3 Mar [18:28]
Da Melbourne a Yas Marina
Al via 22 piloti e 11 squadre
Davide Attanasio - XPB Images
A Melbourne, "down under", per il secondo anno consecutivo, avrà luogo la prima di 14 tappe del campionato di Formula 2, la serie propedeutica a ruote scoperte per eccellenza, il teorico passo finale prima della Formula 1. Quella del 2026 sarà la 60esima stagione della categoria, la decima sotto l’attuale denominazione, nella quale 11 squadre e 22 piloti andranno a caccia dei rispettivi titoli.
Imbattuti sia tra i piloti che tra i team da due annate, il team Invicta proverà a riconfermarsi ulteriormente (sarebbe record) con i sudamericani Rafael Câmara (Brasile, foto sotto) e Joshua Dürksen (Paraguay). Il primo, campione uscente della F3 nonché vincitore della Regional europea nel 2024, è tra i papabili al bersaglio grosso: squadra vincente, pilota vincente, pacchetto sulla carta vincente.
Parte della Ferrari Driver Academy dal 2022, Câmara punterà indubbiamente a diventare il quinto pilota dopo Charles Leclerc, George Russell, Oscar Piastri e il suo connazionale, Gabriel Bortoleto, ad aver vinto al primo colpo F3 e F2. Come detto, sarà affiancato dal 22enne Dürksen, 4 vittorie tra il 2024 e il 2025 con il team AIX e di recente nominato pilota di sviluppo del team Mercedes.

Schieramento a dir poco esotico quello del team Hitech, secondo nel campionato '25 grazie ai punti portati in dote da Luke Browning (ora in Super Formula) e Dino Beganovic. Il sodalizio guidato da Oliver Oakes ha puntato su due nomi di peso, anche se non in ambito F2, dove le dinamiche sono diverse e spesso e volentieri quello che vale sulla carta non si verifica. Ritomo Miyata (1999) e Colton Herta (2000) rappresentano la line-up più esperta ai nastri di partenza.
Il nipponico, campione di tutto nel suo Paese, malgrado due anni difficili con Rodin e ART non ha intenzione di mollare, mentre l’americano, 116 gare in IndyCar tra il 2018 e il 2025 con 9 vittorie, tenterà di guadagnare i punti Superlicenza necessari per puntare a un sedile in F1 con il team Cadillac (di cui è collaudatore) nel 2027.
Più giovane il duo del team Campos, composto da Noel León e Nikola Tsolov, curiosamente nati lo stesso giorno (il 21 dicembre) sebbene a due anni di distanza (2004 Noel, 2006 Nikola). León ha vinto due titoli di F4 (NACAM nel 2019, Stati Uniti nel 2021) e la Euroformula nel 2023, e alla prima stagione in F3 con il team Van Amersfoort aveva impressionato in positivo chiudendo nei primi dieci.
Nel 2025, però, il messicano è naufragato con Prema, ma la chance è comunque arrivata. Tsolov (foto sotto), junior Red Bull, dopo aver dominato la F4 spagnola nel 2022 ha faticato ad adattarsi alla F3. L’anno scorso, però, il “leone bulgaro” è tornato a ruggire (2° alle spalle di Câmara), e al terzo gettone in F2 si era già tolto lo sfizio di finire sul podio. Sicuramente uno di quelli da tenere d’occhio.

In lotta per il titolo piloti con Jak Crawford quasi fino alla fine, il team Dams potrà contare su Dino Beganovic e sull'anglo-polacco Roman Bilinski. Lo svedese, pilota Ferrari come Câmara nonché vincitore della Regional europea nel 2022, con Maranello ha avuto la possibilità di disputare due turni liberi di F1 a Sakhir e Spielberg.
La sua prima stagione in F2, a guardarla bene, non è neppure stata così male, specialmente la seconda parte: nelle ultime 14 corse, infatti, ha mancato i punti in tre sole occasioni. Dino tornerà a difendere il vessillo dei francesi dopo aver debuttato proprio con loro nella serie a fine 2024. Bilinski, 22 anni il 4 marzo, ha nel suo palmarés la Regional Oceania 2024. Classico “piazzato” nei vari campionati a cui ha preso parte, è a tutti gli effetti una mina vagante.
L’unico italiano presente al via è il classe 2005 Gabriele Minì (foto sotto), che disputerà la sua seconda annata con MP Motorsport. Il pilota di Palermo, academy Alpine, non può più sbagliare. O meglio, se il suo obiettivo è la F1 deve prendere coscienza (se non l’ha già fatto) che questa è una stagione da dentro o fuori. Tra lui e Leonardo Fornaroli, di certo, a inizio 2024 c’erano davvero pochi dubbi.
Poi, però, il piacentino ha vinto in fila F3 e F2, mentre Minì, a un passo dal titolo nella “terza serie”, al debutto in F2 ne è uscito con le ossa rotte. “Epurato” dal Red Bull Junior Team, per Oliver Goethe - uno dei pochi a ripetere l’anno non cambiando squadra - è più o meno lo stesso discorso: non bene l’anno scorso, seppur in crescendo nel finale, deve provare a cambiare registro dall'inizio.

