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17 Giu 2026 [11:35]

Ferrari, a Le Mans è finito un ciclo
Il Cavallino abdica con onore e la top-5

Michele Montesano - Foto DPPI

Dopo tre vittorie consecutive, quest’anno la favola della Ferrari alla 24 Ore di Le Mans si è interrotta. Sul Circuit de La Sarthe il Cavallino Rampante ha dovuto cedere lo scettro alla Toyota, tornata al successo per la prima volta dal 2022 al termine di una gara che l’ha vista costantemente tra le protagoniste. Per la prima volta dall’esordio della 499P, la Ferrari non si è presentata a Le Mans con le carte in regola per lottare ad armi pari per la vittoria assoluta. Eppure, nonostante un pacchetto tecnico inferiore rispetto ai migliori, la squadra di Maranello ha lasciato la Francia a testa alta, consapevole di aver dato il massimo.

Il miglior risultato è arrivato con la Ferrari di Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi, quinta al traguardo con oltre due minuti di ritardo dalla Toyota vincitrice. Una posizione che, letta superficialmente, potrebbe sembrare deludente per chi aveva dominato le ultime tre edizioni. In realtà rappresenta quasi un successo considerando i valori espressi in pista. Fin dal Test Day, infatti, in Ferrari avevano compreso come Cadillac, BMW e Toyota disponessero di un margine prestazionale difficilmente colmabile. Anche Alpine, in diversi momenti della settimana, si era dimostrata vicina o addirittura superiore alle 499P.

Mauro Barbieri, responsabile performance e regolamenti della Ferrari, al termine della gara non ha nascosto la situazione: “Credo che fosse già chiaro anche prima del Test Day che i valori fossero sbilanciati e che non fossimo tra i migliori. Ma abbiamo comunque provato tutto il possibile durante la settimana, con diverse filosofie di assetto per cercare di colmare questo tipo di divario. Ma non siamo davvero riusciti a trovare nulla di valido”.



La sensazione è che la Ferrari abbia disputato una gara perfetta o quasi, senza però possedere il potenziale necessario per entrare nella lotta per le posizioni di vertice. La 499P si è confermata molto efficace nei lunghi rettilinei de La Sarthe, ma ha sofferto in fase di accelerazione e soprattutto nelle curve lente, dove il distacco dai rivali emergeva con maggiore evidenza. Un limite, quest’ultimo, che ha condizionato ogni scelta strategica.

La Toyota ha costruito la propria corsa già nelle primissime ore, anticipando le soste e uscendo fuori sequenza. Una mossa che ha consentito alla TR010 Hybrid di guadagnare terreno e controllare la gara. Al contrario Ferrari ha scelto invece una strada differente, consapevole di non poter sostenere il ritmo imposto dai giapponesi in aria pulita.

“La strategia adottata dalla Toyota è stata sicuramente molto efficace a patto di avere il ritmo giusto - ha spiegato Barbieri - Se hai aria libera vai meglio rispetto a stare nel gruppo, ma per noi il modo migliore per cercare recuperare posizioni era quello di sfruttare la scia stando in mezzo al gruppo, perché ci mancava accelerazione. La velocità di punta era buona e speravamo che, così facendo, avevamo opportunità di risalire. Ma dopo qualche giro non siamo più riusciti a stare al passo con gli altri”.



I tecnici di Maranello hanno quindi differenziato assetti, stint e scelte degli pneumatici tra le tre vetture nel tentativo di individuare una soluzione vincente. La numero 51 ha spesso allungato le percorrenze per sfruttare eventuali neutralizzazioni, mentre la numero 50 ha seguito un approccio più aggressivo. Anche AF Corse, con la 499P numero 83, ha contribuito alla raccolta dati in un autentico lavoro di squadra.

Particolarmente interessante è stata la gestione degli pneumatici. Con temperature dell’asfalto vicine ai 50 gradi, Ferrari ha individuato nelle gomme dure la soluzione migliore. Una scelta maturata dopo quasi una settimana di prove e verifiche che hanno consentito di comprendere a fondo il comportamento della 499P nelle differenti condizioni della pista francese.

Se la Hypercar dei campioni in carica del FIA WEC ha raccolto il massimo possibile, la gara della Ferrari numero 50 è stata invece segnata dalla sfortuna. Dopo un problema all’impianto antincendio, che ha costretto la vettura a una lunga sosta ai box durante la notte, la 499P di Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen è stata definitivamente fermata da un guasto elettrico nelle ore finali. Un epilogo amaro per l’equipaggio vincitore dell’edizione 2024, che aveva comunque continuato a lavorare per raccogliere dati supportando le altre vetture.



Uno degli aspetti che maggiormente soddisfa Ferrari riguarda invece la gestione della gara. Dopo le numerose penalità incassate nelle passate edizioni, durante l’inverno il team ha svolto un lavoro approfondito per ridurre al minimo gli errori operativi. Il risultato è stato evidente. La numero 51 ha ricevuto soltanto un drive-through per il contatto tra Pier Guidi e la Oreca LMP2 del Proton Competition, mentre la numero 83 è stata penalizzata con cinque secondi per un unsafe release. Nulla che abbia realmente compromesso il risultato finale.

A Le Mans, tuttavia, non conta soltanto il risultato. Conta il modo in cui si affronta una sfida. Ed è proprio questo l’aspetto sul quale Ferrari vuole costruire il prosieguo della stagione. Ferdinando Cannizzo, responsabile delle vetture Endurance del Cavallino, ha riassunto il sentimento del team: “Abbiamo perso la gara, ma abbiamo dimostrato che siamo un team e questa è la cosa più importante. Sapevamo dall’inizio che era molto difficile, quasi impossibile essere competitivi. Purtroppo, dopo i primi giri, è stato molto chiaro”.

Dello stesso avviso il responsabile di Ferrari Endurance Antonello Coletta, che ha voluto rendere merito agli avversari senza però sminuire il lavoro svolto dalla squadra: “Iniziamo dai complimenti ai nostri avversari che hanno meritato la vittoria al termine di una gara che ha confermato le nostre aspettative rese note alla vigilia. Sapevamo di non poter lottare per la vittoria ma nonostante questo non ci siamo lasciati scoraggiare anzi, abbiamo cercato ulteriori motivazioni per ottimizzare tutto quello che era nel nostro controllo”.