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29 Giu [8:07]

Pocono, gara 2
Hamlin ricambia il favore

Marco Cortesi

Se in gara 1 Kevin Harvick era riuscito a guadagnare il successo con una brillante mossa strategica, nel secondo appuntamento del weekend di Pocono è stato Denny Hamlin a prendersi la rivincita dopo essersi dovuto arrendere il giorno prima. Harvick ha effettuato infatti la sua ultima sosta molto in anticipo, per non rischiare di essere penalizzato da "caution", ma Hamlin è stato in pista molto più a lungo, riuscendo ad infilare numerosi giri veloci e ritrovandosi, completato il carosello di pit-stop, con un gran margine.

Harvick, che ha anche incontrato molto traffico sulla sua strada, si è piazzato secondo, mentre Erik Jones, come Hamlin portacolori delle Toyota di Joe Gibbs, ha completato il podio virtuale. Al quarto posto si è classificato Chase Elliott, che ha guidato il tentativo di rimbalzo del team Hendrick dopo una gara 1 non facile. La top-5 è stata completata da Aric Almirola, che continua a racimolare buoni piazzamenti. Ottimo invece il sesto posto di Matt DiBenedetto davanti a William Byron, Clint Bowyer e Alex Bowman.

La gara è ancora stata ritardata dal maltempo, una vera maledizione negli ultimi appuntamenti, e fermata per circa un'ora dalla pioggia. Hamlin ha tagliato il traguardo quando ormai l'oscurità stava scendendo: giusto in tempo, visto che Pocono non è dotato di illuminazione. Fuori dalla top-10 il leader iniziale Kurt Busch, mentre il fratello minore Kyle è stato spedito in testacoda da Ryan Blaney, a sua volta danneggiato e andato a concludere al 22° posto. Nelle barriere anche Christopher Bell, tra i protagonisi di gara 1.

Domenica 28 giugno 2020, gara

1 - Denny Hamlin (Toyota Camry) – Gibbs - 140 giri
2 - Kevin Harvick (Ford Mustang) – Stewart - 140
3 - Erik Jones (Toyota Camry) – Gibbs - 140
4 - Chase Elliott (Chevy Camaro) – Hendrick - 140
5 - Aric Almirola (Ford Mustang) – Stewart - 140
6 - Matt DiBenedetto (Ford Mustang) – Wood - 140
7 - William Byron (Chevy Camaro) – Hendrick - 140
8 - Clint Bowyer (Ford Mustang) – Stewart - 140
9 - Alex Bowman (Chevy Camaro) – Hendrick - 140
10 - Martin Truex Jr. (Toyota Camry) – Gibbs - 140
11 - Brad Keselowski (Ford Mustang) – Penske - 140
12 - Matt Kenseth (Chevrolet) – Ganassi - 140
13 - Kurt Busch (Chevy Camaro) – Ganassi - 140
14 - Austin Dillon (Chevy Camaro) – Childress - 140
15 - Ricky Stenhouse Jr. (Chevy Camaro) – JTG - 140
16 - Jimmie Johnson (Chevy Camaro) – Hendrick - 140
17 - Cole Custer (Ford Mustang) – Stewart - 140
18 - Ryan Newman (Ford Mustang) – Roush - 139
19 - John Hunter Nemechek (Ford Mustang) – Front Row - 139
20 - Darrell Wallace Jr. (Chevy Camaro) – Petty - 139
21 - Corey LaJoie (Ford Mustang) – GoFAS - 139
22 - Ryan Blaney (Ford Mustang) – Penske - 139
23 - Ty Dillon (Chevy Camaro) – Germain - 139
24 - Joey Logano (Ford Mustang) – Penske - 139
25 - Ryan Preece (Chevy Camaro) – JTG - 139
26 - Daniel Suarez (Toyota) – JTG - 139
27 - Brennan Poole (Chevy Camaro) – Premium - 138
28 - JJ Yeley (Ford Mustang) – Ware - 138
29 - Timmy Hill (Ford Mustang) – MBM - 137
30 - James Davison (Chevy Caaro) – Spire - 136
31 - Quin Houff (Chevy Camaro) – StarCom - 136
32 - Garrett Smithley (Chevy Camaro) – Ware - 136
33 - Joey Gase (Chevy Camaro) – Ware - 136
34 - Josh Bikicki (Chevy Camaro) – Baldwin - 136
35 - Tyler Reddick (Chevy Camaro) – Childress - 135
36 - Chris Buescher (Ford Mustang) – Roush - 135
37 - BJ McLeod (Ford Mustang) – BJ McLeod - 133
38 - Kyle Busch (Toyota Camry) – Gibbs - 74
39 - Christopher Bell (Toyota Camry) – Leavine - 39
40 - Michael McDowell (Ford Mustang) – Front Row - 15

Il campionato
1. Harvick 581; 2. Blaney 529; 3. Keselowki 514; 4. Elliott 510; 5. Hamlin 506.