L’addio maturato dalla storica famiglia Rosin, che aveva fondato il team Prema nel 1983, all'inizio dell'anno è forse stata la notizia più “dirompente” dell’inverno del panorama delle formule propedeutiche. La squadra della proprietaria Deborah Mayer ha nominato come CEO e Team Principal Stephen Mitas, figura con trascorsi nel WEC, mentre in ambito Formula 2 il responsabile sarà Alessandro Vantini.
Per provare a ripartire, il sodalizio di Grisignano ha deciso di parlare spagnolo: accanto al confermato Sebastián Montoya, colombiano 12esimo l’anno scorso con tre podi, dalla F3 ecco Mari Boya, iberico terzo alle spalle di Câmara e Tsolov con una vittoria e cinque podi totali, nonché secondo con il team KCMG Pinnacle nell’ultimo GP di Macao. Mari fa inoltre parte del programma Aston Martin.
Capitolo Rodin. L’ex team Carlin farà affidamento su Martinius Stenshorne e Alex Dunne (foto sotto). Entrambi (anche se per ragioni diverse) curiosamente messi alla porta dal team McLaren, Dunne è prossimo a diventare pilota Alpine. A un certo punto, sembrava che il giovane irlandese potesse fare un sol boccone dei suoi avversari nel 2025, ma una condotta di guida troppo spregiudicata lo ha estromesso troppo presto dalla contesa.
Il campione della F4 britannica 2022, per esperienza, risultati precedenti e un rapporto oramai consolidato con la squadra, non può che essere tra i favoriti d’obbligo. Stenshorne, unico a mettere i bastoni tra le ruote a un certo Andrea Kimi Antonelli nella Regional europea 2023, è reduce da una discreta Formula 3 con la stessa Rodin: potrebbe essere una delle sorprese dell’anno.

Line-up non entusiasmante, non ce ne vorranno Kush Maini e Tasanapol Inthraphuvasak, per il team ART. Decisamente non in linea con il blasone della squadra francese, probabilmente in linea con il periodo che sta vivendo quello che un tempo si chiamava team ASM, fondato trent’anni fa da Frédéric Vasseur e Nicolas Todt. Maini, al suo quarto anno nella serie, è il terzo dei cavalli supportati dall’Alpine. In termini di piazzamento, paradossalmente, la sua migliore stagione è stata la prima con il team Campos (11esimo).
Circa il profilo di Inthraphuvasak, il 20enne thailandese è pilota di alti e bassi, e quindi, per definizione, non da campionato. Proviene dalla Formula 3, dove ha contribuito in maniera importante (tre vittorie) al successo del team Campos nella graduatoria squadre.
Se i piloti scelti dal team ART non dicono granché, quelli del team AIX sulla carta non reggono il confronto neppure con quelli dei transalpini. Emerson Fittipaldi, nel giorno della prima corsa del campionato, compirà 19 anni. Per il figlio dell’omonimo due volte campione del mondo F1, la montagna da scalare è a dir poco ripida.
“Emmo”, infatti, proviene dall’Eurocup-3 - campionato che per rendere l'idea si colloca al di sotto della F3 ma sopra alla F4 -, dove ha sì ottenuto qualche buon risultato, ma nulla che potesse suggerire un “doppio salto”. La seconda “scelta”, invece, è ricaduta su Cian Shields, nato il 7 marzo (ma di due anni prima) come Fittipaldi. Costantemente fanalino di coda nel 2025, ci sembra difficile che AIX potrà ripetere i successi avuti con Dürksen negli scorsi due anni.

