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12 Lug 2026 [23:28]

San Paolo - Gara
BMW mette la seconda, Corvette in GT

Michele Montesano - Foto DPPI

Dopo la doppietta di Spa e la battuta d’arresto di Le Mans, BMW ha conquistato il secondo successo stagionale nel FIA WEC imponendosi al termine di una combattutissima 6 Ore di San Paolo. Sul circuito di Interlagos il terzetto composto da Kevin Magnussen, Raffaele Marciello e Dries Vanthoor ha portato al traguardo la M Hybrid V8 LMDh del Team WRT davanti alla Ferrari 499P di Antonio Giovinazzi, Alessandro Pier Guidi e James Calado. A completare il podio è stata la Cadillac V-Series.R LMDh del poleman Will Stevens e Norman Nato, al termine di una gara ricca di colpi di scena e strategie differenti che ha visto ben 11 Hypercar chiudere nello stesso giro del vincitore.

A differenza dell'edizione dello scorso anno, dominata senza appello dalla Cadillac, la corsa brasiliana si è rivelata estremamente equilibrata. Le due V-Series.R del Team Jota, scattate dalla prima fila, sembravano avere tutte le carte in regola per ripetersi, ma una serie di errori ai box e diverse penalità hanno progressivamente compromesso le loro possibilità di vittoria.

Stevens ha perso terreno per un dado della ruota anteriore destra rimasto bloccato durante la prima sosta, mentre la vettura gemella ha pagato un lungo in ingresso alla piazzola dei box che ha costretto i meccanici a riposizionarla. A complicare ulteriormente la situazione sono arrivati anche alcuni contatti in pista che hanno fruttato ulteriori penalizzazioni.



BMW ha saputo invece sfruttare ogni occasione. Magnussen è stato protagonista di un avvio aggressivo, infilando subito l'Alpine e poi superando anche una delle Cadillac. Successivamente Marciello ha costruito il margine decisivo con uno stint velocissimo, mentre pur non al meglio delle condizioni fisiche, Vanthoor ha gestito con freddezza il finale di gara resistendo al ritorno della Ferrari e all'incertezza dovuta alle nuvole minacciose che hanno accompagnato l'ultima ora senza, però, trasformarsi nella pioggia tanto attesa.

La Ferrari ha sorpreso tutti con una prestazione ben superiore alle aspettative. Dopo un inizio prudente, il ritmo della 499P dei campioni del mondo è cresciuto con il calare della temperatura. Una strategia differente ai box ha quindi consentito a Pier Guidi, Giovinazzi e Calado di inserirsi nella lotta per il successo.

L'inglese ha persino preso il comando durante il quinto stint, nonostante un leggero fuoripista all'uscita della pit-lane con gomme fredde che gli ha lasciato incastrato un pannello pubblicitario sul muso della vettura senza fortunatamente comprometterne le prestazioni. Alla bandiera a scacchi il distacco dalla BMW è stato di appena poco più di due secondi.



Alle spalle delle già citate due Cadillac ha chiuso la Ferrari di AF Corse con Robert Kubica, Yifei Ye e Phil Hanson, favorita nel finale dal contatto tra Robin Frijns e Antonio Fuoco. Nel tentativo di conquistare la sesta posizione, il pilota della BMW ha urtato la Ferrari del calabrese alla Esse do Senna mandandola in testacoda e permettendo così a Kubica di guadagnare due posizioni. La BMW ha comunque terminato sesta davanti all'Aston Martin Valkyrie, mentre Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen ha dovuto accontentarsi dell'ottavo posto.

Non è invece andata a buon fine la strategia alternativa scelta da Alpine. La squadra francese aveva anticipato le soste per provare a sfruttare la pista libera e, per lunghi tratti, la A424 di Charles Milesi, Ferdinand Habsburg e Antonio Felix Da Costa ha anche comandato la gara. Tuttavia una lenta foratura nelle fasi finali ha obbligato Milesi a una sosta supplementare che ha relegato l'equipaggio al decimo posto. Ancora più complicata la gara dell'altra Alpine, anch'essa rallentata da una foratura.