28 Giu [8:01]

Pocono, gara 1
Harvick vince di strategia

Marco Cortesi

Kevin Harvick si è tolto un sassolino dalla scarpa a Pocono, conquistando il successo su uno dei pochi tracciati in cui non aveva parevalso ed incamerando la vittoria numero 52 in carriera, la terza dell’anno. Il pilota del team Stewart-Haas ha approfittato di una strategia brillante che l’ha visto, nel corso dell’ultima sosta con bandiera verde, montare solo due gomme nuove e sopravanzare così il suo compagno di colori Aric Almirola, che sembrava il favorito. Harvick, che per impostare la strategia sul finale aveva rinunciato a lottare per gli “stage” intermedi, ha così portato a casa il bottino più importante. Alla fine, Almirola è stato passato anche da Denny Hamlin, ma alla Toyota numero 11 del Joe Gibbs Racing è mancato qualcosa per effettuare un attacco perentorio: Hamlin ha lamentato pesanti vibrazioni.

Poca fortuna invece per Joey Logano, che dopo aver vinto il primo stage sembrava in gran forma con la prima Ford del Team Penske. Logano con 17 passaggi alla conclusione si è visto fermare da una foratura che ha causato pesanti danni all’anteriore della sua Mustang numero 22. Tra le sorprese positive invece Christopher Bell. Il campione delle gare midget, Junior del team Gibbs in prestito al team satellite Leavine Family, si è piazzato quarto, aggiungendo un’altra top-10 ad una stagione di debutto particolarmente lusinghiera. Quinto invece Kyle Busch, seguito da Martin Truex e Clint Bowyer. Poca fortuna in generale per la pattuglia Chevrolet. In difficoltà tutto il team Hendrick, mentre la prima Camaro al traguardo è stata quella del redivivo Matt Kenseth, subentrato a Kyle Larson. Lontani Chase Elliott e Jimmie Johnson, così come Bubba Wallace, mentre Alex Bowman, unico alfiere del cravattino in posizione per una top-5, è stato fermato a sua volta da una foratura.

Il round a Pocono, che è stato disturbato da qualche goccia d’acqua di troppo, e anche ritardato da un’acquazzone, è caratterizzato da una doppia gara: si correrà infatti anche oggi in tarda serata. Una decisione presa per continuare nel processo di recupero delle gare saltate a causa del Lockdown.

Sabato 27 giugno 2020, gara 1 (top-20)


1 - Kevin Harvick (Ford Mustang) – Stewart - 130 giri
2 - Denny Hamlin (Toyota Camry) – Gibbs - 130
3 - Aric Almirola (Ford Mustang) – Stewart - 130
4 - Christopher Bell (Toyota Camry) – Leavine - 130
5 - Kyle Busch (Toyota Camry) – Gibbs - 130
6 - Martin Truex Jr. (Toyota Camry) – Gibbs - 130
7 - Clint Bowyer (Ford) – Stewart - 130
8 - Michael McDowell (Ford Mustang) – Front Row - 130
9 - Brad Keselowski (Ford Mustang) – Penske - 130
10 - Chris Buescher (Ford Mustang) – Roush - 130
11 - Matt Kenseth (Chevrolet) – Ganassi - 130
12 - Ryan Blaney (Ford Mustang) – Penske - 130
13 - Matt DiBenedetto (Ford Mustang) – Wood - 130
14 - William Byron (Chevy Camaro) – Hendrick - 130
15 - Ryan Newman (Ford Mustang) – Roush - 130
16 - Cole Custer (Ford Mustang) – Stewart - 130
17 - Ricky Stenhouse Jr. (Chevy Camaro) – JTG - 130
18 - Kurt Busch (Chevy Camaro) – Ganassi - 130
19 - Austin Dillon (Chevy Camaro) – Childress - 130
20 - Ryan Preece (Chevy) – JTG - 130

Il campionato
1. Harvick 534; 2. Blaney 505; 3. Logano 487; 4. Elliott 477; 5. Keselowski 472.