Van Amersfoort, invece, accanto al confermato Rafael Villagómez - due podi nel 2025 e atteso dalla sua terza stagione consecutiva con gli olandesi nella serie - ha deciso di dare un’occasione forse mai più ripetibile a Nicolás Varrone (foto sopra). Nato in Argentina il 6 dicembre 2000, l’ultima esperienza di “Nico” con le monoposto risale addirittura al 2020, quando agli albori della sua carriera prese parte a qualche corsa nell’allora F3 britannica (attuale GB3).
Poi si è dedicato al mondo delle ruote coperte, nello specifico del WEC. Suo successo più significativo non può che essere la 24 Ore di Le Mans, conquistata nel 2023 (categoria LMGTE Am) con il team Corvette. Accanto al suo impegno in F2, Varrone continuerà a correre nell’endurance, sempre legato a Corvette, nell’americana IMSA.
Ultimo nella classifica delle squadre nel 2025, il team Trident deve assolutamente provare a invertire una tendenza non particolarmente lusinghiera che ha quasi dell'inspiegabile. Se in F3 la squadra diretta da Giacomo Ricci va che è una meraviglia, in F2 le cose non sono decisamente paragonabili. Le scelte di John Bennett e Laurens van Hoepen, di certo non due piloti di spicco, ne sono la testimonianza.
Bennett, impegnato nella categoria con il team Van Amersfoort tra la fine del 2024 e il 2025, vanta in carriera un secondo posto nella classifica di campionato del GB3 2024. Anche il percorso di van Hoepen non è dei più canonici, visto che il suo primo approccio con le monoposto è avvenuto a livello “Regional” (e non F4). Cinque podi in F3 tra il 2024 e il 2025, è atteso da un compito non semplicissimo.
A livello di calendario, l’unica novità rispetto al 2025 è rappresentata dall’appuntamento di Madrid al posto di Imola, previsto per il fine settimana del 13 settembre. Confermatissimo, invece, il pacchetto tecnico Dallara (telaio), Mecachrome (motore), Pirelli (pneumatici). Di seguito sono schematizzate le principali informazioni, possibilmente da tenere bene a mente per seguire come si deve la stagione.
Il calendario della stagione 2026
8 marzo - Melbourne
12 aprile - Sakhir
19 aprile - Jeddah
7 giugno - Monte Carlo *
14 giugno - Montmeló
28 giugno - Spielberg
5 luglio - Silverstone
19 luglio - Spa
26 luglio - Budapest
6 settembre - Monza
13 settembre - Madrid
27 settembre - Baku **
29 novembre - Losail
6 dicembre - Yas Marina
*prova libera e qualifica si disputano di giovedì
**weekend disputato con un giorno di anticipo, in quanto domenica 28 settembre è festa nazionale
"Pre-season" test
17-19 febbraio a Montmeló (qui per: giorno 1, giorno 2, giorno 3)
"In-season" test
25-27 marzo a Sakhir
FIA Formula 2 2026: team e piloti (in corsivo i rookie)
Invicta
#1 Rafael Câmara - #2 Joshua Dürksen
Hitech
#3 Ritomo Miyata - #4 Colton Herta
Campos
#5 Noel León - #6 Nikola Tsolov
Dams
#7 Dino Beganovic - #8 Roman Bilinski
MP Motorsport
#9 Gabriele Minì - #10 Oliver Goethe
Prema
#11 Sebastián Montoya - #12 Mari Boya
Rodin
#14 Martinius Stenshorne - #15 Alexander Dunne
ART
#16 Kush Maini - #17 Tasanapol Inthraphuvasak
AIX
#20 Emerson Fittipaldi - #21 Cian Shields
Van Amersfoort
#22 Nicolás Varrone - #23 Rafael Villagómez
Trident
#24 Laurens van Hoepen - #25 John Bennett
Formato dei weekend e sistema di punteggio
Venerdì: turno libero da 45’, qualifica da 30’
Sabato: gara 1 (gara sprint), più breve (45’ + 1 giro al massimo) che prevede l’inversione dei primi dieci classificati della qualifica
Domenica: gara 2 (gara feature), più lunga (60’ + 1 giro al massimo) e basata sui risultati della qualifica
In gara 1, viene assegnato il seguente punteggio: 1° 10 punti; a scendere 8, 6, 5, 4, 3, 2, 1 punto (primi otto)
In gara 2, viene assegnato il seguente punteggio: 1° 25 punti; a scendere 18, 15, 12, 10, 8, 6, 4, 2, 1 punto (primi dieci)
Pole position: vale 2 punti
Giro veloce: vale 1 punto, sia per gara 1 che per gara 2. Il pilota che ottiene il giro veloce, per “sbloccare” il punto, deve necessariamente terminare tra i primi 10. In caso contrario, il punto si assegna al detentore del giro veloce all’interno della top-10