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7 Mar 2020 [17:33]

Alla scoperta di Deledda:
"Il mio sogno? Prendere un punto"

Massimo Costa - Dutch Photo

Alessio Deledda, chi è costui? La domanda circolava nell'ambiente del motorsport quando a sorpresa il ragazzo romano è apparso al via del campionato internazionale di F3. Praticamente nessuno lo conosceva, alle spalle non c'era il solito curriculum che contraddistingue i piloti che si cimentano in questa categoria, e anche in Italia le informazioni si fermavano a una stagione nella F4 Italia 2018 svolta senza troppe pretese, per vedere come andava. Ma prima, pagine bianche.

Quel che a Deledda non manca è il coraggio e vi spieghiamo perché. Lui ha sempre avuto una incredibile passione per il motorsport, ma in famiglia, benché il padre fosse un appassionato delle due ruote, lo si riteneva uno sport troppo pericoloso. Così, Alessio si sfogava nelle palestre romane tirando di boxe. Finché, un bel giorno, a 21 anni ha potuto noleggiare una moto e andare a girare su qualche circuito. Dai e dai, ha iniziato a conoscere le persone dell'ambiente amatoriale fino ad arrivare al titolare di una squadra che lo ha voluto per correre nel National Trophy Supersport 600. Non è stato affatto facile, le cadute non sono mancate, e dopo una bella riflessione è arrivata l'idea di provarci con le monoposto, partendo dalla F4.

Alessio aveva già 23 anni, lo si poteva considerare un gentleman completamente privo di esperienza. Con Technorace ha partecipato al campionato italiano pieno di giovanissimi agguerriti, che gareggiavano da quando di anni ne avevano sette-otto ed avevano alle spalle tantissime stagioni di alto livello nel karting. Deledda ha faticato, ma ha capito che quella delle monoposto era la strada giusta. Come detto il coraggio non gli manca e così, per il 2019, ha deciso di insistere con le formule organizzando un doppio programma: nel FIA F3 con Campos e nella Eurocup Renault con GRS oltre a qualche gara nel meno competitivo italiano Trophy F2. Anche il 2019 si è rivelato complicato e non poteva essere diverso, soprattutto in F3 dove si gira molto poco. Ma non si è fatto mancare niente ed ha preso il via anche alla prova di Macao, dove tutto sommato se l'è cavata bene.

Finché non è arrivato il 2020 e l'idea di continuare a recuperare i chilometri perduti in gioventù correndo nella F3 Asia, e di confermare la sua presenza nella F3 sempre con Campos. Nei recenti test di Sakhir, come d'incanto Deledda ha iniziato a girare sui tempi dei piloti di centro gruppo. Ottimo segnale. A questo punto, diamo la parola ad Alessio che ci racconta la sua incredibile storia:

"E' vero, i test FIA F3 sono andati abbastanza bene, c'è stato un miglioramento nelle prestazioni che, devo dire, è arrivato a partire dall'ultima qualifica della F3 Asia, categoria che si è rivelata una ottima palestra di allenamento. Ho potuto scoprire nuovi circuiti ed ho lavorato con un team di elevata qualità quale è la Hitech e poi avevo compagni di squadra forti come Mazepin o Sasahara che aveva vinto il titolo 2019, dai quali ho potuto apprendere molto osservano i loro onboard. Ai test di Sakhir del FIA F3, le prime due giornate le ho trascorse per trovare gli assetti giusti e per trovare il giusto feeling con l'ingegnere, diverso da quello avuto nel 2019. Alla fine, nel terzo giorno, ho segnato con gomme nuove e in condizioni di qualifica un buon tempo e questo è stato confortante. La scorsa stagione proprio in qualifica faticavo molto a trovare subito il giusto passo, non sfruttavo a dovere le gomme, e quindi i miei tempi non erano buoni. Ma in gara riuscivo a tenere il passo del gruppo".

Per il 2020, Deledda non affronterà un secondo campionato: "Mi concentrerò esclusivamente sulla F3. Lo scorso anno è stato molto impegnativo per me. Il livello del FIA F3 e della Formula Renault Eurocup era alto, faticavo a tenere il passo dei migliori e tutto ciò era decisamente stressante. Non riuscivo ad esprimermi come volevo, stare sempre in ultima posizione mi innervosiva e questo finiva per peggiorare le cose. Ero molto scoraggiato, ma sapevo che sarebbe andata così considerata la mia inesperienza, quindi mi facevo forza e pensavo che prima o poi avrei compiuto un passo in avanti. Perché ho deciso di passare dalla F4 subito al FIA F3? Perché volevo subito confrontarmi con i migliori avendo già 25 anni, non c'era tempo da perdere. Per il 2020 l'obiettivo è quello di provare a prendere almeno un punto, sarebbe una soddisfazione immensa. In tutto questo, voglio ringraziare oltre alla mia famiglia e a chi mi segue in questa avventura, Enrico Toccacelo, ex pilota, che mi fa da coach e mi sta dando un grande aiuto"
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