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18 Set 2016 [7:45]

Austin - Gara
Audi veloce, Porsche vincente

Marco Cortesi

Sono diventate cinque, su sei round disputati, le vittorie della Porsche nel Mondiale Endurance 2016. Anche nell’appuntamento di Austin, è andato in scena il solito copione: la casa di Stoccarda ha potuto capitalizzare dalle disavventure delle Audi R18, che sembravano sulla pura velocità avere un consistente vantaggio. A conquistare la loro terza affermazione consecutiva, che li rilancia nuovamente nella corsa al titolo, è stato il trio campione in carica Webber-Hartley-Bernhard.

Le fasi iniziali avevano visto comandare dalla pole l’Audi numero 8, condotta da Lucas Di Grassi, Oliver Jarvis e Loic Duval, ma un problema di natura elettrica nel corso della terza ora ha fermato il francese in pista, costringendolo ad effettuare un riavvio dei sistemi e facendogli perdere il treno della lotta per il successo. Solo un recupero furioso di Di Grassi, che ha passato la Toyota di Conway-Sarrazin-Kobayashi nel finale, ha assicurato ai quattro anelli almeno la consolazione del secondo posto.

Ancora più rabbia comunque per la vettura gemella di Benoit Treluyer, André Lotterer e Marcel Fassler, che aveva ereditato il comando. Prima un pit-stop effettuato dalla Porsche in situazione di Full Course Yellow (mentre tutti gli altri erano entrati con bandiere verdi) ha messo davanti Hartley e loro al secondo posto. Poi, il rientrante Treluyer, che tentava di rimontare, è finito nelle barriere quando ormai era calata lo oscurità completa, toccandosi con una delle Ford GT e perdendo sei giri per le riparazioni. Poca visibilità per la seconda Porsche di Dumas-Jani-Lieb, quarta dietro la Toyota e sotto di un giro, mentre la Casa delle tre ellissi può essere soddisfatta per un distacco contenuto, sotto la bandiera a scacchi, in soli 26”.

In LMP2, successo di casa un po’ come avvenuto in Messico. A trionfare è stata l’Alpine-Oreca ufficiale dell’americano Gustavo Menezes, di Nicolas Lapierre e Stéphane Richelmi, arrivati ad una sospirata prima vittoria 2016. Il trio della scuderia transalpina ha consolidato la propria prima posizione in classifica e preceduto proprio i vincitori di Mexico City di casa RGR Sport, Gonzalez-Albuquerque-Senna, oltre ai piloti del G-Drive Racing, che partivano dal fondo per una penalizzazione in qualifica (track limits). Da sottolineare il quarto posto, con la BR01 del team SMP, per Maurizio Mediani insieme a Nicolas Minassian. Ritiro invece, per la rottura della sospensione posteriore sinistra per l'Oreca del team Manor e Rao-Bradley-Merhi.

Davvero poco da segnalare in GTE-Pro dove, nonostante gli aggiustamenti regolamentari (il BOP ha solo compensato la differenza di altitudine con il Messico), l’Aston Martin ha dominato. A vincere sono stati Nicki Thiim e Marco Sorensen, che si sono rifatti della loro sfortuna in centro-america prendendo anche la vetta del campionato nei confronti del compagno di scuderia Darren Turner. Al secondo e terzo posto una gara relativamente lineare ha portato sul podio le Ferrari 488 di Calado-Bruni e Rigon-Bird, mentre all’appuntamento di casa le Ford hanno collezionato un quarto posto come miglior risultato con Franchitti-Priaulx-Tincknell. Peccato per la serie di problemi, a partire dal condizionatore rotto, abbia messo KO l’esemplare che nutriva qualche residua speranza di classifica con Stefan Mucke ed Olivier Pla.

Dopo un inizio “zoppicante” è arrivato un dominio Aston Martin anche in GTE-Am, con Pedro Lamy ancora grande protagonista insieme a Paul Dalla Lana e Mathias Lauda. La Porsche del team KCMG con Ried-Henzler-Camathias ha conquistato il secondo posto davanti alla Corvette Larbre, con Ragues-Viljoen e Jordan Taylor. Poca fortuna per la 911 di Heinemeier Hansson-Estre-Al Qubaisi, che dopo aver guidato la classifica all’inizio ha avuto una pericolosa perdita di carburante in pit-lane, una penalità e problemi tecnici. Guai anche per la Ferrari leader di classifica con Perrodo-Aguas-Collard.

Domenica 18 settembre, gara

1 - Bernhard/Webber/Hartley (Porsche 919) – Porsche - 186 giri
2 - Di Grassi/Duval/Jarvis (Audi R18) – Audi - 23”641
3 - Sarrazin/Conway/Kobayashi (Toyota TS050) - Toyota Gazoo - 26”096
4 - Dumas/Jani/Lieb (Porsche 919) – Porsche - 1 giro
5 - Davidson/Buemi/Nakajima (Toyota TS050) - Toyota Gazoo - 2 giri
6 - Fassler/Lotterer (Audi R18) – Audi - 6 giri
7 - Imperatori/Tuscher/Kraihamer (Rebellion R-One-AER) – Rebellion - 12 giri
8 - Menezes/Lapierre/Richelmi (Alpine A460/Nissan) – Signatech - 14 giri
9 - Gonzalez/Albuquerque/Senna (Ligier JS P2/Nissan) – RGR - 15 giri
10 - Rusinov/Rast/Brundle (Oreca 05/Nissan) – G-Drive - 15 giri
11 - Trummer/Webb (CLM P1-01/AER) – ByKolles - 16 giri
12 - Minassian/Mediani (BR01/Nissan) - SMP Racing - 18 giri
13 - Dalziel/Derani/Cumming (Ligier JS P2/Nissan) – ESM - 18 giri
14 - Petrov/Ladygin/Shaitar (BR01/Nissan) - SMP Racing - 19 giri
15 - Sharp/Brown/Van Overbeek (Ligier JS P2/Nissan) – ESM - 20 giri
16 - Thiim/Sørensen (Aston Martin Vantage) - Aston Martin - 23 giri
17 - Bruni/Calado (Ferrari 488 GTE) - AF Corse - 23 giri
18 - Rigon/Bird (Ferrari 488) - AF Corse - 24 giri
19 - Franchitti/Priaulx/Tincknell (Ford GT) – Ganassi - 24 giri
20 - Rees/Turner (Aston Martin Vantage) - Aston Martin - 24 giri
21 - Lietz/Christensen (Porsche 911 (2016)) – Proton - 25 giri
22 - Cheng/Tung/Panciatici (Alpine A460/Nissan) – Signatech - 26 giri
23 - Dalla Lana/Lamy/Lauda (Aston Martin Vantage) - Aston Martin - 28 giri
24 - Ried/Henzler/Camathias (Porsche 911) – KCMG - 28 giri
25 - Viljoen/Ragues/Taylor (Corvette C7R) – Larbre - 29 giri
26 - Wainwright/Carroll/Barker (Porsche 911) - Gulf Racing - 33 giri
27 - Al Qubaisi/Heinemeier Hansson/Estre (Porsche 911) – Proton - 33 giri
28 - Perrodo/Collard/Aguas (Ferrari 458) - AF Corse - 39 giri
29 - Mucke/Pla (Ford GT) – Ganassi - 42 giri
30 - Rao/Bradley/Merhi (Oreca 05/Nissan) – Manor - 29 giri
31 - Leventis/Williamson/Kane (Gibson 015S/Nissan) – Strakka - 128 giri
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