24 Giu [6:59]

Un colossale malinteso (che aiuta
i razzisti) il “cappio” a Bubba Wallace

Marco Cortesi

E’ stato un colossale malinteso quello del “cappio” nel garage di Bubba Wallace a Talladega. Come confermato dall’FBI, la corda annodata ad anello trovata dai meccanici nel garage della vettura numero 43 era lì già da mesi e per fini prettamente utilitaristici (per essere tirata). Per altro, era presente in altre porte dei box.

Un’imprudenza che scredita il fine
Da una parte c’è sollievo per il risultato dell’inchiesta. Dall’altra, lo stupore per la totale imprudenza di tutte le parti coinvolte nell’urlare con troppa leggerezza allo scandalo. Una situazione che fa male anche a tutta la lotta contro il razzismo di queste settimane, rendendola quasi una barzelletta e facendo fare una figuraccia a chi, per davvero, si impegna per fare la differenza. E permette anche alle persone che, nel paddock, sono veramente razziste, di presentarsi come vittime di una caccia alle streghe. Un brutto pasticcio, insomma.

Le minacce (anche pubbliche) restano
Parallelamente, la discussione sul “finto” attacco ha svegliato e mostrato quanto il tema sia caldo. Wallace ha ricevuto minacce (vere) anche pubbliche. Il figlio dell’ex pilota NASCAR Mike Skinner si è augurato “che venisse trascinato nel paddock con un cappio al collo”. Quindi se il problema è presente, non è sicuramente una soluzione mandare nel panico tutti, inclusa la stampa di mezzo mondo, per un nonnulla con gravi accuse.

23 Giu [10:29]

Talladega - Gara: Blaney al photofinish
L'abbraccio della serie a Bubba Wallace

Marco Cortesi

Una gara lunga e impegnativa la 500 Miglia di Talladega, ma che si è decisa sul traguardo, in puro stile superspeedway. Dopo una sospensione iniziale per pioggia, oltre alla commovente manifestazione di affetto di tutto il paddock nei confronti di Bubba Wallace dopo le minacce razziste subite, la pista è finalmente tornata protagonista.

A trionfare, per pochissimi millesimi e al photofinish, è stato Ryan Blaney, finalmente premiato dopo tanti ottimi piazzamenti quest'anno. Dopo aver preso il comando grazie anche ad una spinta di Ricky Stenhouse, Blaney si è difeso con aggressività dagli attacchi del gruppone che si è avventato su di lui, chiudendo a destra e sinistra. A pochi metri dalla bandiera a scacchi, Erik Jones si è così trovato spinto nelle barriere esterne insieme a John Hunter Nemecheck, mentre Aric Almirola è andato in testacoda sulla parte interna.

Stenhouse con coraggio ha approfittato della situazione tenendo giù il piede, regalando con un secondo posto per 0.007 una bella soddisfazione al team JTG Daugherty. Almirola ha tagliato il traguardo terzo… in retromarcia. Quarto Denny Hamlin, che ha recuperato dopo un contatto iniziale, davanti a Jones. Peccato per Nemecheck, ottavo dietro anche a Chris Buescher ed Alex Bowman.

Decimo invece Kevin Harvick, che sembrava poter contendere il successo e che, spedendo in testacoda Jimmie Johnson, aveva portato all’estensione della gara. Peccato anche per Tyler Reddick, che aveva vinto il primo “stage” ma è stato messo KO incolpevolmente da un contatto tra Brad Keselowski e Chase Elliott. Wallace ha chiuso 14° dopo essere stato anche in top-5, ma non ha trovato spazio nelle concitate fasi conclusive.



