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31 Mar 2022 [8:42]

Ufficiale, la F1 torna a Las Vegas:
dal 2023 gara cittadina in notturna

Jacopo Rubino

La Formula 1 realizza un altro dei propri sogni: un Gran Premio notturno sulle strade di Las Vegas, terza tappa negli Stati Uniti dopo quelle di Austin e Miami. La città del gioco d'azzardo sarà ufficialmente in calendario dal novembre 2023, ma non sarà una novità assoluta per il Circus: si corse qui già nel 1981 e 1982, quando furono assegnati i titoli a Nelson Piquet e Keke Rosberg. Se allora la sede dell'evento fu il parcheggio del Caesars Palace, il prossimo anno le monoposto transiteranno sulla mitica Strip, la principale via di casinò e hotel.

"È il perfetto matrimonio tra velocità e glamour", ha commentato Greg Maffei, presidente di Liberty Media che detiene i diritti commerciali della F1 e per l'occasione sarà direttamente il promoter, senza società intermediarie. Il percorso progettato, da 14 curve e 6,12 chilometri di lunghezza, si preannuncia in effetti molto rapido: la punta massima in rettilineo prevista è di 342 km/h, ma sulla carta non appare un tracciato particolarmente selettivo, al di là dei muretti vicini. Anche se a quanto pare, in fase di studio, sono state valutate in tutto 31 configurazioni prima di scegliere quella finale.

Il round di Las Vegas sarà unico, invece, perchè si disputerà di sabato sera. Ci sono ragioni di fuso orario (9 le ore di differenza con l'Italia) e la voglia di venire incontro alle abitudini... festaiole del luogo. L'ultima volta che un GP si è tenuto di sabato risale al 1985 in Sudafrica. Ovviamente il programma sarà tutto anticipato di un giorno, con le prime prove libere al giovedì e la qualifica al venerdì.



Una cosa è certa: la F1, che neanche è ancora scesa in pista a Miami, da tempo voleva fortemente un terzo round negli USA, e in un luogo iconico. Ci è riuscita, il ritorno a Las Vegas era già un pallino dell'ex boss Bernie Ecclestone. Resta da capire se questo ingresso allungherà ulteriormente un Mondiale già ipertrofico, o se saranno a rischio altre sedi, magari in Europa dove, nonostante le mire espansionistiche, la serie regina mantiene il suo cuore. Di recente Domenicali ha parlato a Sky Sports di un "potenziale per 30 gare", ma fino al 2025 il Patto della Concordia fissa il tetto a 24; e ha anche messo in guardia gli autodromi oggi in scadenza di contratto, che potrebbero essere tagliati fuori.

Ma in tanti nel paddock continuano a insistere che più quantità non significa più qualità, e una F1 troppo "diluita" potrebbe persino risultare meno interessante agli occhi degli spettatori, al di là dell'aumento dei ricavi. Senza dimenticare le preoccupazioni per il benessere dello staff viaggiante, messo sempre più alla prova.
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