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27 Feb [10:57]

Analisi tecnica Alfa Romeo C42
Airbox sdoppiato e doppio Push Rod

Michele Montesano - XPB Images

Finalmente è stata presentata anche l’ultima monoposto della stagione 2022 di Formula 1: l’Alfa Romeo C42. Seppur l’abbiamo già potuta ammirare nel corso dei test pre stagionali del Montmelò, l’Alfa ha girato sempre nella sua livrea mimetica. La C42 mostra immediatamente una forte personalità, è l’unica monoposto ad adottare lo schema sospensivo Push Rod sia sull’asse anteriore che al posteriore. Inoltre in Sauber sono ritornati al concetto di airbox sdoppiato, soluzione che garantisce una minore resistenza aerodinamica.

Muso lungo e ala a cucchiaio da Outwash

Nella vista frontale la C42 presenta un musetto molto lungo che si unisce ai 3 flap dell’ala anteriore. Il profilo principale, nella versione osservata nei test, invece resta slegato e con un bordo d’attacco molto ondulato.



Se nella zona centrale è a cucchiaio, man mano che si procede verso l’estremità questo chiude a ricciolo. Tale soluzione permette di creare il giusto carico aerodinamico al centro per poi ‘scaricarsi’ ai bordi che, in sinergia con gli upper flap, creano un Outwash spostando l’aria al di fuori della sagoma della monoposto.



Da notare che la prima sezione del musetto presenta dapprima un rigonfiamento per poi creare una concavità, il tutto per evitare il blocco in punta dei flussi e dopo indirizzarli verso la zona dell’abitacolo.

Push Rod con triangolo superiore disallineato

Sull’Alfa Romeo è stato confermato lo schema Push Rod sull’avantreno. Tuttavia il triangolo superiore presenta i suoi bracci disallineati. Quello anteriore si influcra nel punto più alto della scocca, mentre il posteriore è ancorato decisamente più in basso.



Come sulla Red Bull RB18, questo schema dovrebbe garantire un abbassamento dell’avantreno in fase di frenata migliorando l’assetto aerodinamico anche nelle curve lente. Il braccio dello sterzo è posizionato in basso e disallineato al triangolo inferiore, di forma convenzionale, per generare un soffiaggio verso il corpo vettura. La presa d’aria dei freni è compatta e ben integrata nel deflettore che attornia gli pneumatici anteriori.

Airbox sdoppiaro e pance con sottosquadro

Della Sauber colpisce immediatamente l’airbox sdoppiato, già utilizzato dal team elvetico fino al 2018. Tale soluzione garantisce una buona penetrazione aerodinamica, una maggior facilità costruttiva e, di conseguenza, progettuale ed economica. Inoltre la sommità del cofano motore presenta una forma più snella, dovuto anche al compattamento della Power Unit Ferrari, e una vistosa pinna verticale che si protende fino allo scarico.



L’ingresso delle pance è ampio, mentre la conformazione iniziale è piuttosto squadrata. I fianchi creano un generoso sottosquadro formando così una seconda canalizzazione che va ad alimentare il fondo piatto.



Nella vista laterale si può notare un andamento delle pance molto lineare, segno che i radiatori sono stati posizionati quasi orizzontalmente. Ad aiutare lo smaltimento del calore ci pensano anche le branchie sopra il cofano motore, in stile Aston Martin.



Ampia cura è stata dedicata al marciapiede del pavimento della C42, anche se questo nella presentazione è dotato di un bordo seghettato mentre nei test era decisamente più elaborato. Ricordiamo che sul tracciato del Montmelò il fondo piatto ha dato non pochi grattacapi agli ingegneri svizzeri. Infatti l’Alfa Romeo è stata una delle vetture che ha maggiormente subito il fenomeno del “porpoising” facendo sobbalzare la monoposto in pieno rettilineo (per maggiori dettagli leggi l’articolo QUI).



Posteriore Push Rod Made in Sauber

A Hinwil è stato scelto di disegnare e realizzare in autonomia la sospensione posteriore e, di conseguenza, anche la scatola esterna del cambio. Ciò ha permesso alla squadra svizzera di adottare uno schema Push Rod, a differenza di Ferrari e Haas che sono rimaste sul Pull Rod.



Il puntone si infulcra molto in alto, proprio come il triangolo superiore che si ancora addirittura al doppio pilone a supporto dell’ala posteriore. Ovviamente anche il triangolo inferiore è rialzato per lasciare ampio spazio allo scivolo dell’estrattore, migliorando così l’efficienza aerodinamica.



L’alettone posteriore vede un mainplane a cucchiaio, mentre il flap mobile del DRS presenta un un taglio a V centrale per alleviare la pressione che agisce su di esso. Non può mancare la doppia beam-wing utile a incrementare la deportanza generata dall’estrattore del fondo piatto.

I tecnici della Sauber hanno messo in pista una monoposto molto coraggiosa, decidendo di ‘slegarsi’ dalla Ferrari in alcune soluzioni. Tali scelte però potrebbero rivelarsi controproducenti in termini di messa a punto e affidabilità. Lo si è potuto constatare nella tre giorni di test di Barcellona, dove la C42 ha percorso solamente 175 giri. Sicuramente in Sauber sapranno già dove intervenire per apportare le giuste correzioni, anche se i test del Bahrain suonano già come un esame di riparazione.

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