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4 Gen 2014 [11:31]

Obiettivo riduzione dei costi
Il tetto al budget divide i Team Principal

Il tetto ai costi della discordia. Sebbene si pensi a cifre molto più alte rispetto a quelle paventate ai tempi della proposta-Mosley, limitata a 40 milioni di sterline, la decisione presa dalla commissione FIA per il 2015 ha suscitato reazioni contrastanti. Il palco dei team owner resta assolutamente diviso nonostante la fiducia della FIA per una soluzione consensuale.

I commenti più positivi sono quelli di Vijay Mallya, già più volte espressosi in maniera dura sul problema dei troppi costi e delle incolmabili differenze strutturali tra top-team e piccole squadre. “Spero che sia implementato. In realtà sarebbe già dovuto accadere anni addietro, ma meglio tardi che mai. C'era un'idea avanzata dalla FOTA tre anni fa con tanto di meccanismo dedicato per il controllo. Certo, se qualcuno vorrà essere disonesto probabilmente potrà. Per questo occorre una self-governance, qualcosa che faccia capire ai Team Principal quanto sia importante seguire le regole”.

Ma è possibile una self-governance in un ambiente competitivo fatto di multinazionali che concorrono anche con team “normali”? Martin Whitmarsh dalla McLaren ha i suoi dubbi: “se si vuole introdurre il budget cap, c’è un modo, ma ci sarà sempre una minoranza che proverà ad aggirarlo - ha spiegato ad Autosport - ci sarà sempre chi ha di più e chi ha di meno ed i primi non vorranno mai e l’idea di sederci tutti in una stanza per mezz’ora risolvendo tutti i problemi non è realistica.”

Le stesse perplessità sono state avanzate da Luca Cordero di Montezemolo: “Ho molti dubbi sull’istituzione di un tetto perché sarebbe troppo semplice barare, in particolare per i costruttori. Noi o la Mercedes potremmo chiedere a Chrysler e Daimler di trovare un modo”. Ormai però tutti sono d’accordo sulla presenza di grandi difficoltà, visibile sia dal lato dei team a rischio chiusura, sia nel mercato piloti. “Quest’anno i movimenti di mercato eccetto l’arrivo di Raikkonen in Ferrari, sono stati basati sul denaro che i piloti possono portare ai team. Vale per Force India, Sauber, Lotus e Williams. Non è sano…”.

E se la vera soluzione fosse perfino più drastica? “L’unico modo, è che tutti i team vadano a dire alla FIA unanimemente che sono disposti ad abbattere i costi. Dir loro ‘fate voi, e portateci un proposta per ridurre i costi in maniera molto pesante’ e a quel punto ci adatteremo”. Una cura da cavallo imposta dall'alto quindi e non lasciata all'autodeterminazione. Ma sarebbero davvero tutti pronti ad accettarne il risultato?
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