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5 Mag 2012 [22:59]

Spa, gara: capolavoro di Gené-Duval-Dumas

Dall'inviato Alfredo Filippone

Non ci sono state sorprese nelle ultime due ore della 6 Ore di Spa, conclusesi praticamente al buio. Poker dell’Audi che piazza quattro vetture ai primi quattro posti, ma a vincere non è la nuova R18 e-tron (l’ibrido si è rivelato sì più performante, ma anche più ghiotto nei consumi). Sulla R18 ultra “tradizionale” e vittoriosa un’insolito trio formato da Romain Dumas, Loic Duval e Marc Genè, guarda caso tre piloti arrivati da relativamente poco nel novero della Casa dei Cerchi (il primo è un ex-porschista, gli altri due d’estrazione Peugeot).

Determinanti la scelta del tipo di intermedie più vicine alle slick (la Michelin, da quest’anno ha due tipi di intermedie) azzeccato da Gené al primo rifornimento e lo stint successivo di Duval, durante il quale ha recuperato 45 secondi e preso il sopravvento su Treluyer. Secondi Fassler-Lotterer-Treluyer sulla R18 e-tron (nonostante il forcing finale dello svizzero), mentre buon terzo è stato Marco Bonanomi (con Jarvis) sull’altra R18 ultra, al grande debutto nelle sport. Quarti Capello-Kristensen-McNish.

La Rebellion vince la “gara degli altri”, piazzando le sue due vetture al 5° (Prost-Jani-Heidfeld) e al 6° posto (Belicchi-Primat), bene anche la HPD Strakka, settima, mentre la Dome Pescarolo, dopo una gara brillante, ha avuto noie sul finale, chiudendo 15esima.
In LMP2, bel successo maturato nel finale della Zytek-Nissan del team Jota che ha beffato l’Oreca Nissan di Martin-Kerr-Graves, al comando durante la maggior parte della gara.

Stupenda la corsa delle GTE Pro, con una lotta al coltello fra la Porsche Felbermayr di Lieb-Lietz e la Ferrari AF di Bruni-Fisichella. L’ha spuntata per un paio di metri la vettura tedesca, dopo un duello che lascia un po’ di amaro in bocca ai ferraristi. Terza la F458 Luxury di Makowiecki-Melo, che ha anch’essa lottato per il successo, e quarta l’altra AF di Beretta-Bertolini. Stoccarda vince anche, ma più nettamente, in GTE Am con l’IMSA di Armindo-Narac-Pons, che è però trasparente ai fini del campionato e lascia i punti della vittoria alla 997 Felbermayr di Paolo Ruberti, Gianluca Roda e Christian Reid, ottimi secondi. Bel terzo posto per l’AF di Cioci-Perazzini-Griffin, mentre Michele Rugolo è finito 7mo dopo un week-end difficile per la Ferrari Krohn.

La gara, che aveva sonnecchiato un po’ nella prima metà, si era riaccesa all’inizio della seconda metà, con una serie di colpi di scena: al 94esimo giro si toccavano alla Source la Ferrari di Krohn e l’Oreca di Companc, quando l’americano non si accorgeva della presenza dell’argentino. Macchine praticamente intatte, ma immbilizzate, e prima uscita della safety-car. Poco dopo era la Lotus di Weeda ad andare contro le barriere, mentre si immolizzava a bordo pista la HPD JRM di Brabham.

Alle 18:15, probabilmente per un cedimento meccanico, si girava al Raidillon la Norma di Haezebrouck che picchiava con violenza le barriere, per fortuna senza conseguenze per il pilota, che appariva semplicemente un po’ stordito. Di nuovo, entrava in scena la safety-car, anzi due, creando stavolta un po’ di scompiglio in classifica e danneggiando soprattutto le Audi di Capello e Bonanomi, ritardate di mezzo giro sui primi.

Sabato 5 maggio 2012, gara

1 - Duval-Gené-Dumas (Audi R18 ultra) – Audi Joest – 106 giri
2 - Treluyer-Lotterer-Fassler (Audi R18 e-tron) – Audi Joest – 43”
3 - Bonanomi–Jarvis (Audi R18 ultra) – Audi Sport – 1 giro
4 - McNish–Capello–Kristensen (Audi R18 e-tron) – Audi Joest – 1 giro
5 - Heidfeld–Jani–Prost (Lola B12/60 Toyota) – Rebellion – 4 giri
6 - Primat–Belicchi (Lola B12/60 Toyota) – Rebellion – 5 giri
7 - Watts–Leventis–Kane (HPD ARX 03) – Strakka – 6 giri
8 - Dolan–Hancock (Zytek Z11 Nissan) – Jota – 9 giri
9 - Martin– Kerr–Graves (Oreca Nissan) – ADR – 9 giri
10 - Firth–Hughes–Hartley (Oreca Nissan) – Murphy – 9 giri

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