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13 Feb 2021 [12:06]

Missione salary cap in Formula 1:
un gruppo di lavoro per discuterne

Jacopo Rubino - XPB Images

Introdurre il salary cap è il prossimo obiettivo per disciplinare le spese in Formula 1: il famoso tetto agli stipendi di piloti e top manager, non inclusi nel budget cap di 145 milioni di dollari imposto da quest'anno alle squadre. Di salary cap si parla già da qualche mese, ma l'ultima riunione della F1 Commission ha rappresentato un possibile passo avanti per la sua adozione.

"Verrà creato un gruppo di lavoro per discutere il tema dei contratti di piloti e dirigenti di riferimento delle scuderie", ha infatti confermato la FIA nel resoconto del meeting del 10 febbraio, dopo aver ricordato che sono stati messi sul tavolo "vari punti per il controllo dei costi e su come questo traguardo generale possa essere raggiunto nei prossimi anni".

È significativo che nel gruppo di lavoro ci sia l'intenzione di inserire gli stessi piloti, coi quali si vuole aprire un dialogo. Del resto, non sarà facile vincere le loro resistenze. Lewis Hamilton, fresco di rinnovo con la Mercedes, a fine 2021 avrà guadagnato 55 milioni di sterline, circa 45 milioni di euro: è stato l'ultimo accordo "faraonico" siglato nella storia della F1? Di certo, fa impressione che adesso valga il 38% del budget cap, per quanto il suo talento sia merce preziosissima.

L'idea emersa lo scorso novembre era un limite di 30 milioni di dollari per scuderia, nella somma degli stipendi dei due piloti titolari. Parametri che vedrebbero fuori scala Mercedes e (forse) Red Bull, visto che Max Verstappen oggi è il secondo nome più pagato del Circus con 24 milioni di dollari. La Ferrari, invece, nel passaggio da Sebastian Vettel a Carlos Sainz ha alleggerito parecchio il "monte ingaggi", come si usa dire nel gergo calcistico.

Franz Tost, team principal AlphaTauri, a novembre si era espresso chiaramente: "I piloti guadagnano troppi soldi. Dovrebbero essere felici di fare questo lavoro". In risposta, proprio Hamilton aveva ribadito il valore aggiunto che le star della griglia danno all'intero prodotto: "La loro fama aiuta lo sport a crescere nel mondo".

Il sette volte iridato aveva anche evidenziato: "Ci sono i salary cap nel football americano, forse nel basket, ma lì i giocatori possono gestire la propria immagine in numerosi aspetti per sfruttarla al massimo. In F1, invece, l'immagine dei piloti è molto controllata". Sembra un argomento chiave per il pannello che verrà incaricato da FIA e Liberty Media, e a cui Hamilton tiene probabilmente di più, considerata la sua popolarità globale. Ma se il salary cap scattasse nel 2023, il britannico potrebbe aver già appeso il casco al chiodo.
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