formula 1

Ma la Ferrari sostiene Hamilton?
O pensa soltanto a Leclerc?

Massimo Costa - XPB ImagesQualche dubbio viene. Domenica scorsa il GP di Olanda ha offerto una situazione imbarazzante per i...

Leggi »
formula 1

Non tutti Mad per il Madring
Abitanti scontenti, conti da verificare

Da Madrid – Alfredo Filippone Ha fatto sorridere il post su Instagram di un allenamento del Real Madrid di José Mourinho dis...

Leggi »
Rally

Rally del Paraguay – 1° giorno finale
Pajari in vetta, Paddon resiste a Evans

Michele Montesano Difficile quanto imprevedibile, il Rally del Paraguay ha chiuso la sua prima giornata con un quarto cambi...

Leggi »
Rally

Rally del Paraguay - 1° giorno mattino
Paddon 1° in una mattinata da incubo

Michele Montesano Chi si aspettava un Rally del Paraguay ricco di colpi di scena non è rimasto di certo deluso. Sono bastate...

Leggi »
World Endurance

Ford: oltre 1000 km a Le Castellet, i test
proseguono a Portimão, Monza e Imola

Michele Montesano Primo obiettivo completato. Sul circuito di Le Castellet Ford ha concluso con soddisfazione il primo vero ...

Leggi »
Rally

Rally del Paraguay - Shakedown
Katsuta il più rapido, Hyundai in scia

Michele Montesano Lasciata l’Europa, il Rally del Paraguay torna nel calendario del WRC per la seconda volta consecutiva in ...

Leggi »
23 Ott 2009 [13:53]

Todt, il presidente pacificatore

Una vittoria bulgara, 135 voti a 49, un plebiscito largamente atteso, quello che ha decretato l’elezione di Jean Todt a Presidente della FIA. L’”intruso” Vatanen è stato schiacciato e schiacciato, il mondo dell’automobile pare essere in festa per l’elezione dell’uomo dell’establishment. Del candidato di famiglia. O di regime, secondo lo sconfitto: “Nessuno vuole veramente cambiare, nell’automobilismo c’è un regime impossibile da combattere”. Todt, del resto,era appoggiato quasi da tutti: a partire dal presidente uscente Max Mosley, che aveva palesato da tempo il suo “endorsement” per il manager francese, per continuare con Luca di Montezemolo e con la FOTA tutta, che ieri si è espressa anche per bocca del suo vice-presidente John Howett.

“Congratulazioni e auguri a Todt – ha detto Montezemolo – Ho sempre apprezzato le sue capacità e il suo impegno. Sono sicuro che sotto la sua guida la federazione sarà ringiovanita e instaurerà un clima di dialogo e costruttiva cooperazione con i team e con la Fota”. Parole ribadite quasi alla lettera da Howett. Compiacimento, ma anche un avvertimento: basta liti, basta personalismi, chiudiamo l’era Mosley. La speranza di tutti è che si vada verso un governo di unità internazionale, un nuovo patto fra istituzioni e costruttori per recuperare la credibilità persa in questi ultimi due anni di risse e contrapposizioni continue.

Todt è l’uomo giusto per questo ruolo e questo compito? Il suo curriculum sicuramente è di primo piano. L’ex Napoleone di Maranello ha iniziato la sua carriera correndo (come pilota e navigatore nei rally), quindi ha continuato a sprintare da dietro la scrivania e sui tracciati, prima come dirigente Peugeot – vincendo due Mondiali Rally, due 24 Ore di Le Mans e quattro Parigi-Dakar – poi in Ferrari. Si è fatto fama di manager e direttore pignolissimo, stakanovista, discreto e quasi spietato in molti rapporti umani e di lavoro, ma anche abilissimo a coccolare i campioni e i colleghi/avversari: vedi l’amicizia di ferro con Michael Schuamcher (lo vedremo con un ruolo Fia?), e quella con Flavio Briatore (che sarà “graziato”?), l’uomo che gli presentò la sua attuale e bellissima moglie Michelle Yeoh.

Un Richelieu dei motori che a Maranello fu l’eminenza grigia del Dream Team capace di tingere di rosso sei titoli mondiali piloti e sette costruttori e far ripartire il mito della Ferrari. Un esperto in “stratègie”, con l’accento rigorosamente anticipato, che ha sempre concesso pochissimo all’apparenza e molto alla sostanza. Un francese molto machiavellico, figlio di un esule polacco, che ha sempre creduto che il fine, quasi sempre, giustifica i mezzi; un aziendalista di ferro, certo, ma non uno “yes man”, piuttosto un cervello capace di mantenere la sua forte indipendenza e personalità all’interno della politica del gruppo che rappresenta, e di condurre guerre a volte dichiarate e a volte nascoste ma sempre decise, feroci.

E vincenti. La presidenza Fia, a 63 anni, è il completamento di una carriera davvero da Grand Commis, e siamo convinti che Todt affronterà il nuovo ruolo con la consueta abilità – che qualcuno preferisce chiamare cinismo… -, ben sapendo che il suo compito è quello di unire, non di dividere, ma senza farsi manovrare troppo agevolmente dai suoi “grandi elettori” di oggi. Anche se un piccolo o grande lato debole potrebbe essere rappresentato per lui dal conflitto d’interessi che provoca il ruolo di manager di suo figlio Nicolas.

Napoleone, quello vero, fu grandissimo nelle sue battaglie ma alla fine perse la guerra e l’impero. Il Napoleone dei motori una volta salito sul trono difficilmente si farà esiliare. Se riuscirà a traghettare verso un futuro più certo e più stabile il mondo dell’automobilismo ferito dalla crisi e diviso da mille beghe interne, potrà dire di aver completato la sua rivoluzione più importante.

Stefano Semeraro
TatuusTRIDENTWSKF4ItaliaF4 SpanishEurocup3G4RacingCampos RacingRS RacingCetilar