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22 Feb 2016 [19:10]

Ecclestone: «Al posto di Todt voglio Putin»

Stefano Semeraro - Photo 4

«La Formula 1 di oggi? La peggiore di sempre. Non pagherei il biglietto per vederla». No, le parole non sono di un vecchio appassionato nostalgico e un po' brontolone, ma di Bernie Ecclestone in persona, ovvero l'uomo che la Formula 1 dovrebbe venderla al resto del mondo. Ligio al suo ruolo di benefattore quotidiano dei media il Supremo in una intervista al Daily Mail ha spiegato di sentirsi però «un'eccezione» nel mondo della F.1 di oggi. «Perché io voglio solo il bene della Formula 1 – incalza Bernie -. Non ho bisogno dei soldi, non mi serve questo lavoro. La maggior parte di chi gareggia invece bada solo ai propri interessi a breve termine. Due o tre gare per questa gente è già considerato “lungo termine”. Il risultato è che la Formula 1 non è mai stata così in basso. Non pagherei i biglietti per portarci la mia famiglia, non c'è pericolo».

Il motivo apparente per Ecclestone è la prevedibilità delle gare. «Qual è il senso quando tutti, a partire dai bookmakers, sanno già che Hamilton farà la pole e molto probabilmente vincerà la gara, e che l'altra Mercedes sarà sul podio?». Quello reale è che con il diritto di veto di cui Mercedes e Ferrari dispongono nei confronti dei regolamenti (almeno fino al 2020) è impossibile, a suo parere, sbloccare la situazione. «Questo tipo di cosa si chiama “cartello”, e i cartelli sono illegali. Stiamo tutti gestendo una cosa illegale, e che soprattutto va contro la libera concorrenza. Come faccio a spiegarlo alla gente? Oh, non divento pazzo, mostro loro un cimitero dove ci sono ancora delle tombe libere...».

La bestia nera del momento di Ecclestone è Jean Todt: «Il problema è che è diventato un diplomatico. All'ultimo Consiglio Mondiale della FIA è stata avanzata una mozione che diceva che io e lui dovevamo avere pieni poteri per risolvere i problemi. Jean, gli ho detto, possiamo fare quello che vogliamo. “Oh, ci faranno causa...”, mi ha risposto. Gli ho spiegato che non deve preoccuparsi. Ci faranno causa e noi pagheremo tutto. Abbiamo una pistola carica in mano. Ma Jean ha ribadito che non vuole quel genere di problemi...».

Al suo posto Ecclestone vedrebbe bene... Vladimir Putin: «Dovrebbe essere lui a governare l'Europa. Risolverebbe i problemi della F.1 come sta facendo in Siria. Il suo bello è che fa quello che crede sia giusto e non si fa mai convincere. Ogni tanto gli parlo, perché io ho bisogno di trattare con chi spegne le luci, non con un assistente. È l'unico modo di concludere qualcosa. Ho già detto in passato che non amo tanto la democrazia».

Ecclestone vedrebbe bene anche la Gran Bretagna fuori dall'UE («non cambierebbe niente nei miei affari e in quelli di nessun altro»), ma possiede anche una ricetta per rilanciare, più modestamente, la Formula 1: «Terrei le qualifiche così come sono, così i record continuerebbero a valere. Però poi, il primo lo farei partire, ad esempio, 10° in base a dove si trova in classifica. Il terzo più veloce potrebbe partire diciamo settimo o ottavo. È meglio che rovesciare le griglie, perché così si troverebbero vicini piloti con velocità simile, sorpassare non sarebbe così facile. Poi, l'importante è creare dibattito fra la gente. Non so ce riusciremo a farcela in tempo».

Ecclestone spiega anche che non è andato a trovare Michael Schumacher perché vuole ricordarlo come era ai bei tempi («vado a malapena ai funerali, figuriamoci») e che per il suo futuro vuole essere solo certo, a 85 anni, di non andarsene senza aver dato tutto. «Poi, mi potranno mettere anche in un bell'imballaggio, magari con una pubblicità sul lato, sarebbe gradita. Oppure possono buttarmi nel forno. Se ho problemi mentali? Sì, ho l'alka-selzer (ovvero l'alzheimer, ndr). Ma solo quando lo voglio io». Ad esempio quando rilascia interviste, si direbbe.
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