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27 Ago 2019 [18:42]

Anteprima Spa - McLaren,
la rivoluzione di Brown è servita

Massimo Costa

La rivoluzione voluta da Zak Brown sta dando frutti importanti nel mondiale 2019. Dopo la deludente stagione 2018, la prima col motore Renault, la McLaren quest'anno si è arrampicata al quarto posto nella classifica costruttori ed ha già un bottino di 82 punti. Soltanto 12 mesi fa, il team di Woking aveva totalizzato 62 punti in tutto l’arco della stagione. Il direttore tecnico James Key, arrivato dalla Toro Rosso a marzo dopo il solito periodo di “gardening” (l’accordo era stato raggiunto nel luglio 2018), si è ritrovato la vettura già bella e pronta, ma indubbiamente gli sviluppi portati da colui che è ritenuto uno dei migliori ingegneri emergenti, sono sempre stati azzeccati e i passi in avanti compiuti dalla vettura sono evidenti.

L’arrivo di Key ha portato alle dimissioni di Matt Morris mentre già nell’aprile 2018 se ne era andato Tim Goss, entrambi ritenuti responsabili delle fallimentari monoposto realizzate in precedenza e (come si è saputo successivamente) del pessimo rapporto tenuto con gli ingegneri Honda. La MCL34 è stato il canto del cigno di Goss e Morris, il loro ultimo progetto. Una vettura che aveva dimostrato di soffrire i tracciati misto-veloci, come l’Hungaroring, ma come detto sopra, gli sviluppi portati hanno fatto la differenza un po’ ovunque, come dimostrano i risultati.

La piazza pulita di Brown ha coinvolto anche il reparto piloti: via Fernando Alonso, via Stoffel Vandoorne, spazio a Carlos Sainz e al debuttante Lando Norris. Rimane il dispiacere di non aver potuto verificare il reale valore del belga, un vincente nelle serie minori che ha affrontato, ma che con la McLaren si è come inceppato. Sainz è un rullo compressore, a punti in otto gare sulle dodici disputate e soprattutto costantemente nella top 10 nelle ultime cinque corse con due quinti posti conquistati a Hockenheim e Budapest. Norris deve fare i conti con la sua prima esperienza nel mondiale, ma ha già lasciato il segno entrando nella Q3 della qualifica nove volte su dodici (tre in più di Sainz), mentre i punti li ha presi in cinque occasioni.

Poi, c’è la presenza di Andreas Seidl, un team principal con i fiocchi, altra mossa vincente di Brown. Seidl è arrivato dalla Porsche LMP1 e sta mettendo in campo la sua precisione, la sua esperienza affiancando il direttore sportivo Gil De Ferran, ex pilota Indycar arrivato alla McLaren nel luglio 2018. Insomma, Brown ha messo insieme una squadra decisamente forte, con una ottima proiezione sul futuro, cosa che non gli era riuscita prima, con una gestione quasi improvvisata. Sainz rimane con i piedi per terra e non ha dubbi che, nonostante i convincenti risultati segnati, la McLaren per il resto della stagione dovrà comunque giocarsela duramente con i rivali di centro gruppo per mantenere il quarto posto tra i costruttori
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