indycar

Long Beach - Gara
Palou vince e torna in testa

Carlo Luciani Alla fine vince sempre lui: Alex Palou. Il pilota spagnolo ha conquistato anche il Gran Premio di Long Beach,...

Leggi »
World Endurance

Imola – Gara
Toyota corsara, Ferrari seconda

Davide Attanasio - DPPI ImagesC'era grande attesa, a Imola, per assistere alla prima tappa del campionato del mondo...

Leggi »
formula 1

Primo test con la Mercedes per Pin
Duecento km in quel di Silverstone

Davide AttanasioPrima la promozione a pilota di sviluppo della Mercedes (e, successivamente, del team Peugeot nel WEC), poi ...

Leggi »
IMSA

Long Beach – Gara
Acura spezza il dominio Porsche

Michele Montesano Per la prima volta nella stagione 2026 dell’IMSA SportsCar Championship non figura una Porsche sul primo ...

Leggi »
indycar

Long Beach - Qualifica
Rosenqvist torna in pole

Carlo Luciani A distanza di tre settimane dall’appuntamento in Alabama, la IndyCar è tornata in pista sul circuito cittadin...

Leggi »
GT Internazionale

Tragico incidente al Nordschleife
Muore il 66enne Juha Miettinen

Massimo CostaTutti gli occhi erano per la Mercedes Red Bull di Max Verstappen e Lucas Auer. La gara di qualifica in vista de...

Leggi »
29 Mag 2024 [13:37]

Stewart-Haas chiude a fine anno
Le ragioni della scelta e il futuro

Marco Cortesi

Il team Stewart-Haas ha annunciato che cesserà le attività al termine della stagione 2024. La scuderia di Gene Haas e Tony Stewart, da tempo al centro di voci sul proprio futuro tra le varie opzioni, inclusa la vendita di una parte dei suoi quattro charter, ha fatto la scelta più radicale. Si tratta di uno degli scossoni più grossi della NASCAR negli ultimi anni, che arriva in un momento chiave, in cui squadre e organizzazione stanno discutendo il loro “patto della Concordia” per prolungare il sistema a franchigie, o Charter.

Il team da tempo sembrava trascinarsi tra risultati comunque non disastrosi ma lontani dai fasti di un tempo. Dopo l’inizio nel 2007 come Haas CNC Racing, il team era raddoppiato con l’arrivo di Stewart, in grado di vincere subito un titolo con il marchio Chevrolet. Poi, l’approdo di una star come Kevin Harvick, anche lui vincitore del titolo nel 2014. Poi, numerosi altri successi e piazzamenti nelle finali di playoff, fino agli anni 2020.

A un certo punto, pur restando sempre nelle posizioni di vertice, il team è sembrato perdere lo slancio vincente. Almeno nella Cup Series, perché nella Xfinity Series si è arrivati al titolo lo scorso anno con Cole Custer. Dopo delle prime gare 2024 difficili, si intravedevano dei netti miglioramenti, con i nuovi arrivi Noah Gragson e Josh Berry. Invece è arrivata la fine dei giochi.

Impegni, sponsor, costruttori e... amore
Lo citano gli stessi protagonisti, Stewart e Haas. Avere successo con una propria squadra in NASCAR richiede un’attenzione assoluta, 24 ore su 24, una spinta che è sembrata mancare negli ultimi anni nonostante le ripetute rassicurazioni. Haas, impegnato anche con il team di Formula 1, starebbe un po’ perdendo interesse nelle corse. A dare un ulteriore scossone è stato il fatto che Stewart nel 2020 ha conosciuto Leah Pruett, pilota di dragster, con la quale si è sposato nel 2021. Un vero colpo di fulmine, che l'ha portato a passare ai dragster, tra l’altro abbracciando il marchio Dodge, non presente in NASCAR. Dopo Haas, che è sempre stato un proprietario di team "lontano", affidato a manager,  lo è diventato anche Stewart e nella situazione attuale, ciò ha dei limiti.

Nelle ultime stagioni, il team aveva perso anche sponsor, in particolare due molto importanti come Smithfield, multimazionale della lavorazione carni industriale, e Budweiser, colosso della birra, passato al team Trackhouse.

Infine, anche il problema del costruttore. Il contratto con Ford scadeva proprio a fine anno e anche da quel punto di vista sono possibili criticità, vista la crescita delle altre strutture dell’ovale blu, dal ritorno al top di Roush come RFK Racing, ai risultati del team Front Row che pure non ha un supporto ufficiale. 

Cosa succede ora? Caccia ai charter
A questo punto, considerando che un charter, una franchigia nella serie, può valere da 20 a 40 milioni di dollari, forse è stato più intuitivo “capitalizzare” e chiudere del tutto. Nonostante le difficoltà nella discussione team-NASCAR, è praticamente certo che il sistema verrà confermato e si troverà un accordo.  Certo che, con quattro charter sul mercato, forse i prezzi si abbasseranno un po’, ma sicuramente si potrà rientrare di qualcosa, magari cedendo una delle due sedi in North Carolina. 

Il futuro dei piloti
Per quanto riguarda i piloti, almeno due o tre di loro sembra abbiano davanti delle opzioni di qualità, non fosse altro che per correre nelle scuderie che si assicureranno il charter. Chase Briscoe è molto ben visto in Ford, mentre Berry è ritenuto uno dei migliori rookie della categoria. Gragson ha sorpreso molti e dalla sua ha anche una famiglia molto importante anche se è stato protagonista di alcune situazioni problematiche. Forse un po’ più in difficoltà potrebbe essere Ryan Preece. Invece, il programma Xfinity, con Cole Custer e Riley Herbst, potrebbe continuare sotto altre vesti: Cole è figlio di Joe Custer, che è anche capo delle operazioni del team Haas in F1. 
Per comprendere meglio il futuro, sarà necessario attendere le mosse relative al mercato dei charter, con già diversi team che si sono detti interessati ad un’espansione.