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29 Giu 2015 [18:51]

Continua la polemica su Fontana
Troppi rischi o spettacolo a volontà?

Marco Cortesi

Stanno continuando anche dopo la gara le discussioni sullo spettacolo messo in scena dall'IndyCar a Fontana. Il ritorno del cosiddetto "pack racing" con le vetture molto ravvicinate e tentativi di attacco a tratti azzardati, non è piaciuto a diversi piloti. A partire da Montoya, che ha spiegato: "Continuando così qualcuno si farà male, non dovremmo correre in questo modo". Dello stesso parere anche il Presidente del team Penske Tim Cindric, e Mario Andretti. E mentre Dario Franchitti spiega che l'IndyCar dovrebbe forse ascoltare un po' di più i suoi piloti, perfino uno come Paul Tracy, che ha vissuto la sua carriera sempre sopra i limiti, ha ammesso che ci sono stati un po' troppi rischi, in particolare riferendosi alla condotta di gara di Takuma Sato.

Che ci sia o meno un problema, c'è anche spazio per le opinioni contrarie che, comprensibilmente, vengono da esperti delle gare sugli ovali come Ed Carpenter, primo sostenitore delle gare in gruppo. Forse, come ha invece spiegato Tony Kanaan, ottimo interprete di entrambe le tipologie di circuito, occorre trovare semplicemente la "quadra" del bilanciamento aerodinamico. Però il brasiliano non ha potuto non far notare le somiglianze tra la gara di domenica e i primi giri di Las Vegas 2011, quando un tremendo incidente multiplo costò la vita a Dan Wheldon.

Comunque, gara a parte, sembra che per in California Speedway non ci sia futuro a prescindere. Dopo i numeri ridicoli della gara, con poche migliaia di tifosi sugli spalti, si punta il dito sull'IndyCar di aver rovinato l'evento anticipandolo e facendolo disputare di giorno anziché in notturna. Trovare una ricomposizione potrebbe essere difficile.
DALLARA