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4 Ago 2015 [19:32]

Abiteboul: «Renault ha delle colpe,
da Red Bull poca collaborazione»

Stefano Semeraro

Dopo tante critiche, la Renault di ce la sua. Su una stagione ancora deludente, sui rapporti con Red Bull, sul futuro. Cyril Abiteboul, il managing director della divisione F.1, ad esempio ammette che la power unit prodotta in Francia non è all'altezza della concorrenza, ma scarica parte della colpa sulla Red Bull, che non avrebbe mostrato quella piena cooperazione che aveva promesso.

«Ci avevano espresso il desiderio di agire con un solo team – ha spiegato alla Espn – ma per qualche ragione, e magari non tutte le ragioni sono dalla loro parte, non siamo riusciti a passare dalle dichiarazioni d'intenti ai fatti. Un conto è dire che la Red Bull è il nostro team, un conto è fare in modo che lo sia davvero. Guardate cosa fa la Mercedes. Loro hanno un budget, all'inizio dell'anno decidono quanto andrà a favore del motore e quanto per il team. Per fare così devi considerare i regolamenti, i risultati complessivi e l'equilibrio che bisogna raggiungere nel budget fra risorse destinate al motore, al telaio e ai piloti».

Il problema di fondo, secondo Abiteboul, è che dopo i 4 trionfi di fila nel mondiale nel 2014 da parte Red Bull non è stata data sufficiente importanza ai cambiamenti che sarebbero stati necessari con l'avvento dei nuovi motori V6 turbo.
«Si può agire e pensare in un modo quando i motori sono congelati, e quindi i costi molto bassi, ma quando si scatena una battaglia tecnologica sui propulsori è proprio su quel fronte che va rivisto l'impegno economico». Insomma, in altre parole: la Renault ha le sue colpe, ma non tutte le colpe.

«Onestamente, non siamo al punto in cui speravano con lo sviluppo del motore, ma non credo che il ritardo sia da imputare solo a noi, è un discorso più complesso. Non voglio giocare allo scaricabarile, la relazione fra noi e Red Bull è stata utile sia noi sia a loro, ma ora non funziona più. L'evoluzione dei motori è stata drammatica, e il tipo di rapporto che c'era fra noi, non molto sofisticato a dire il vero, era possibile quando i propulsori erano congelati, ora no. In una situazione di grandi cambiamenti tecnologici non ci può essere il team da una parte e il motorista dall'altra».

È quindi ora di dirsi addio e di imboccare strade diverse? «Se vogliamo restare in F.1 a lungo occorre cambiare modello. Sinceramente pensavo fosse possibile farlo con Red Bull, perché era nell'interesse di entrambi, quindi se andasse così sarebbe fantastico. Ma se non sarà possibile dobbiamo cambiare strada, e farlo dal 2016 in avanti. Io credo che la Red Bull sia un brand che si sposa bene con i nostri clienti: siamo la Renault, non siamo fighetti, non siamo elitari, per noi contano energia, dinamicità e la possibilità di assicurare uno stile di vita decenti alle nuove generazioni. Quindi se non dovessimo trovare un accordo con la Red Bull si tratterebbe di una grande occasione sprecata».

La chiave per salvare un matrimonio che sembra già incrinato è raggiungere un diverso livello di collaborazione. «Quello che ci serve è il controllo – conclude Abiteboul – sulle nostre comunicazioni, sul nostro marchio, sul percorso tecnico e sulle nostre performance. Dobbiamo poter sapere perché andiamo bene e perché andiamo male».

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