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27 Mar [14:55]

Aiuto, vogliono trasformare il
motorsport in Giochi senza Frontiere

Massimo Costa

"Credo che dal punto di vista complessivo, il formato di dare spettacolarità ad ogni momento in cui si è in pista, sia la direzione giusta che ogni piattaforma del motorsport deve seguire". Chi parla è il CEO della F1, Stefano Domenicali . Parole che ha rilasciato domenica pomeriggio a SkySport mentre era in corso la prima gara stagionale della MotoGP. E poi, Domenicali ha aggiunto: "Sono fautore per diminuire al minimo le prove libere che interessano molto agli ingegneri, ma non al pubblico che è più interessato a vedere le imprevedibili gare sprint che ti regalano emozioni".

E' dunque questo il progetto a lungo o breve termine che Liberty Media ha per la F1? Trasformare ogni evento in una sorta di luna park, di Giochi senza Frontiere (per chi ricorda quel famoso gioco televisivo...), a dispetto della professionalità dei piloti, di chi progetta e costruisce le monoposto di F1? E stiamo parlando di una categoria con sole venti monoposto, con regole economiche impossibili per chi vuole entrare a far parte della ristretta cerchia elitaria.

Le parole di Domenicali, chissà se pronunciate provocatoriamente o perché ci crede davvero, suonano preoccupanti. Questa esigenza di cercare lo spettacolo a tutti i costi appare quanto meno distorta. L'esaltazione di Domenicali e dei commentatori televisivi di Sky per l'assurda gara Sprint della MotoGP, sbatte contro la realtà di quanto accaduto a Portimao, con i piloti che si sono apertamente schierati contro questa che è la grande novità voluta dalla Dorna: una corsa sprint in tutte le prove del campionato. Ma il risultato lo si è visto subito, con due piloti di primo piano fuori gioco per settimane causa cadute e addio sogni mondiali, per esempio per Enea Bastianini.

Facile poi incolpare i piloti, troppo aggressivi abbiamo sentito: ma se organizzi una garetta di venti minuti con i migliori centauri al mondo su due ruote, per offrire uno spettacolo unico (come la vendono loro), che ti aspetti? Che i piloti passeggino o che, se vuoi lo spettacolo che insegui, corranno agguerriti? Il rischio nel motorsport è sempre presente e dunque se moltiplichi il numero delle gare è ovvio che aumenti il numero delle possibilità che si verifichino incidenti, cadute, errori. Che in una prova sprint esaspera questa possibilità nefasta in quanto i piloti, facendo il loro lavoro, devono cercare di guadagnare posizioni il più in fretta possibile. Non ci vuole Einstein per caprilo...

Così come è inutile la gara sprint in F1, tanto più lo è nella MotoGP dove i rischi sono ben maggiori. Ma non è su questo che vogliamo soffermarci, bensì sulle parole sopra riportate di Domenicali. Quel "dare spettacolarità ad ogni momento in cui i piloti scendono in pista", un concetto che si vuole trasportare in tutto il motorsport. E quella idea che le prove libere siano inutili. Stupefacente. Le free practice, come le chiamano gli inglesi, sono fondamentali per gli stessi piloti che devono capire la monoposto che guidano, adattarla alle esigenze del circuito, permettere agli ingegneri di trovare il miglior compromesso. Tutto in preparazione alla qualifica e alla gara finale, che sono l'essenza del motorsport e dello spettacolo. Quello vero.

Già hanno ridotto a tre giornate i test pre campionato, non permettendo di svolgerne altri durante l'anno se non a fine stagione, con il contentino ad Abu Dhabi. Questo è un altro aspetto su cui tutti in F1 dovrebbero soffermarsi, la mancanza di test è la cosa più assurda che ci possa essere perché toglie ai piloti la possibilità di affinarsi, soprattuto per i debuttanti, con ovvie ripercussioni sui Gran Premi. Quindi cosa vuole Liberty Media? Un sempre maggior numero di gare, e sono arrivati a 23, e lo spettacolo che deve sempre prevalere su tutto. Che poi, come accade per ogni cosa, più ci si abbuffa e più la gente finisce per stancarsi se l'evento tanto atteso diventa routine togliendovi quella patina di emozione che invece deve rimanere unica.

Chissà, magari cancelleranno le prove del venerdì per far disputare una mini gara sprint... anticipo della corsa sprint a sua volta anticipo del Gran Premio. Oppure si arriverà a ribaltare gli schieramenti di partenza, con l'ultimo in pole. Attenzione perché c'è il rischio di trasformare il motorsport in una barzelletta se si continua di questo passo. Non ci pare che lo sport più seguito al mondo, il calcio, abbia subìto negli anni stravolgimenti particolari. La partita è sempre quella, 90 minuti (con recupero più o meno lungo) e stop. Non c'è bisogno di ulteriori show da circo che la precedono. 

Nel motorsport si arriverà a cancellare la 24 Ore di Le Mans perché troppo lunga? Perché i giovanissimi, come sostengono nei piani alti di Liberty Media, hanno una attenzione sugli avvenimenti che supera pochi minuti ? Beh, forse sarebbe meglio pagare una batteria di psicologi che lavori su questi giovanotti (e magari anche sui loro genitori) piuttosto che adeguarsi a chi non riesce a staccarsi dal telefonino e non ha la concentrazione per vivere un evento nella corretta maniera... Ma chi espone la propria contrarietà a questo "andazzo", viene bollato come conservatore. Attenzione, cosa ben diversa dai cosiddetti passatisti, quelli per cui tutto ciò che è storia è migliore dell'oggi, e di certo non ci rappresentano. 

Concludiamo con l'analisi dell'audience televisiva Sky e TV8 sulla MotoGP. La tanto esaltata gara Sprint, ha richiamato meno della metà dei telespettatori che hanno seguito la corsa vera. E questo già dice molto su quel che pensa il pubblico su questa bulimia che si vuole trasportare nel motorsport.