L'ordine di arrivo della Geico 500 di Talladega

1 - Ryan Blaney (Ford Mustang) – Penske - 191 giri
2 - Ricky Stenhouse Jr. (Chevy Camaro) – JTG - 191
3 - Aric Almirola (Ford Mustang) – Stewart - 191
4 - Denny Hamlin (Toyota Camry) – Gibbs - 191
5 - Erik Jones (Toyota Camry) – Gibbs - 191
6 - Chris Buescher (Ford Mustang) – Roush - 191
7 - Alex Bowman (Chevy Camaro) – Hendrick - 191
8 - John Hunter Nemechek (Ford Mustang) – Front Row - 191
9 - Kurt Busch (Chevy Camaro) – Ganassi - 191
10 - Kevin Harvick (Ford Mustang) – Stewart - 191
11 - William Byron (Chevy Camaro) – Hendrick - 191
12 - Ty Dillon (Chevy Camaro) – Germain - 191
13 - Jimmie Johnson (Chevy Camaro) – Hendrick - 191
14 - Darrell Wallace Jr. (Chevy Camaro) – Petty - 191
15 - Ryan Preece (Chevy) – JTG - 191
16 - Corey LaJoie (Ford Mustang) – GoFAS - 191
17 - Joey Logano (Ford Mustang) – Penske - 191
18 - Michael McDowell (Ford Mustang) – Front Row - 191
19 - Brad Keselowski (Ford Mustang) – Penske - 191
20 - Tyler Reddick (Chevy Camaro) – Childress - 191
21 - Brendan Gaughan (Ford) – Beard - 191
22 - Cole Custer (Ford Mustang) – Stewart - 191
23 - Martin Truex Jr. (Toyota Camry) – Gibbs - 191
24 - Ryan Newman (Ford Mustang) – Roush - 191
25 - Clint Bowyer (Ford) – Stewart - 190
26 - Matt DiBenedetto (Ford Mustang) – Wood - 190
27 - Quin Houff (Chevy Camaro) – StarCom - 190
28 - Daniel Suarez (Toyota) – JTG - 190
29 - Christopher Bell (Toyota Camry) – Leavine - 190
30 - Gray Gaulding (Ford) – Front Row - 190
31 - BJ McLeod (Ford Mustang) – BJ McLeod - 190
32 - Kyle Busch (Toyota Camry) – Gibbs - 189
33 - Timmy Hill (Ford Mustang) – MBM - 185
34 - Garrett Smithley (Chevy) – Ware - 185
35 - Brennan Poole (Chevy Camaro) – Premium - 178
36 - JJ Yeley (Ford) – Ware - 178
37 - Joey Gase (Chevy Camaro) – Ware - 141
38 - Chase Elliott (Chevy Camaro) – Hendrick - 135
39 - Austin Dillon (Chevy Camaro) – Childress - 133
40 - Matt Kenseth (Chevrolet) – Ganassi - 127

Il campionato
1. Harvick 490; 2. Logano 467; 3. Blaney 465; 4. Elliott 458; 5. Keselowski 441.

22 Giu [20:28]

Anche l'FBI indaga sull'intimidazione
razzista di stanotte a Talladega

Marco Cortesi

E’ arrivata anche la FBI a Talladega dopo l’attacco intimidatorio della scorsa notte a Bubba Wallace, nel cui box è stato lasciato un cappio da forca nel box. Wallace, responsabilmente  propostosi come portavoce delle proteste antirazziste nel mondo delle corse, diventato anche promotore della rimozione del vessillo confederato dalle piste, ha ricevuto numerosi insulti e minacce da frange di ultras estremisti. L’evento accaduto a Talladega va però oltre ogni precedente: un attacco “efferato” per usare le parole della NASCAR stessa.

La NASCAR ha richiesto l’intervento degli investigatori federali, che stanno acquisendo le immagini delle telecamere e le testimonianze. E’ praticamente certo che l’autore sia un addetto ai lavori, e la serie ha già annunciato che i responsabili verranno banditi a vita. Ma non solo, con un reato federale, le accuse anche penali potranno essere particolarmente gravi.

Wallace, informato dal Presidente NASCAR dell'accaduto, ha ricevuto supporto unanime dall’organizzazione e dai colleghi. Gli è stata assegnata una scorta e sono previste diverse manifestazioni di supporto al via della gara, ammesso che il meteo ne conceda la possibilità.‍ 

T‍eam Principal di Wallace, anche il pluricampione NASCAR, Richard Petty "The King" sarà presente in pista per la prima volta dopo l'inizio dell'emergenza Covid per sostenere il suo pilota. A 82 anni, aveva scelto di restare a casa per prudenza, ma gli ultimi eventi gli hanno fatto cambiare idea.

