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27 Ago 2019 [13:43]

Anteprima Spa - Toro Rosso, con il
ritorno di Gasly, equilibrio da scoprire

Massimo Costa

Il destino della Toro Rosso è quello di allevare i giovani piloti selezionati da Helmut Marko, svezzarli per portarli, chissà un giorno, nel team principe Red Bull. Non solo piloti però, perché lo scorso anno oltre a “tirare su” Pierre Gasly e Brendon Hartley, ha svezzato il motore Honda offrendo ai giapponesi una nuova metodologia di lavoro subito apprezzata a Tokyo. Un banco di prova importante in vista del passaggio motoristico sulla Red Bull, con i risultati che oggi tutti vediamo.

La squadra con sede a Faenza, perso il validissimo direttore tecnico James Key (finito alla McLaren) e sostituito da Jody Eggington, ha iniziato il mondiale con un cavallo di ritorno quale è Daniil Kvyat ed un debuttante di nome Alexander Albon, terzo nel campionato F2 dello scorso anno. E proprio l’alto ragazzo anglo-thailandese si è rivelato una lieta sorpresa per il modo di affrontare le corse da vero combattente, per la velocità mostrata e la concretezza ottenuta sul campo. Albon è finito a punti cinque volte cogliendo il miglior risultato nel caotico Gran Premio di Hockenheim, sesto alla bandiera a scacchi. Non male proprio. A Silverstone ha anche centrato la Q3 in qualifica, cosa notevole considerando che sul tracciato inglese a cavarsela sempre bene sono i piloti col “pelo”.

Kvyat da parte sua, ha iniziato ad affrontare la seconda parte della sua carriera (come ha voluto chiamarla lui stesso) con un rinnovato entusiasmo, come se tutte le polemiche quando correva in Red Bull, il licenziamento subìto da Marko, fossero episodi brutali cancellati. Fortificato dal recente arrivo di una figlia avuta dall’erede del tre volte iridato Nelson Piquet, Kyvat proprio il giorno successivo alla nuova veste di papà è salito sul terzo gradino del podio a Hockenheim, la corsa più pazza dell’anno che, come detto, ha esaltato anche Albon e naturalmente la strategia vincente nel cambio gomme della Toro Rosso. Prima del GP tedesco, il pilota russo aveva colto la zona punti in tre occasioni e il suo miglior risultato consisteva in una settima posizione a Montecarlo. Quattro volte in top 10 invece, in qualifica.

Franz Tost, però, ora dovrà fare i conti con l'arrivo di PIerre Gasly. In che condizioni mentali sarà il francese? Rappresenterà un peso per la Toro Rosso o porterà nuove motivazioni? Soltanto la pista, il cronometro, ce lo diranno.  La STR14 a motore Honda è una buona macchina, ma almeno da quel che si è visto fino ad ora, non tale da poter ambire al quarto posto nella classifica costruttori. Il doppio risultato del GP di Hockenheim ha permesso alla Toro Rosso di compiere un gran balzo in avanti in tale graduatoria ed adesso è quinta con 43 punti, addirittura davanti alla Renault. Non le resta che proseguire su questa via benché non sia facile poter pensare di riuscire a contenere la stessa Renault e l’Alfa Romeo nei prossimi appuntamenti.
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