Michele Montesano - DPPI Images
Tutto è pronto per la
94ª edizione della 24 Ore di Le Mans. Dopo il Test Day di domenica, quest’oggi pomeriggio, in occasione delle prime prove libere, si entrerà ufficialmente nel vivo della maratona francese. Sul Circuit de la Sarthe saranno diciotto le
Hypercar impegnate nella lotta per la vittoria assoluta, rappresentando otto costruttori diversi in quella che si preannuncia come una delle edizioni più equilibrate dell’era moderna del FIA WEC.
Mai come quest’anno individuare un favorito appare complicato. Le ultime sette gare del
Mondiale Endurance, incluse cinque della passata stagione, hanno visto imporsi sei costruttori differenti e, nonostante Ferrari abbia dominato le ultime tre edizioni della classica francese, gli avversari hanno progressivamente ridotto il divario. Inoltre il nuovo sistema di Balance of Performance, mantenuto riservato da FIA e ACO, aggiunge un’ulteriore incognita a una corsa che si annuncia estremamente aperta.
Ferrari si presenta ancora una volta come il riferimento assoluto. Dal ritorno nella classe regina nel 2023, la 499P ha conquistato tre successi consecutivi a Le Mans, costruendosi una reputazione quasi imbattibile sul circuito francese. La vettura del Cavallino Rampante non ha subito evoluzioni sostanziali rispetto alla passata stagione, ma continua a rappresentare un pacchetto estremamente efficace su una pista che ne esalta le qualità aerodinamiche e l’efficienza sui lunghi rettilinei.
La stagione 2026, tuttavia, non è stata dominante come quella precedente. Le Ferrari ufficiali di AF Corse sono rimaste costantemente nelle posizioni di vertice senza però riuscire a imporsi nelle prime gare dell’anno. Questo non significa che il costruttore di Maranello abbia perso il proprio vantaggio competitivo. Gli equipaggi delle vetture numero 50 e 51 restano tra i più forti dell’intero schieramento, mentre la numero 83 di AF Corse, vincitrice della passata edizione, rappresenta un’ulteriore arma tattica e strategica. Proprio la presenza di tre vetture potrebbe rivelarsi determinante nell’arco delle ventiquattro ore, consentendo alla squadra italiana di raccogliere più dati e differenziare le strategie.
La principale antagonista sembra essere
Toyota. Dopo un 2025 complicato e ben lontano dagli standard della Casa giapponese, il costruttore campione del mondo ha reagito con il solito piglio e rigore nipponico. La nuova TR010, evoluzione della GR010, ha mostrato fin dalle prime uscite un comportamento più equilibrato e costante, permettendo a Toyota di tornare immediatamente al successo.
La vittoria di Imola e le ottime prestazioni mostrate a Spa hanno confermato che il team guidato da Kamui Kobayashi è tornato ai livelli che gli avevano consentito di dominare il Mondiale negli anni precedenti. I due equipaggi possono contare su esperienza, velocità e una conoscenza impareggiabile delle dinamiche di una gara lunga 24 ore. A dieci anni dal drammatico epilogo del 2016, Toyota arriva a Le Mans con la concreta possibilità di tornare sul gradino più alto del podio.
Tra le LMDh,
BMW rappresenta probabilmente la sorpresa più interessante della stagione. La M Hybrid V8 si presenta a Le Mans da leader della classifica costruttori grazie ai progressi compiuti dal team WRT durante l’inverno. L’aggiornamento aerodinamico introdotto sulla vettura tedesca ha migliorato significativamente il comportamento della Hypercar bavarese, che nelle prime gare dell’anno ha dimostrato di poter competere stabilmente con Ferrari e Toyota.
Il successo ottenuto a Spa ha rappresentato una svolta importante per BMW, confermando la crescita del progetto e la capacità del team belga di interpretare strategicamente le gare più complesse. L’esperienza di piloti come Robin Frijns, René Rast, Dries Vanthoor, Kevin Magnussen e Raffaele Marciello costituisce un ulteriore punto di forza. Vincere a Le Mans sarebbe un risultato storico per BMW, che non conquista il successo assoluto dal 1999.