15 Giu [6:17]

Homestead, gara
Hamlin beffa Elliott con l'aiuto di Logano

Marco Cortesi

Terzo successo della stagione per Denny Hamlin nel "ritorno" di Homestead della Nascar 2020. Il pilota del Joe Gibbs Racing, già vincitore della Daytona 500, ha conquistato tutti e due i traguardi intermedi prima di catturare anche la vittoria assoluta dopo aver fatto lo stesso nella serie... virtuale disputata durante il lockdown. Nel farlo, ha ricevuto un insperato aiuto quando Joey Logano, sotto di due giri, ha combattuto duramente per non farsi doppiare da Chase Elliott, che in quel momento si trovava in testa. Logano, messo KO nel finale da Elliott a Bristol, non ha fatto sconti al rivale, di fatto privandolo del suo vantaggio: Hamlin ha così approfittato per passare al comando, prima che un errore nel tentativo di riprendersi la leadership gli facesse strisciare le barriere.

Il portacolori di Hendrick ha comunque chiuso secondo davanti a Ryan Blaney, ancora molto costante per il team Penske, e Tyler Reddick, rookie del team Childress al miglior piazzamento in carriera. Top-5 anche per Aric Almirola, miglior rappresentante del team Stewart-Haas, mentre Kyle Busch ha preceduto Austin Dillon e Christopher Bell.

La gara, iniziata in ritardo per via della pioggia e sospesa due volte a causa dei fulmini che si abbattevano sull'area, ha visto il ritorno del pubblico, seppure limitato ad un numero selezionato di ospiti. Ritorno anche della stampa, anche in questo caso con inviti selezionati. Tra i piloti meno fortunati Kevin Harvick, fuori dalla top-20 con problemi di assetto, oltre al citato Logano, protagonista di un tamponamento con Qin Houff in pit-lane. Sotto di un giro anche Jimmie Johnson e Kurt Busch.

Domenica 15 giugno 2020, gara

1 - Denny Hamlin (Toyota Camry) – Gibbs - 267 giri
2 - Chase Elliott (Chevy Camaro) – Hendrick - 267
3 - Ryan Blaney (Ford Mustang) – Penske - 267
4 - Tyler Reddick (Chevy Camaro) – Childress - 267
5 - Aric Almirola (Ford Mustang) – Stewart - 267
6 - Kyle Busch (Toyota Camry) – Gibbs - 267
7 - Austin Dillon (Chevy Camaro) – Childress - 267
8 - Christopher Bell (Toyota Camry) – Leavine - 267
9 - William Byron (Chevy Camaro) – Hendrick - 267
10 - Brad Keselowski (Ford Mustang) – Penske - 267
11 - Clint Bowyer (Ford) – Stewart - 267
12 - Martin Truex Jr. (Toyota Camry) – Gibbs - 267
13 - Darrell Wallace Jr. (Chevy Camaro) – Petty - 267
14 - Matt DiBenedetto (Ford Mustang) – Wood - 267
15 - Michael McDowell (Ford Mustang) – Front Row - 267
16 - Jimmie Johnson (Chevy Camaro) – Hendrick - 266
17 - Kurt Busch (Chevy Camaro) – Ganassi - 266
18 - Alex Bowman (Chevy Camaro) – Hendrick - 266
19 - John Hunter Nemechek (Ford Mustang) – Front Row - 266
20 - Ricky Stenhouse Jr. (Chevy Camaro) – JTG - 266
21 - Erik Jones (Toyota Camry) – Gibbs - 266
22 - Cole Custer (Ford Mustang) – Stewart - 266
23 - Chris Buescher (Ford Mustang) – Roush - 266
24 - Ryan Preece (Chevy) – JTG - 266
25 - Matt Kenseth (Chevrolet) – Ganassi - 266
26 - Kevin Harvick (Ford Mustang) – Stewart - 266
27 - Joey Logano (Ford Mustang) – Penske - 265
28 - Ty Dillon (Chevy Camaro) – Germain - 265
29 - Corey LaJoie (Ford Mustang) – GoFAS - 264
30 - Ryan Newman (Ford Mustang) – Roush - 263
31 - Daniel Suarez (Toyota) – JTG - 263
32 - Brennan Poole (Chevy Camaro) – Premium - 260
33 - Quin Houff (Chevy Camaro) – StarCom - 259
34 - Timmy Hill (Ford Mustang) – MBM - 257
35 - BJ McLeod (Ford Mustang) – BJ McLeod - 256
36 - Joey Gase (Chevy Camaro) – Ware - 255
37 - Josh Bilicki (Chevy Camaro) – Baldwin - 245
38 - JJ Yeley (Ford) – Ware - 211
39 - Timmy Hill (Ford Mustang) – MBM - 105

Il campionato
1. Harvick 463; 2. Elliott 455; 3. Logano 434; 4. Keselowski 412; 5. Blaney 411.

