F4 CEZ

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23 Lug 2026 [12:42]

Antonio Errigo si racconta
Dalla Calabria all'Europa intera

Davide Attanasio

Tra qualche giorno, il 26 luglio, compirà 16 anni. Ha ancora il viso da bimbo, Antonio Errigo, ma nella testa e nelle intenzioni è già un ragazzo che sa il fatto suo. Di Roccella Jonica, comune di 6000 anime nella provincia di Reggio Calabria, nello stesso luogo la sua famiglia porta avanti una tradizione secolare: quella di Rupes, amaro digestivo pluripremiato a livello internazionale.

Al momento, Antonio guida per il team Technorace di Alessandro Perullo, e porta il nome degli Errigo e dell'azienda nelle piste dell'Europa centrale. La sua carriera in Formula 4, ancora agli albori, è iniziata con due gare nella F4 italiana a fine 2025.



Successivamente, Technorace ha deciso di giocarsi la carta della F4 CEZ, e fino a questo momento non si può dire che sia andata male. Assieme al suo compagno, Francesco Pio Coppola, il team ha collezionato 94 punti, equamente spartiti tra i due che occupano l'11esima (Coppola) e la 12esima (Errigo) posizione nella classifica piloti.  

Dopo aver parlato con Francesco Pio, abbiamo avuto l'opportunità di fare qualche domanda anche ad Antonio. Tra passato, presente e futuro, il ritratto del giovane calabrese è sfaccettato. Con sé, ha la freschezza della gioventù e l'ardente volontà di continuare a fare strada.



Buon pomeriggio, Antonio. Inizierei con un ricordo per Claudio Ciuffetelli, venuto a mancare una decina di giorni fa. Sapevo fosse il tuo meccanico...

"Non era solo il mio meccanico. Era una persona molto speciale per me, con un rapporto che andava oltre quello del semplice "meccanico-pilota". Era un amico, una persona veramente magnifica. Dopo un mio bel risultato era sempre il primo a venirsi a congratulare con me, e delle volte era anche più felice del sottoscritto. Ieri (martedì; ndr) ero a Cremona per un test, e la sua mancanza si è avvertita molto; è proprio un'altra cosa..."

Adesso, una domanda "di rito". Chi è Antonio Errigo?
"La mia carriera è iniziata per caso. Un giorno, con la mia famiglia eravamo andati a Bianco, un paesino della Calabria più o meno vicino a casa mia, e dopo aver mangiato volevamo farci un giro in questa pista di go-kart. Quando siamo arrivati, però, abbiamo visto le luci spente, e pensavamo che la pista fosse chiusa. Mentre ce ne stavamo andando, le luci si sono accese, e nonostante fosse tardi ci hanno permesso di provare. Non appena sono salito sul kart, me ne sono innamorato al punto che non volevo più scendere".

"Dopo quel giorno, mio padre (Francesco Errigo; ndr) ha continuato a portarmi su quella pista, e poi ha deciso di comprarmi un kart 50. In quel momento avevo 7 anni, e di norma a quell'età il mezzo più indicato sarebbe stato un sessantino. Con il 50, ho seguito il programma EasyTraining di Sabino de Castro. Una volta sul 60 EasyKart, ho disputato gli Internazionali sulla pista di Siena. Non ricordo granché di quella gara, ma una cosa mi è rimasta impressa: un bruttissimo incidente a seguito del quale a un ragazzo hanno dovuto asportare la milza. Nonostante tutto, è stato un bel weekend in cui ho ottenuto buoni risultati. Con il 60 Mini, invece, ho fatto il regionale in Calabria vincendolo, e poi per un solo anno ho disputato alcune gare dell’italiano con la squadra di Juri Serafini. Non avevo fatto granché bene, però mi sono sempre qualificato a tutte le gare occupando una posizione tra i primi 20/30. In seguito, ho fatto alcune gare del campionato IAME X30, e specialmente nel primo round a Sarno feci molto bene. Dopodiché, mio padre ha acquistato un 125 X30. Ho vinto nuovamente il regionale, ma non ho mai gareggiato a livello nazionale, fatta eccezione per un weekend a La Conca nella categoria OK-N Junior".

"Successivamente, giunse il momento di un test con una Formula 4 di seconda generazione. Il primo in assoluto che feci fu a 13 anni nel luglio 2024, con Harp Racing a Magione. Fu un'esperienza bellissima in cui mi divertii tanto. Il mio percorso con Technorace è invece iniziato alla fine del 2024. Inizialmente testai a Varano, Cremona e Misano, luogo del primo Kateyama ufficiale, per poi effettuare un denso programma lungo tutto il 2025".



Fino all'esperienza di Misano nella F4 italiana, tuo debutto ufficiale in monoposto.
"Esatto. È stato veramente un weekend difficile, il livello era altissimo e in più era la mia prima esperienza in F4. Non avevo dimestichezza con le partenze, con le dinamiche di gara... Ma proprio perché difficile è stato molto formativo".