Giornata da dimenticare anche per Toyota. La TR010 Hybrid del terzetto Sebastien Buemi, Brendon Hartley e Rio Hirakawa ha perso numerosi giri dopo il contatto con la Genesis di André Lotterer che gli è costata la rottura della sospensione anteriore. Mentre la vettura dei vincitori della 24 Ore di Le Mans Kamui Kobayashi, Nyck De Vries e Mike Conway è rimasta fuori dalla zona punti a seguito di diverse penalizzazioni.



La LMGT3 ha regalato una gara spettacolare dal primo all'ultimo giro, con continui cambi al vertice e strategie differenti tra i vari team. A festeggiare è stata la Corvette Z06 GT3.R del Racing Team Turkey by TF Sport affidata a Salih Yoluc, Peter Dempsey e Charlie Eastwood. Decima al via, la vettura americana ha costruito il proprio successo grazie a una condotta di gara impeccabile e a una strategia alternativa rispetto alla maggior parte degli avversari.

Il team ha infatti deciso di affidare lo stint iniziale al pilota Silver Yoluc, rimandando il turno obbligatorio del Bronze Dempsey alla parte centrale della corsa. Una scelta che si è rivelata azzeccata consentendo, così, alla Corvette di ritrovarsi al comando nelle ultime due ore con Eastwood. Quest’ultimo è poi stato bravo a controllare la situazione, nonostante una foratura lenta nell'ultima ora, fino a tagliare il traguardo per primo.

L’avvio della gara state animate dalla Lexus RC F GT3 dell'Akkodis ASP e soprattutto dalle due Ford Mustang GT3 del Proton Competition. Dopo aver sopravanzato la Lexus nel corso della prima ora, le Mustang hanno guidato la classe per buona parte della prima metà di gara, ma i due equipaggi hanno scelto strategie differenti in occasione dei cambi pilota. La Corvette ne ha approfittato per risalire progressivamente fino alla testa della corsa, mentre alle loro spalle continuavano a rimescolarsi le posizioni tra BMW, Porsche e Ford in funzione delle soste ai box.



Nel finale la lotta per il podio è diventata accesissima. In equipaggio con Anthony McIntosh e Parker Thompson, Dan Harper ha portato la BMW M4 GT3 del WRT al secondo posto con un deciso sorpasso ai danni della Ford di Sebastian Priaulx a poco più di 20 minuti dalla bandiera a scacchi. Il britannico, impegnato in una strategia che prevedeva una sosta in meno, ha dovuto però fare i conti con pneumatici ormai usurati e con la necessità di risparmiare carburante perdendo rapidamente terreno. A peggiorare ulteriormente la situazione è arrivato anche un drive-through per i ripetuti track limits che ha fatto precipitare il terzetto Priaulx, Ben Tuck ed Eric Powell in decima posizione.

Ne ha approfittato la Porsche 911 GT3 del Manthey, con Riccardo Pera, Richard Lietz e Yasser Shahin che hanno conquistato il terzo gradino del podio precedendo la vettura gemella del team Manthey DK Engineering di Ayhancan Güven, James Cottingham e Timur Boguslavskiy. La seconda Ford Proton, affidata nel finale a Logan Sargeant, ha chiuso quinta dopo una gara a lungo nelle posizioni di vertice, davanti alla Mercedes AMG GT3 del team Iron Lynx del terzetto composto da Maxime Martin, Rui Andrade e Martin Berry.

Ottava la Corvette del TF Sport, appesantita dal Success Handicap dopo il successo alla 24 Ore di Le Mans, mentre la Ferrari 296 GT3 di AF Corse ha completato la zona punti al nono posto dopo una costante rimonta da parte dell’equipaggio Alessio Rovera, Simon Mann e François Heriau. Fine settimana da dimenticare, invece, per l'Aston Martin del Team Heart of Racing. Partita dalla pole position, la vettura inglese è sprofondata nelle retrovie già nei primi giri, complici un avvio difficile, un testacoda e alcuni contatti che l'hanno relegata all'ultimo posto della categoria.