11 Giu [9:59]

Martinsville, gara
Truex vince e si assicura i playoff

Marco Cortesi

Prima vittoria dell’anno per Martin Truex Jr. a Martinsville, la seconda consecutiva sulla pista della Virginia. Il pilota del Joe Gibbs Racing, che nelle prime fasi era stato sanzionato per aver rinunciato troppo tardi ad entrare ai box (passando sulla linea), ha recuperato dominando il terzo stage di gara sul corto e piatto short-track in versione notturna senza pubblico.

Nel finale, i piloti del team Penske Ryan Blaney, Brad Keselowski e Joey Logano (vincitore del primo stage) si sono istallati nelle posizioni retrostanti ma non sono riusciti ad agguantare il rivale della Toyota, chiudendo staccati di oltre 4”.

Quinta piazza per Chase Elliott, col team Hendrick che ha piazzato quattro vetture nella top-10. Alex Bowman ha concluso quinto, davanti a Matt DiBenedetto. Il pilota di origini italiane si è imposto su William Byron, Kurt Busch e Jimmie Johnson, riuscito a vincere il secondo stage e a condurre 70 giri. Al suo ultimo anno nella serie, il californiano continua a fare passi avanti. Poco fuori dalla top-10 Bubba Wallace, protagonista anche dal punto di vista “sociale” in questi giorni, che all’indomani del rinnovo contrattuale si è confermato su buoni livelli.

Giornataccia invece - Truex a parte - per il team Gibbs. Kyle Busch si è piazzato diciannovesimo davanti ad Erik Jones: entrambi sono stati in difficoltà col set-up. Ventiquattresimo Denny Hamlin. Da riportare il ritiro di Austin Dillon per motivi fisici. A causa di un danno alla struttura anteriore, l’abitacolo della sua Chevy è diventato rovente per il calore proveniente dal motore. Il pilota (e nipote) di Richard Childress è stato velocemente dimesso dal centro medico.

Mercoledì 11 giugno 2020, gara

1 - Martin Truex Jr. (Toyota Camry) – Gibbs - 500 giri
2 - Ryan Blaney (Ford Mustang) – Penske - 500
3 - Brad Keselowski (Ford Mustang) – Penske - 500
4 - Joey Logano (Ford Mustang) – Penske - 500
5 - Chase Elliott (Chevy Camaro) – Hendrick - 500
6 - Alex Bowman (Chevy Camaro) – Hendrick - 500
7 - Matt DiBenedetto (Ford Mustang) – Wood - 500
8 - William Byron (Chevy Camaro) – Hendrick - 500
9 - Kurt Busch (Chevy Camaro) – Ganassi - 500
10 - Jimmie Johnson (Chevy Camaro) – Hendrick - 500
11 - Darrell Wallace Jr. (Chevy Camaro) – Petty - 500
12 - Ryan Blaney (Ford Mustang) – Penske - 500
13 - Chris Buescher (Ford Mustang) – Roush - 500
14 - Michael McDowell (Ford Mustang) – Front Row - 500
15 - Kevin Harvick (Ford Mustang) – Stewart - 499
16 - Tyler Reddick (Chevy Camaro) – Childress - 499
17 - Clint Bowyer (Ford) – Stewart - 499
18 - Corey LaJoie (Ford Mustang) – GoFAS - 499
19 - Kyle Busch (Toyota Camry) – Gibbs - 499
20 - Erik Jones (Toyota Camry) – Gibbs - 497
21 - Ricky Stenhouse Jr. (Chevy Camaro) – JTG - 497
22 - Ty Dillon (Chevy Camaro) – Germain - 497
23 - Matt Kenseth (Chevrolet) – Ganassi - 497
24 - Denny Hamlin (Toyota Camry) – Gibbs - 497
25 - John Hunter Nemechek (Ford Mustang) – Front Row - 497
26 - Ryan Preece (Chevy) – JTG - 496
27 - Daniel Suarez (Toyota) – JTG - 494
28 - Christopher Bell (Toyota Camry) – Leavine - 494
29 - Cole Custer (Ford Mustang) – Stewart - 494
30 - Brennan Poole (Chevy Camaro) – Premium - 494
31 - JJ Yeley (Ford) – Ware - 493
32 - David Starr (Chevy) – Ware - 479
33 - Aric Almirola (Ford Mustang) – Stewart - 476
34 - Quin Houff (Chevy Camaro) – StarCom - 474
35 - Joey Gase (Chevy Camaro) – Ware - 464
36 - Garrett Smithley (Chevy) – Ware - 450
37 - Austin Dillon (Chevy Camaro) – Childress - 399
38 - Reed Sorenson (Chevy Camaro) – Baldwin - 295
39 - Timmy Hill (Ford Mustang) – MBM - 105