Hai disputato 10 gare in monoposto. Quale la più bella?
"La gara più divertente e al contempo bella è stata la prima della F4 CEZ al Red Bull Ring, perché partivo ultimo e ho recuperato più di dieci posizioni. Mi sono piaciute le battaglie, e quella sensazione di rimonta è stata molto piacevole".



Ecco, la F4 CEZ. Come valuti la prima parte della tua stagione?
"È stata un po' sfortunata. Soprattutto al Red Bull Ring, eravamo competitivi, ma non ho potuto fare la qualifica per via di un problema elettrico, e questo ha condizionato l’intero fine settimana, dove ho perso tanti punti. Detto della prima, anche nella seconda gara stavo recuperando molto, ma a seguito di un contatto ho forato e sono finito nelle ultime posizioni. Nella gara finale, invece, ho rotto l'ala dopo un altro contatto in partenza e sono dovuto tornare ai box. Abbiamo cambiato l'ala, poi fortunatamente c'è stata una safety-car e sono riuscito a recuperare molte posizioni, arrivando proprio dov'ero partito".



"Per quanto riguarda il Salzburgring, mi aspettavo che la pista fosse meno divertente. Al simulatore non mi sembrava granché, ma girandoci - e soprattutto in gara - si è dimostrata l’opposto. Sono stato coinvolto in tante lotte e l’ho apprezzato molto. Lo Slovakia Ring era una pista molto difficile, e all'inizio del weekend non pensavo di essere competitivo; nei test eravamo leggermente più arretrati del normale. In qualifica però ci siamo sistemati, ed è arrivato un quarto posto nella batteria in cui ero inserito. In gara ho perso qualcosina, ma sono state discrete finendole in top-10".



La prossima settimana si ricomincia. Qual è, se c'è, il tuo obiettivo di qui alla fine?
"L'obiettivo è sempre vincere, ma il vero obiettivo è dare sempre il massimo. Questa è la cosa importante: fare il massimo per le possibilità che si hanno. Most (il prossimo appuntamento; ndr) è l'unica pista dove a inizio anno abbiamo potuto fare dei test, e tra i presenti sono risultato il più veloce. Le aspettative sono alte, ma bisogna vedere cosa succede in gara perché è tutta un'altra cosa. La pista è molto bella, la più bella del campionato tra quelle dove ho girato".

A proposito di test, ne avrai fatti a centinaia. Cosa fa Antonio Errigo quando non guida?
"Faccio tante cose. Quando sono qui a Roccella, innanzitutto mi preparo al meglio per i test: vado in palestra sei volte a settimana e mi alleno circa due ore al giorno al simulatore. Soprattutto in estate, poi, c’è un mare bellissimo, quindi ci vado quasi tutti i giorni e mi diverto. Vado a scuola nel comune limitrofo di Gioiosa Jonica e va tutto bene. Ho finito con una media più o meno del 9 quindi sono soddisfatto. Quando mi capita di frequentare, cerco di stare il più attento possibile cosicché debba studiare di meno fuori. Tralasciando le assenze sportive, non ne ho accumulata neanche una".

In pista hai conosciuto tante persone. Con quali piloti/meccanici hai legato di più?
"Tra i piloti, sicuramente ho legato con Francesco (Pio Coppola; ndr). È il mio compagno di squadra e siamo sempre insieme. Poi, sono molto amico con Busso (Ludovico; ndr): correvamo assieme nei kart nella 60, e da quel momento siamo rimasti amici. Giochiamo sempre insieme al simulatore, e anche nei weekend di gara ogni tanto ci incontriamo e parliamo. A livello di meccanici, nel team in cui mi trovo siamo tutti amici. Technorace è come una famiglia".



Ho letto che il tuo soprannome è "Bacamacchi". Inoltre, hai un casco bellissimo..."
"Bacamacchi" non è un vero e proprio soprannome, ma un termine che aveva inventato mio nonno tanto tempo fa. "È la squadra Bacamacchi, noi siamo la Bacamacchi", diceva mio nonno. È molto difficile da spiegare perché in realtà non so neanch'io come sia nata questa cosa, però è rimasta in tutta la famiglia e la porto con me. Mio nonno è venuto a mancare, e per ricordarlo portiamo la Bacamacchi ovunque. Per quanto riguarda il casco, ce l’ho da sempre. Da quando sono in macchina è stato leggermente modificato, l'uccello è più cattivo. Questo stile di casco è nato quando ero piccolo, perché sul telefono di mio padre giocavo sempre ad Angry Birds, e quando abbiamo dovuto scegliere come fare il casco mio padre mi ha proposto quest'idea e mi piacque subito".

Pensi anche tu a un futuro in Euroformula Open come Coppola? Magari con Technorace?
"Sinceramente, non ho ancora nessuna idea per il futuro. È ancora la mia prima stagione di F4 e l’unica cosa che so è che devo fare del mio meglio. Impegnandomi al massimo, magari, potrebbe aprirsi qualche strada. Dipenderà molto anche dal budget e dagli sponsor che riusciremo a trovare".


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