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30 Mar 2022 [9:26]

La sfortuna di Perez a Jeddah
Dalla pole a quarto per la SC

Massimo Costa - XPB Images

C’è un sogno ricorrente che accompagna le notti di tutti i piloti: conquistare la pole all’ultimo respiro con un giro fantastico battendo il compagno di squadra, sogno che acquisisce maggiore intensità se chi divide il box con lui è il campione del mondo. Ma non è finita qui. La sceneggiatura del sogno si arricchisce con la vittoria del Gran Premio del giorno seguente, un successo che deve essere netto, da non ammettere discussioni, e poi ci aggiungiamo anche il giro più veloce in gara. Sergio Perez stava per trasformare tutto questo in realtà.

La pole conquistata il sabato sul velocissimo e pericolosissimo tracciato di Jeddah, miglior tempo ottenuto proprio al calare della bandiera a scacchi, è stata di quelle che non si dimenticano. Prima di tutto perché per il messicano era la prima della sua lunga carriera fatta di 215 presenze in F1, e quindi 215 qualifiche. In secondo luogo, perché finalmente ha battuto nettamente il compagno di squadra Max Verstappen, soltanto quarto e staccato di 462 millesimi. Evento accaduto molto di rado lo scorso anno, anzi, in più di una occasione era Perez a subìre un similare distacco dal pilota olandese. Soltanto una settimana prima, in Bahrain, era Sergio a essersi classificato quarto.



In carriera, è partito dalla prima fila soltanto in un’altra occasione: nel 2021, dalla seconda piazzola del GP dell’Emilia Romagna a Imola. Potete quindi immaginare l’euforia che ha accompagnato Perez in quel di Jeddah. Al via del Gran Premio, è partito benissimo, con grande freddezza non si è fatto sorprendere da Charles Leclerc che ha tentato di affiancarlo alla prima curva. Perez ha iniziato a spingere forte e al 2° giro aveva già 1”4 sul pilota Ferrari, vantaggio aumentato a 2”5 al 5° passaggio, divario mantenuto anche al decimo passaggio.

Sembrava avviato verso un facile dominio Perez finché al 15° giro è stato richiamato ai box per passare dalle gomme medie alle dure. L’operazione non è stata delle migliori perché è rientrato dietro alla Mercedes di George Russell, più lento di lui. Ma non c’è stato neanche il tempo di fare calcoli, di realizzare quel che poteva accadere di lì a breve, che Nicholas Latifi, tutto solo, è andato a piantarsi contro il muro, come già gli era capitato in qualifica. Peggior scenario per Perez non poteva esserci ed è curioso notare che è ancora il canadese della Williams a stravolgere il film di un Gran Premio, dopo quello ben pesante di cui è stato regista ad Abu Dhabi 2021.



Chiamata la safety-car in pista, ai box si sono fiondati Leclerc, Verstappen e anche Carlos Sainz, che si erano trovati nelle prime tre posizioni dopo il pit-stop del messicano. Meglio non chiedere cosa può aver pronunciato Perez via radio. Quando è transitato davanti ai box, era già alle spalle di Leclerc e Verstappen, se la poteva giocare con Sainz. Ma lo spagnolo è uscito dalla pit-lane di pochissimo davanti alla Red Bull e anche se Sergio si è posizionato davanti a lui, ha poi dovuto cedergli la posizione. Avvilito, arrabbiato, deluso per il destino avverso che si era abbattuto su di lui, Perez è rimasto inchiodato alla quarta posizione, neanche la soddisfazione del podio gli è stata concessa.

Un vero peccato perché avrebbe meritato ben altro risultato il suo Gran Premio. Gli è andata male insomma, molto male. Ma almeno ha recuperato i primi punti della stagione dopo il ritiro nel finale della gara di Sakhir. La prestazione di Perez in Arabia Saudita è stata di quelle da vero leader e dovrebbe portargli tanto morale per le prossime tappe iridate. Ha infatti dimostrato alla squadra che non solo può essere più veloce di Verstappen in qualifica, ma che può essere capace di tenere un ritmo infernale, quando la monoposto è difficile da guidare col pieno di carburante, mentre occupa la prima posizione. Oltre che saper partire senza condizionamenti dalla pole. Un bel messaggio insomma, dopo un 2021 opaco.



Con una vettura completamente nuova, non costruita nel tempo sulle caratteristiche di Verstappen come era la RB17B, Perez ha detto la sua e chissà che non si confermi al vertice anche nei prossimi appuntamenti. Sarebbe bello vederlo con costanza là davanti, ne guadagnerebbe lo spettacolo e il mondiale. In carriera, la seconda guida della Red Bull, ha vinto due Gran Premi, Sakhir 2020 e Baku 2021, rispettivamente con la Racing Point e con la Red Bull, ed era partito dalla terza fila in entrambe le occasioni, quinto in Bahrain e sesto in Azerbaijan. Curioso che nelle due gare in cui è partito dalla prima fila, non ce l’abbia fatta, finendo 11esimo a Imola 2021 e, appunto, quarto domenica scorsa. Sarà ora molto interessante vedere come Perez reagirà nel prossimo appuntamento di Melbourne, se saprà ripetersi in qualifica sui livelli di Jeddah.
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