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4 Feb 2022 [22:04]

Analisi tecnica Haas VF-22
La prima della specie ad effetto suolo

Michele Montesano

La Haas ha battuto tutti sul tempo mostrando le linee della VF-22, la prima monoposto della nuova era della Formula 1. Disegnata da Simone Resta, la vettura americana può essere una cartina tornasole di come saranno le linee dello schieramento 2022. Seppure in versione base, e con numerosi particolari opportunamente occultati, la Haas ha presentato alcune soluzioni interessanti.

Ala con Outwash e muso corto

La VF-22 presenta un musetto corto e squadrato che si unisce all’alettone anteriore a partire dal secondo profilo. Infatti, seppur questa sia una versione provvisoria, il profilo principale resta ‘slegato’ e non collegato al muso con dei piloncini. Tale soluzione può permettere una flessione dell’ala, magari alle alte velocità, per generare uno stallo in favore di una maggiore velocità di punta.



I tecnici Haas hanno optato per un alettone con 4 profili (numero massimo consentito dal regolamento) con l’ultimo flap che presenta una svergolatura alle estremità ricreando l’effetto Outwash, ovvero indirizzano i flussi verso l’esterno del corpo vettura. Da notare anche un piccolo nolder sulla paratia verticale, quest’ultima presenta delle soffiature anche per accelerare i flussi in questa zona così nevralgica. A parte il musetto, per ora privo di S-duct, vedremo sicuramente altre novità sull’anteriore.

Sospensione anteriore Push Rod e nuovi copricerchi

Contrariamente a quanto si vociferava, sull’asse anteriore è stata confermata la sospensione con schema Push Rod. Seppur in maniera limitata rispetto al passato, i triangoli hanno anche una funzione aerodinamica ben precisa. Nello specifico quello inferiore, collegato al centro del portamozzo, ha il compito di convogliare aria verso i canali Venturi posti sotto le pance.



Mentre quello superiore, assieme al tirante dello sterzo, crea un soffiaggio per accelerare i flussi verso le bocche dei radiatori. Sicuramente c’è qualche elemento da occultare all’altezza del vanity panel, poiché le sospensioni si infulcrano direttamente nel telaio.



Presenti i deviatori di flusso utili per pulire le turbolenze generati dal rotolamento degli pneumatici anteriori. Mentre nella parte inferiore è presente un flap con le medesime funzioni. I copri cerchi non sono più piatti, come nella versione provvisoria vista nei test di Abu Dhabi, ma con un canale e diversi fori per migliorare lo smaltimento dell’impianto frenante.

Airbox triangolare e fianchi snelli

Nella vista frontale si può notare l’ingresso delle pance in posizione rialzata, per lasciar spazio al cono anti-intrusione, e molto piccole. Inferiormente ampio spazio per le canalizzazioni Venturi che andranno ad alimentare il fondo piatto, queste però sono state opportunamente semplificate per la presentazione.



L’airbox è di forma triangolare, proprio come quello della futura Ferrari F1-75, con al suo interno due canalizzazioni per alimentare sia la componente endotermiche che elettrica della Power Unit.



Nella vista dall’alto si nota l’andamento delle pance laterali, con il gruppo motopropulsore che è stato montato al centro vettura (vicino l’abitacolo) per poter creare una zona coca cola più ampia. La carrozzeria segue le forme delle masse radianti per poi stringersi e chiudersi verso il basso, lasciando un canale inferiore che andrà ad alimentare lo scivolo dell’estrattore.

Sospensione posteriore Pull Rod e diffusore ben nascosto

Con una trasmissione allungata, per snellire ulteriormente la sagoma della VF-22, lo schema sospensivo posteriore presenta il classico Pull Rod. I triangoli ora sono in posizione rialzata per non interferire con lo scivolo del fondo piatto, per regolamentare più ampio e generoso.



Lo scarico centrale unico passa attraverso il doppio pilone di sostegno dell’alettone posteriore. Questo presenta una forma ancora scolastica e, addirittura, privo del sistema DRS.



Il diffusore, ovviamente ancora provvisorio, ha una forma squadrata e poco sviluppata, a differenza dei flap che accerchiano le prese dei freni. Fondamentale la nuova beam-wing, il profilo inferiore dell’alettone, che avrà il compito di incrementare l’efficienza dell’ala e soprattutto dell’estrattore. Secondo indiscrezioni, il passo della VF-22 è leggermente più corto rispetto ai 3600 mm limite imposti dal regolamento.



L’obiettivo stagionale per il team Haas, che denota una forte impronta italiana (con progettazione a Maranello e realizzazione del telaio in Dallara), è di schiodarsi dall’ultima posizione e risalire a centro gruppo.

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