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29 Ott 2019 [10:41]

Alla vigilia dei 100 GP in F1,
Verstappen deve ancora maturare?

Jacopo Rubino

"Avevamo una macchina in grado di vincere", ha sottolineato il team principal Christian Horner. In Messico, in effetti, la Red Bull ha parecchio da rimpiangere: Max Verstappen poteva centrare il terzo successo consecutivo su questo circuito, invece le cose hanno preso una piega sbagliata dopo la pole-position letteralmente gettata al vento. E si è riacceso qualche dubbio sulla reale maturazione del pilota olandese, che fino alla pausa estiva aveva disputato una stagione quasi impeccabile, ricevendo i giusti applausi.

L'episodio determinante in negativo, per Max, è stato la foratura dopo il sorpasso a Valtteri Bottas: "Mi è servito un giro intero per tornare ai box, poi sono stato costretto a percorrere 66 passaggi con le gomme dure. Fino a lì ero ancora in lotta". L'imprevisto, per certi versi, è sempre figlio della penalità di 3 posizioni per la svista (o bravata?) di sabato, quando Verstappen ha tenuto giù il piede nonostante le bandiere gialle sventolate all'ultima curva per il crash dello stesso Bottas. Un approccio sprezzante, quasi rivendicato dalle parole pronunciate in conferenza stampa, che non è piaciuto agli addetti ai lavori, e nemmeno ai colleghi più navigati quali Sebastian Vettel e Lewis Hamilton.

Ai microfoni di Ziggo Sport, questa volta, persino papà Jos ha ammesso: "A volte Max parla troppo apertamente, è il suo modo di essere, ma non sembra sempre quello giusto in uno sport ad alto livello. È positivo che sia sempre così diretto, ma questa volta non avrebbe dovuto dire nulla. La vedo però come un'altra occasione per imparare".

Senza la penalità, forse, l'alfiere Red Bull non si sarebbe trovato ai ferri corti con Hamilton alla prima curva, perdendo terreno ("sono dovuto andare sull'erba per evitarlo"), e non avrebbe dovuto compiere quella manovra su Bottas, sì spettacolare, ma che ha innescato la fatidica foratura. Siamo, ovviamente, nel campo delle congetture. "Per come sono andate le cose, il sesto posto non è nemmeno un brutto risultato", ha comunque rimarcato.

Ad essere concreti, invece, sono i numeri. Da quando il rookie Alex Albon è stato promosso sulla RB15, in Belgio, ha ottenuto più punti del celebrato compagno di squadra: 58 contro 39. Il thailandese ha chiuso in top 10 l'ottava gara consecutiva, striscia già iniziata in Toro Rosso, Max viene invece dai contatti al via con Kimi Raikkonen e Charles Leclerc, in Belgio e Giappone, senza dimenticare le peripezie di Monza. E adesso il pasticcio messicano. Ad Austin toccherà il traguardo dei 100 Gran Premi in carriera: ne serviranno altri per completare la crescita?
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