Il campionato
1. Harvick 452; 2. Logano 424; 3. Elliott 405; 4. Truex 381; 5. Keselowski 380.

11 Giu [8:10]

La NASCAR bandisce la
bandiera confederata dalle gare

Marco Cortesi

Più che l’appuntamento di Martinsville di ieri sera della Cup Series, la notizia della giornata è stato il divieto da parte della NASCAR di esporre la bandiera confederata negli eventi ufficiali, in quanto ritenuta significativa di un retaggio culturale che ha fatto del razzismo e dell’ingiustizia razziale uno dei suoi fondamenti.

La bandiera confederata era infatti utilizzata dagli stati ribelli del sud (South Carolina, Mississippi, Florida, Alabama, Georgia, Louisiana, Virginia, Arkansas, Tennessee e North Carolina) nella secessione dagli Stati Uniti che portò alla Guerra Civile Americana. Tale confederazione basava la propria sussistenza sulla schiavitù e identificava la “schiavitù e la subordinazione alla razza superiore” come sua condizione normale. In un momento di grandi sensibilità sul tema, il revival di quei principi, e dei simboli che li rappresentano è considerato (giustamente) sempre più inaccettabile e offensivo. Non solo dai discendenti di quella che veniva identificata come "razza inferiore", ma anche dalla stragrande maggioranza degli americani.

Dopo la resa del generale Robert Lee nel 1865 e la fine della guerra, molti stati avevano mantenuto la tradizionale bandiera, in alcuni casi includendola nei propri vessilli ufficiali. Con la fine della segregazione razziale negli anni ’60 del 900, in moltissimi casi la bandiera confederata è diventata sempre più un segno di riconoscimento dell’America più bigotta e razzista, e l’incremento della consapevolezza ha portato alla progressiva rimozione.

Verso un nuovo posizionamento
Per la NASCAR, che ha nei tifosi più tradizionalisti una parte abbastanza numerosa della propria audience, si tratta di un cambiamento epocale, che cerca di staccarsi da una tradizione di una fanbase non porprio progressista e a volte fanatica delle armi, anche se non tutta fatta da violenti razzisti. Va anche detto, che la presenza delle bandiere confederate si era sempre più ridotta con la maggiore attenzione al tema delle diseguaglianze. In questo periodo, come già detto in passato, anche una parola sbagliata può fare la differenza e non ci si può permettere di seminare odio: "E' ora di farla finita" aveva chiesto a gran voce Bubba Wallace.

Un rischio ma anche un'opportunità
Per la categoria si tratta di un rischio, perché potrebbe far scappare facili sostegni economici provenienti da gruppi e lobby vicini all'estrema destra. E' anche un'opportunità: la scelta di adottare un modello più inclusivo potrebbe permettere alla NASCAR, oltre che di perseguire una visione più equa, anche di far breccia in una nuova tipologia di pubblico. In un momento in cui per via dei vari lockdown molti tifosi “non tradizionali” si avvicinano allo sport.

Le reazioni negative sono state finora molte: perfino un gentleman driver della Truck Series che ha minacciato di ritirarsi, e tanti tifosi che prefigurano un futuro disastro per la categoria. Viceversa però, sembra che le opinioni positive siano molte di più.

(Foto Duane Tate CC2.0)

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