Domenica 12 luglio 2026, gara

1 - Magnussen-Marciello-D.Vanthoor (BMW M Hybrid V8) - WRT - 242 giri
2 - Pier Guidi-Calado-Giovinazzi (Ferrari 499P) - Ferrari AF - 2"254
3 - Stevens-Nato (Cadillac V-Series.R) - Jota - 6"687
4 - Bamber-Bourdais-Aitken (Cadillac V-Series.R) - Jota - 12"666
5 - Ye-Kubica-Hanson (Ferrari 499P) - AF Corse - 32"351
6 - Frijns-Rast-S.Van der Linde (BMW M Hybrid V8) - WRT - 35"047
7 - Tincknell-Gamble (Aston Martin Valkyrie) - Thor - 35"566
8 - Fuoco-Molina-Nielsen (Ferrari 499P) - Ferrari AF - 39"952
9 - Riberas-Sørensen (Aston Martin Valkyrie) - Thor - 45"523
10 - Da Costa-Milesi-Habsburg (Alpine A424) - Alpine - 56"996
11 - Makowiecki-Gounon-Martins (Alpine A424) - Alpine - 1'17"818
12 - Conway-Kobayashi-De Vries (Toyota TR010 Hybrid) - Toyota - 1 giro
13 - Jaminet-Chatin-Juncadella (Genesis GMR-001) - Genesis - 1 giro
14 - Duval-Jakobsen-Pourchaire (Peugeot 9X8) - Peugeot - 1 giro
15 - Lotterer-Derani-Jaubert (Genesis GMR-001) - Genesis - 1 giro
16 - Di Resta-Vandoorne-Cassidy (Peugeot 9X8) - Peugeot - 2 giri
17 - Buemi-Hartley-Hirakawa (Toyota TR010 Hybrid) - Toyota - 12 giri
18 - Dempsey-Yoluç-Eastwood (Corvette Z06 GT3) - Turkey by TF - 23 giri
19 - McIntosh-Thompson-Harper (BMW M4 GT3) - WRT - 23 giri
20 - Shahin-Pera-Lietz (Porsche 911 GT3) - Manthey - 24 giri
21 - Cottingham-Boguslavskiy-Güven (Porsche 911 GT3) - Manthey - 24 giri
22 - Gattuso-Levorato-Sargeant (Ford Mustang GT3) - Proton - 24 giri
23 - Berry-Andrade-Martin (Mercedes AMG GT3) - Iron Lynx - 24 giri
24 - Umbrarescu-Schmid-López (Lexus RC F GT3) - Akkodis ASP - 24 giri
25 - Keating-Edgar-Varrone (Corvette Z06 GT3) - TF Sport - 24 giri
26 - Hériau-Mann-Rovera (Ferrari 296 GT3) - AF Corse - 24 giri
27 - Powell-Tuck-Priaulx (Ford Mustang GT3) - Proton - 24 giri
28 - West-Gehrsitz-Goethe (McLaren 720S GT3) - Garage 59 - 24 giri
29 - Leung-Gelael-Farfus (BMW M4 GT3) - WRT - 24 giri
30 - James-Robichon-Drudi (Aston Martin Vantage GT3) - HoR - 25 giri
31 - Van Rompuy-David-Masson (Lexus RC F GT3) - Akkodis ASP - 25 giri
32 - Zelger-Cressoni-Hodenius (Mercedes AMG GT3) - Iron Lynx - 25 giri
33 - Au-Fleming-Kirchhöfer (McLaren 720S GT3) - Garage 59 - 25 giri
34 - Flohr-Castellacci-Rigon (Ferrari 296 GT3) - AF Corse - 25 giri
35 - Newell-Pauwels-Adam (Aston Martin Vantage GT3) - HoR - 26 giri
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