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10 Mag [13:50]

Bottas, mai così male in Mercedes
Riuscirà a invertire la rotta?

Massimo Costa

C'è una cosa che stona in questo bellissimo avvio del Mondiale F1 2021: il rendimento di Valtteri Bottas. Nei brevi test pre campionato, era sembrato che il finlandese avesse compreso meglio di Lewis Hamilton come guidare la W12 che presentava qualche problema di troppo, nervosa nel posteriore dopo le nuove regole tecniche. Si era semplicemente adattato meglio alle difficoltà presentate dalla monoposto, ma con l'avvio del campionato e i continui progressi compiuti dalla Mercedes, soprattutto per quanto riguarda le prestazioni del motore, Bottas è entrato in una spirale negativa difficile da comprendere.

Dopo quattro Gran Premi, Valtteri conta appena 47 punti, equivalenti al terzo posto nella classifica generale. Terza posizione conquistata soltanto nel GP di Spagna in quanto, dopo Portimao, il finlandese era addirittura quarto dietro a Lando Norris, che guida una McLaren-Mercedes. I 47 punti di Bottas sono esattamente la metà di quelli incassati da Hamilton, 94, e testimoniano la pochezza messa in pista in questo avvio di stagione: tre terzi posti e un ritiro a Imola, il brutto incidente con George Russell mentre combattevano per una incomprensibile (per un pilota Mercedes) nona posizione. In qualifica, una bella pole sul difficile circuito di Portimao (non concretizzata in gara), due terzi posti e un ottavo a Imola. Bottas è partito quindi una sola volta dalla prima fila. Poco, troppo poco.

Diamo uno sguardo ai due anni precedenti. Nel 2020, dopo i primi quattro Gran Premi, i punti ottenuti dal secondo pilota Mercedes erano 58 contro gli 88 di Hamilton. Dunque, 30 in meno. Ma in qualifica aveva segnato una pole a Melbourne, un quarto e due secondi posti. Di fatto, era partito dalla prima fila in tre occasioni su quattro. In gara, aveva vinto subito a Spielberg, piazzandosi poi secondo, terzo e undicesimo nel GP di Silverstone per il cedimento di una gomma posteriore mentre era secondo.

Bottas nel 2019 veleggiava. Concluse le prime quattro corse, era in testa alla classifica iridata con 87 punti, uno in più di Hamilton. Aveva vinto a Melbourne e Baku e conquistato due secondi posti. In qualifica, due le pole, poi un secondo e un quarto posto. La differenza su quanto sta accadendo oggi è enorme.

Nel 2019 e 2020, la Red Bull-Honda e Max Verstappen non infastidivano la Mercedes in ogni appuntamento, soltanto in qualche occasione a loro favorevole. Ora che la presenza dell'olandese e della RB16B al vertice è costante, Bottas si trova in difficoltà. L'impressione è che il duello che Hamilton e Verstappen stanno vivendo, li abbia ulteriormente galvanizzati, nel senso che hanno alzato l'asticella della qualità mandando in crisi tutti gli altri, Bottas in primis, che non sembra poter reggere l'urto.

Valtteri ha sempre dichiarato, alla fine di ogni campionato, che durante l'inverno avrebbe lavorato sodo per raggiungere il livello fisico e mentale di Lewis. Forse ci è anche riuscito, ma ora Hamilton e Verstappen, hanno compiuto un ulteriore passo in avanti e in questa fase del campionato, Bottas appare sperduto, incapace di reagire, di dare una svolta a se stesso. Come sorpreso dallo tsunami di nome Hamilton/Verstappen che gli è arrivato addosso. In qualifica, in qualche modo riesce a cavarsela, ma è in gara che Bottas scivola nell'anonimato evidenziando una certa fragilità psicologica.

A "salvarlo" è il suo atteggiamento da vero professionista, un uomo squadra prezioso, che non fa polemiche, che ha rispetto per il compagno di team, che si applica, ma forse in questo momento si trova ad affrontare una situazione più grande di lui. Diciamolo, Valtteri fa tenerezza. Riuscirà a reagire, invertire con decisione questa fase negativa? Montecarlo è il teatro ideale per provarci. E intanto, George Russell, ma anche Esteban Ocon, stanno alla finestra...

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