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13 Mar 2022 [11:38]

Red Bull, Ferrari, Mercedes:
chi fa la preda, chi rincorre

Jacopo Rubino - XPB Images

Mercedes, Red Bull, Ferrari è l'ordine del Mondiale Costruttori 2021, ma non rispecchia la vigilia della nuova stagione di Formula 1, quella della rivoluzione aerodinamica. I test disputati fra Barcellona e Sakhir ci hanno suggerito una gerarchia rimescolata: Red Bull, Ferrari, Mercedes. Hanno giocato tutti a carte coperte, questa volta forse più che mai, ma qualcosa si è intravisto. Al momento-verità, il Gran Premio del Bahrain, manca una settimana esatta, anzi sei giorni se consideriamo le qualifiche. Troppo forte la tentazione di scoprire quali siano i rapporti di forze, ma serve "tarare" i riferimenti cronometrici fra gomme utilizzate, presunte mappe motore e possibili carichi di benzina.

L'assaggio principale è venuto dal pomeriggio di ieri, nell'ultimo turno di prove: Max Verstappen è stato il più rapido al volante della Red Bull (1'31"720 con mescola C5, la più morbida), superando di sette decimi la Ferrari di Charles Leclerc, che aveva però le C4. Un po' più indietro la Mercedes con George Russell (1'32"759, gomme C5). Basta questo a tracciare il quadro? Certo che no, ci sono numerose variabili, ma si ha la sensazione che la RB18 sia la macchina più competitiva, sul giro secco ma soprattutto nei long-run. Un contributo decisivo sembra venuto dagli aggiornamenti aerodinamici portati proprio per la giornata finale, con lo staff del direttore tecnico Adrian Newey a deliberare pance ancora più lavorate. Anche nei filmati onboard, la vettura anglo-austriaca è apparsa equilibrata, e meno sofferente del famigerato fenomeno del porpoising rispetto alle avversarie.



Avversarie fra le quali, oggi, la Ferrari spicca. La F1-75 potrebbe viaggiare su un gap reale dalla Red Bull attorno ai tre decimi, più o meno. E se fosse davvero così, in condizioni favorevoli o con una giusta lettura strategica, Charles Leclerc o Carlos Sainz sarebbero anche in grado di giocarsi la vittoria. Non male, dopo un biennio faticoso. Per adesso gli uomini di Maranello hanno scelto l'approccio dei piccoli passi, ottimizzando un pacchetto nato comunque bene. Non sono state introdotte modifiche "pesanti", ma ritocchi utili: ad esempio al fondo, riuscendo a ridurre lo spanciamento in rettilineo. Nel paddock, non solo per psicologia, la Rossa è tenuta in grande considerazione perché ha mostrato un comportamento omogeneo, e capace di essere veloce già al pronti-via, in qualsiasi condizione. Sulla distanza la F1-75 soffre magari di un degrado dei pneumatici Pirelli superiore rispetto alla Red Bull, però non sono affatto da sottovalutare i progressi della power unit, tallone d'Achille delle due stagioni passate: in tal senso gli indizi sono venuti più dalla Haas, che monta lo stesso motore e in qualche frangente ha senza dubbio sperimentato parametri più spinti. Anche l'affidabilità conforta: 3941 chilometri nel precampionato non li ha coperti nessuno.

Del terzetto di vertice, l'oggetto più misterioso è la Mercedes. Dopo tanti anni di "al lupo al lupo" i rivali credono poco a certe dichiarazioni al ribasso ("tipico loro", ha detto Carlos Sainz snobbando il pessimismo di George Russell), ma è vero che la W13 non sia ancora nella finestra ottimale. Il potenziale è certamente enorme, ma va sbloccato. La Freccia d'Argento patisce tanto il porpoising, al punto da convincere ieri a un intervento un po' artigianale dei meccanici, che hanno limato direttamente dentro al box una piccola porzione del fondo, così da incanalare diversamente i flussi d'aria. Segno che qualcosa va sistemato. L'upgrade aerodinamico svelato giovedì, con pance ridotte al minimo, ha lasciato a bocca aperta e creato discussioni, ma fin qui non si è tradotto nel mega vantaggio di cui si mormorava al simulatore. Tutta pretattica? Crediamo di no: la W13 è apparsa molto rigida, poco agile, senza permettere a Hamilton e Russell una guida precisa, ma resta il dubbio di una power unit non sfruttata al massimo.



Il verdetto del primo round in calendario, comunque, non è affatto scritto. Le squadre hanno davanti giorni chiave per fare analisi, studiare variazioni di set-up e magari preparare altri pezzi: proprio della Mercedes, ad esempio, è ormai nota la proverbiale capacità di reazione. Non stupirebbe vederla lottare subito per la vittoria, seppur Hamilton lo abbia escluso, addirittura immaginando una doppietta Red Bull o Ferrari. Ma anche nei test di dodici mesi fa la scuderia iridata era in alto mare, peggio di quest'anno, e si è immediatamente rimessa in carreggiata. La concorrenza lo sa.
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