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10 Giu 2025 [15:09]

2026: Madrid manda fuori Imola
Due i Gran Premi per la Spagna

Massimo Costa

Ciao ciao Imola. Il calendario della Formula 1 2026 non prevede più il Gran Premio dell'Emilia Romagna. Nonostante l'incredibile affluenza di spettatori (242.000) le speranze degli organizzatori imolesi, del sindaco, del Presidente della Regione, soprattutto per quel promesso recupero nel 2026 (il contratto scadeva nel 2025) della gara saltata nel 2023 per l'alluvione che travolse la stessa Imola, Faenza e altre cittadine del ravennate, sono crollate rapidamente. Anzi, forse una chance per far parte del calendario 2026 Imola non l'ha mai avuta.

Il motivo? L'ingresso del tracciato della città di Madrid, che porta così a due i Gran Premi in terra di Spagna in quanto rimane Montmelò, che sarà all'ultimo anno di contratto con la speranza (pure loro) di estenderlo. Si sa, Liberty Media non perdona. La ricerca di nuove sedi più attrattive economicamente, rispetto a quel che può offrire la storia dei circuiti e della Formula 1 stessa, è la motivazione basica per disegnare il calendario della Formula 1.

Imola era rientrata, dopo un assenza iniziata nel 2007, nel calendario F1 nel periodo Covid, nel 2020, quando anche il Mugello venne introdotto tra le gare del Mondiale. Una necessità in quanto, a parte Turchia, Bahrain e Abu Dhabi, era stato impossibile raggiungere l'Asia, il Nord-Centro-Sud America. Imola è poi rimasta con un contratto, come detto sopra, fino al 2025.

Il mantra di Stefano Domenicali, CEO della F1, è che bisogna guardare alle nuove generazioni. Ma i giovanissimi di oggi invadono comunque i circuiti di Imola, Spa, Monte Carlo, Silverstone, Suzuka, seguono comunque le gare sulle piattaforme e forse non sono poi così entusiasti di quei tracciati finti come Miami o Las Vegas, considerando anche i costi proibitivi dei biglietti. Sarebbe meglio utilizzare il termine giusto: soldi, anziché tirare in ballo i ragazzotti di oggi. 

Soldi sì, e va bene, è giusto, la F1 è un business, ed è per questo che, per esempio sono inamovibili dal calendario il Bahrain, Abu Dhabi, il Qatar, l'Arabia Saudita che offrono tracciati piatti, semplici, poco attrattivi e selettivi dal punto di vista della guida, o anche pericolosi, vedi il cittadino di Jeddah, e poi i nuovi arrivati Miami e Las Vegas. Liberty Media e Domenicali tirano dritto per la loro strada mancando di rispetto ai 242.000 spettatori di Imola, ma a loro poco importa. L'importante è andare a Las Vegas e portare sullo schieramento di partenza 30 rapper americani e quella roba lì.

Ma questa è la politica di Liberty Media che ovviamente deve trarre profitto dal suo gioco preferito e di conseguenza esplora nuovi parchi divertimento. Si era parlato del Ruanda, della Thailandia, è svanito da tempo il sogno di Hanoi (Vietnam), si era candidata la Colombia con Baranquilla. E poi, la Germania e la Francia, incredibilmente fuori da qualche anno, la Corea del Sud, che ci riprova come la Turchia e il Sud Africa. La porta è aperta, l'importante è avere il conto in banca pesante.
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