Anche
Cadillac si presenta con buone ambizioni. La V-Series.R LMDh continua a essere una delle vetture più veloci sul giro secco e la collaborazione con JOTA ha ulteriormente elevato il livello operativo della squadra. Nelle prime gare del campionato le Cadillac hanno mostrato prestazioni di assoluto rilievo, anche se spesso non supportate dai risultati finali.
A differenza di molti rivali, il marchio americano potrà contare su tre vetture, incluse quelle schierate da Wayne Taylor Racing. In una gara tradizionalmente caratterizzata da incidenti, neutralizzazioni e colpi di scena, la superiorità numerica potrebbe rivelarsi un fattore decisivo. Resta però da verificare se Cadillac riuscirà finalmente a trasformare la velocità mostrata nelle qualifiche in un risultato concreto sulla distanza.
Alle spalle dei principali favoriti si colloca
Alpine, alla sua ultima apparizione nella categoria Hypercar prima dell’uscita dal programma annunciata dal Gruppo Renault. Beneficiando di importanti aggiornamenti aerodinamici, che ne hanno migliorato l’efficacia, la A424 LMDh si è progressivamente trasformata in una vettura più competitiva. Il successo ottenuto a Fuji nel 2025 aveva già dimostrato il potenziale del progetto, ma quest’anno il livello di competitività sembra ulteriormente cresciuto.
La corsa di casa rappresenta quindi l’ultima occasione per il marchio francese di conquistare una vittoria assoluta che manca dal 1978. Con equipaggi ben rodati e una vettura ormai pienamente sviluppata, Alpine potrebbe inserirsi nella lotta per il podio e approfittare di eventuali difficoltà dei principali contendenti per tentare il colpaccio.
Tra le possibili outsider figura anche
Peugeot. Nonostante i risultati raccolti nelle ultime stagioni siano stati inferiori alle aspettative, la 9X8 ha continuato a evolversi e a migliorare. La pole position conquistata da Malthe Jakobsen a Spa ha dimostrato che il potenziale della Hypercar francese esiste ancora, anche se finora è mancato il passo gara per trasformare la velocità sul giro secco in risultati tangibili a fine gara.
Le Mans rappresenta da sempre l’obiettivo prioritario del programma Peugeot e il circuito della Sarthe sembra adattarsi piuttosto bene alle caratteristiche tecniche della vettura francese. Se affidabilità, strategia e gestione della gara saranno all’altezza, il Leone potrebbe finalmente tornare protagonista nelle posizioni di vertice.
Grande curiosità circonda anche
Aston Martin con la Valkyrie LMH. La Hypercar britannica, unica vettura non ibrida della categoria, affronta la sua seconda partecipazione a Le Mans con una base dati decisamente più ampia rispetto a dodici mesi fa. Le caratteristiche del circuito francese, caratterizzato da lunghi rettilinei e curve veloci, sembrano valorizzare le qualità della vettura spinta dal celebre motore V12 aspirato.
Pur non essendo ancora una candidata credibile alla vittoria assoluta, Aston Martin ha mostrato incoraggianti segnali di crescita, non per ultimo il podio sfiorato all’ultima 6 Ore di Spa, e magari sul Circuit de La Sarthe potrebbe puntare al miglior risultato della propria giovane esperienza nella classe Hypercar.
Infine ci sarà
Genesis, unica novità della stagione 2026. Il costruttore coreano ha ben figurato sin dall’esordio grazie a un programma ben strutturato che gli ha permesso di entrare nella zona punti già nella sua seconda gara. La GMR-001 LMDh ha completato le prime gare del campionato senza particolari problemi, un risultato tutt’altro che scontato per un progetto al debutto.
Le Mans rappresenterà però una sfida completamente diversa. Affrontare una gara di ventiquattro ore con una vettura così giovane comporta inevitabilmente numerose incognite. L’obiettivo principale sarà raggiungere il traguardo, ma le prestazioni mostrate finora lasciano pensare che Genesis possa sorprendere più di un avversario.