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11 Nov [11:12]

Punto ETCR con il boss Gavory:
nel 2022 più marchi e più gare

Jacopo Rubino

La strada è stata aperta. La prima edizione del PURE ETCR, il campionato Turismo con vetture completamente elettriche, è andata in porto e l'organizzatore Eurosport Events è soddisfatto: parola di Xavier Gavory, direttore della serie, incontrato da Italiaracing nel "tavolo" in cui si è discusso anche di WTCR. Per il 2022 l'ETCR si trasformerà in una Coppa del Mondo FIA, e questa stagione di rodaggio ha offerto gli spunti per individuare le aree di miglioramento. Intanto, il campionato sarà arricchito dall'ingresso di nuovi costruttori al fianco di Cupra, delll'italiana Romeo Ferraris e di Hyundai, che hanno scelto di esserci fin dall'inizio, e da un calendario con un maggior numero di tappe. Queste le anticipazioni date da Gavory.

Xavier, qual è il bilancio di questa stagione inaugurale del PURE ETCR?
"Far debuttare un campionato sotto pandemia è stato estremamente difficile, ma possiamo essere felici. Non tutto è perfetto, vogliamo lavorare su vari aspetti, le basi però ci sono: il format, l'affidabilità e le prestazioni delle auto, lo spettacolo in pista. Le vetture sono molto allineate fra loro e impegnative da guidare per l'elevata potenza, le doti al volante sono fondamentali. I piloti sono stati contenti, si sono divertiti, Mattias Ekstrom è stato un ottimo primo campione. Ora dobbiamo riunirci e prendere le giuste decisioni per il 2022. Il potenziale, comunque, è alto".

La fase preliminare, però, ha richiesto enormi sforzi da parte vostra.
"La pandemia ha reso il nostro compito molto arduo. A fine 2020, o diciamo anche in primavera, avevamo 6 auto realizzate e sapevamo che non ce ne sarebbero state altre pronte. Sarebbe stato facile rinviare tutto al 2022, ma non potevamo permettercelo: il rischio era che il campionato non sarebbe mai partito. Quando si crea qualcosa da zero, e con poco tempo per provare, gli interrogativi sono sempre numerosi. C'era un format completamente inedito, anche dal punto di vista televisivo, un nuovo tipo di auto con le relative incognite, ad esempio sulla durata delle batterie. Ma abbiamo voluto prenderci il rischio. I costruttori ci hanno seguito, abbiamo organizzato un evento di collaudo a Vallelunga a fine maggio, e da lì tutti i tasselli sono andati al loro posto. Siamo estremamente orgogliosi, anche dei nostri partner, per aver raggiunto gli obiettivi in circostanze del genere".

Perché avete voluto adottare uno schema dei weekend così particolare?
"Innanzitutto dovevamo adattarci alla tecnologia e alle prestazioni delle auto. In più, se avessimo replicato il format del WTCR, uno dei due campionati avrebbe avuto un crollo. Era importante distinguerli, non volevamo che l'ETCR richiedesse di gestire l'energia, volevamo che fosse qualcosa legato alla prestazione pura, a differenza della Formula E. Inoltre volevamo offrire una narrazione diversa agli spettatori".



Per il 2022 cosa c’è all’orizzonte?
"Ci saranno nuovi costruttori, e di conseguenza più auto al via, ma anche più appuntamenti in calendario. A livello di format rimarrà il concetto dei testa a testa. Manterremo lo stesso DNA ma introdurremo dei cambiamenti per aumentare lo spettacolo e renderlo più comprensibile agli occhi del pubblico".

I costi della categoria, per adesso, sono elevati: è una questione che state affrontando?
"I budget ora sono superiori a un normale programma TCR perché c'è di mezzo una nuova tecnologia, ma con il tempo scenderanno. Quando sul mercato esisteranno 50, 80, 100 auto costruite per questo regolamento, nasceranno le economie di scala. Nel frattempo la tecnologia si evolverà, cambieranno le batterie e le unità motrici. Noi però dovevamo iniziare, e aprire la via".

Riuscirete a coinvolgere anche i più diffidenti verso la propulsione elettrica?
"Creare una comunità di appassionati non è mai facile, e forse ancora di più con le gare elettriche. A volte i commenti del pubblico sono molto duri, li leggo sui social network, ma ho la sensazione che la tendenza stia mutando: prima c'erano parecchi scettici, ora aumentano i curiosi perché vedono qualcosa di appassionante che non si aspettavano. Il mondo sta cambiando, il motorsport sta cambiando, bisogna adeguarsi. Sono sicuro che la gente apprezzerà".

Domanda provocatoria: come considerate l'ETCR a confronto della Formula E, che ormai non ha più il monopolio nel motorsport elettrico?
"Non ci vediamo in competizione, ma complementari. Innanzitutto perché apparteniamo alla stessa famiglia: il gruppo Discovery vuole essere la casa delle gare elettriche, controllando Formula E ed ETCR, oltre a trasmetterne gli eventi in TV. In più adesso stiamo sviluppando l'Electric GT con la FIA. La Formula E utilizza monoposto su circuiti cittadini, noi auto Turismo e anche piste tradizionali. La Formula E è nata in grande anticipo, quando la mobilità elettrica era vista con scetticismo, mentre noi arriviamo al momento giusto, con i costruttori che stanno aggiornando la propria offerta di veicoli stradali. Ci facciamo pionieri e vogliamo mostrare che queste auto possono essere emozionanti, dando un contributo positivo al settore".

Con un'elettrificazione sempre crescente, WTCR ed ETCR potrebbero un giorno diventare una cosa sola?
"Oggi le due serie riflettono ciò che è presente sulle nostre strade. Il cammino del WTCR è ancora lungo, abbiamo un accordo con la FIA fino al 2025, ma nel frattempo l'ETCR crescerà a livello di promozione e seguito. Quando si arriverà ad un equilibrio, sì, il potenziale per una fusione ci potrebbe essere".

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