcheggiato con le doppie frecce per far avanzare Hamilton (episodio definito dallo stesso Lewis come "imbarazzante"), si è detto che "in Formula 1 il libro Cuore non esiste". Come dar loro torto, ma perché voler negare l'evidenza? Tutto, a questo mondo, può essere fatto con un minimo di stile ed etica. Ragion per cui, perché annichilire in questo modo una seconda guida salvo poi dichiarare che "necessita di essere recuperato?".

Il 2019 si presenta come una stagione molto delicata per la Mercedes, forte del quinto titolo consecutivo nel Mondiale piloti e costruttori, un dominio francamente imbarazzante e che non conosce eguali nel nuovo millennio. Ricordiamo ad esempio che la Ferrari dominò sì dal 2000 al 2004, ma che il 2000 e il 2003 non furono certo stagioni facili, entrambe decise in Giappone, a Suzuka, contro i finlandesi della McLaren-Mercedes Mika Hakkinen prima e Kimi Raikkonen poi. Lewis Hamilton, sempre più leggenda e star del palcoscenico mediatico, non commette un singolo errore evidente dalle prove libere di Interlagos nel 2017 (sì, avete letto bene, 2017) e continua ad abbattere record come un bulldozer, non lasciando nemmeno le briciole agli avversari.

73 vittorie, 83 pole position, 41 giri veloci, oltre 130 podi nell'arco di undici stagioni. Numeri che fanno letteralmente girare la testa e che, senza ombra di dubbio, non possono che far rassegnare sempre più il buon Bottas, uomo e pilota sostanzialmente agli antipodi di 'Hammertime' genio dell'automobilismo mai sazio e domo di imprese. Sulla W10, monoposto che disputerà la stagione 2019 di Formula 1, sin ora sono trapelate ben poche indiscrezioni, se non che la futura creatura di Brackley dovrebbe essere dotata dei famigerati fori nei mozzi delle ruote posteriori (peraltro convalidati dalla FIA) per permettere un'ottimale gestione delle gomme Pirelli.

Il 2019 per la casa con la stella a tre punte sarà anche una sorta di ripartenza, vedendo ora il validissimo tecnico Aldo Costa in veste di consulente tecnico, con quest'ultimo reparto affidato maggiormente a James Allison. Il nuovo Chief Designer John Owen (45 anni) occuperà il ruolo più alto in grado del suddetto gruppo affiancato a tecnici del calibro di Andy Cowell e Rob Thomas. Con Loic Serra neo promosso al ruolo di direttore della prestazione e Mark Ellis dato in partenza a metà del 2019, la Mercedes vanta ora un'area tecnica di 'giovani' figure chiamate alla prova del nove e cresciute nel proprio vivaio. L'augurio a Bottas, insignito del premio Bandini 2018 con tanto di bagno di folla anche in occasione del Minardi day a Imola (ricordiamo che il finlandese era reduce all'epoca dal GP di Azerbaijan, dove vide sfumare una probabilissima vittoria per una foratura), è quello di ritrovare maggiormente la dimensione che gli compete, ovvero quella sì della seconda guida all'interno della Mercedes di King Lewis, ma con una sua dignità e con una maggiore autonomia all'interno della squadra. Il Bottas 2018, francamente, è meglio dimenticarlo...
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