Michele Montesano - XPB Images
Fiocco Rosso a Maranello. Il circuito di Fiorano è stato il palcoscenico del debutto della SF-26, la monoposto chiamata a riportare il Cavallino Rampante nei piani alti della Formula 1. Un compito tutt’altro che facile per la nuova nata e per tutto il team Ferrari che, sfruttando il nuovo ciclo regolamentare, proverà a cancellare la deludente annata 2025. Per quanto si tratti ancora di una versione “laboratorio”, la SF-26 presenta già delle soluzioni interessanti che si staccano dalle monoposto viste finora.
Complice il taglio netto col passato, in quel di Maranello hanno cercato di realizzare la vettura partendo dal classico foglio bianco. Troviamo quindi un
musetto molto profilato e appuntito da cui partono i due piloni che sorreggono l’alettone anteriore. Questi supporti hanno il compito di incanalare il flusso per alimentare il sottoscocca. A tal proposito si può notare come il muso, dopo il rigonfiamento per alloggiare l’attuatore dell’ala mobile, presenta un generoso scavo.
L’alettone anteriore, composto da tre elementi, presenta una forma leggermente a cucchiaio. A differenza delle vetture già svelate, quello della Ferrari si presenta decisamente basico. Infatti a sorprendere è l’assenza di flap in corrispondenza delle paratie verticali. Siamo certi che in questa zona vedremo, ben presto, un fiorire di appendici aerodinamiche per andare a schermare gli pneumatici anteriori. Questi presentano una presa d’aria per i freni contenuta, oltre alla carenatura sui cerchi.
Seguendo la moda imperante della stagione 2026, anche la
Ferrari ha adottato una sospensione anteriore con schema push rod sulla SF-26. Il motivo è innanzitutto per questioni aerodinamiche e poi per semplificare anche i cinematismi e le operazioni ai box. Troviamo quindi un triangolo superiore disallineato con il braccio anteriore infulcrato nella parte alta del telaio mentre il posteriore più inclinato. Altra novità sono i
tiranti dello sterzo posti dietro al triangolo inferiore, soluzione mutuata dalla McLaren.
Passando al corpo vettura si notano i
bargeboard composti da tre elementi, con due soffiature, che si uniscono al profilo verticale sorretto da due tiranti, uno dei quali carenato per avere un minimo di funzione aerodinamica. Queste soluzioni, destinate ben presto a evolvere, hanno lo scopo di ridurre il flusso turbolento, generato dal rotolamento degli pneumatici, andando a pulire l’aria che investe i fianchi della monoposto.
Proprio le
pance laterali mantengono un ingresso a L rovesciata andando, così, a creare un sottosquadro marcato. Il merito è anche delle masse radianti più compatte. Ciò si traduce in una sezione laterale decisamente snella e filante sul lato inferiore. Si è cercato di lavorare su ogni dettaglio con i supporti degli specchietti che hanno il compito di laminare il flusso che investe la parte superiore delle fiancate.
In alto troviamo un
airscope decisamente compatto, se conformato alle monoposto viste finora, e sempre di forma triangolare. Appena dietro ci sono i flap a corna, anche se leggermente più piccoli rispetto a quelli già visti sempre sulle rosse di Maranello, utili per pulire l’aria indirizzata verso l’alettone posteriore. Il
cofano motore presenta poi una pinna seghettata, dotata di piccoli sfoghi, e una forma estremamente chiusa.
Ritorno al passato per quanto riguarda il
pavimento del fondo piatto. Vista l’assenza dell’effetto suolo, in corrispondenza delle ruote posteriori si torna ad osservare le soffiature che hanno il compito di generare il sigillo pneumatico e schermare le gomme. Anche questa area sarà interessata a numerose evoluzioni nel corso della stagione.
Al retrotreno spicca la presenza della sospensione push rod. Tale cinematismo consente di aumentare lo spazio inferiore aumentando, così, la portata dell’estrattore del fondo piatto. Tuttavia ad essere penalizzato è il baricentro con le componenti della sospensione che sono posizionate in alto, ciò ha comportato anche il rifacimento della scatola del cambio.
Tornando alla sospensione si può notare come il triangolo inferiore sia leggermente avanzato rispetto al superiore. Con quest’ultima di tipo multi-link direttamente ancorata al portamozzo e con i due bracci disallineati. Inoltre, osservando il render del posteriore, sembra quasi che in Ferrari abbiamo voluto ricreare la beam wings.
Infine
l’alettone posteriore che, come da regolamento, è sorretto da due piloni. Il profilo principale presenta un bordo d’entrata a cucchiaio da medio carico. Considerando la conformazione del tracciato di Montmelò, forse potrebbe essere già la versione che verrà utilizzata nei primi test. Non ci resta che attendere lunedì, quando le monoposto scenderanno in pista per la prima giornata di test pre-stagionali.
