Michele Montesano - DPPI Images
Ciò che Austin ha tolto, il Fuji l’ha restituito con gli interessi a
Toyota. La squadra nipponica ha vinto il sesto appuntamento stagionale del
FIA WEC davanti al suo pubblico in un finale rocambolesco. Un successo quasi inaspettato e costruito negli ultimi minuti.
Quando la
6 Ore del Fuji sembrava ormai indirizzata verso una doppietta Alpine, Toyota ha ribaltato il copione sfruttando alla perfezione l’ultima safety-car. La scelta strategica della squadra giapponese di non cambiare gli pneumatici durante l’ultima sosta ha permesso alla TR010 Hybrid di balzare dalla sesta alla prima posizione consegnando a
Ryo Hirakawa, Sébastien Buemi e Brendon Hartley il successo nella gara di casa.
Per Hirakawa si è trattato di una vittoria dal valore particolare davanti ai 72.000 spettatori presenti sul circuito del Fuji, mentre per
Toyota è il primo successo nella 6 Ore giapponese dal 2023 e il terzo stagionale. Ma soprattutto, il trionfo permette all’equipaggio del team nipponico di balzare in testa alla classifica del Mondiale Piloti, quando mancano solamente due appuntamenti alla conclusione della stagione.

La gara sembrava tuttavia avere preso un’altra direzione. Per gran parte delle sei ore
Alpine ha infatti controllato la corsa con le due A424 LMDh, alternandosi al comando. Dopo un avvio condizionato dall’asfalto umido ma sufficientemente asciutto da consentire a tutti di partire con pneumatici slick, Jules Gounon e Ferdinand Habsburg hanno mantenuto le due Alpine nelle prime posizioni. Victor Martins, subentrato a Gounon, ha poi preso il comando, mentre Habsburg è rimasto costantemente a stretto contatto.
A complicare la situazione ci hanno pensato le numerose neutralizzazioni. La prima safety-car è stata provocata dal caotico
incidente al via della LMGT3, mentre successivamente la Virtual Safety Car e una nuova neutralizzazione hanno consentito ai protagonisti di rimescolare le strategie. Proprio in una di queste fasi Nyck de Vries, impegnato con una Toyota TR010 Hybrid costretta a una strategia alternativa dopo una foratura, ha tentato di superare Habsburg alla curva finale. Il contatto ha mandato in testacoda la Toyota facendole perdere terreno.
A metà gara, però,
Alpine sembrava avere saldamente in mano la situazione. Habsburg aveva appena portato la A424 al comando davanti alla vettura gemella di Martins, mentre le Aston Martin Valkyrie occupavano le posizioni immediatamente successive. La Toyota di Hartley era quinta, impegnata in una lunga battaglia con la Valkyrie di Alex Riberas, mentre la Cadillac del Team Jota completava il gruppo di testa.

Nel corso della quarta ora la situazione è nuovamente cambiata. Martins ha iniziato a perdere prestazione con il doppio stint sulle gomme morbide e la Alpine di
Charles Milesi è riuscita a portarsi
al comando. La Aston Martin della coppia Harry Tincknell e Tom Gamble è poi salita virtualmente in testa grazie a una sosta più corta, ma il vantaggio è durato pochissimo.
Gamble, al rientro ai box, ha infatti oltrepassato la linea bianca all’ingresso della pit-lane rimediando un drive through che ha fatto precipitare la Valkyrie fuori dalla lotta per la vittoria.
Le
due Alpine sono così
tornate davanti alla 6 Ore del Fuji, con la A424 LMDh di Gounon e Martins davanti e la gemella di Milesi e Habsburg a controllare la corsa. Alle loro spalle la Aston Martin della coppia Alex Riberas e Marco Sørensen ha provavato a difendere il podio dagli attacchi di Cadillac, Toyota e Genesis. Sembrava quindi che il finale dovesse trasformarsi in un duello tutto francese per la vittoria.
A cambiare definitivamente le carte in tavola è stato però l’
incidente avvenuto
nell’ultima ora tra la McLaren 720S GT3 di Finn Gehrsitz e l’Aston Martin Vantage GT3 di Mattia Drudi. Le due vetture sono entrate in contatto sul rettilineo principale, con la McLaren finita violentemente contro le barriere. Gehrsitz è uscito illeso dalla vettura, ma la necessità di recuperare la McLaren e tutti i detriti disseminati lungo la pista ha imposto l’ingresso della vettura di sicurezza.

È stato in quel momento che
Toyota ha giocato il tutto per tutto. La TR010 Hybrid di Hirakawa e la BMW M Hybrid V8 di Dries Vanthoor hanno scelto di effettuare un rifornimento senza cambiare pneumatici, una soluzione che ha consentito a entrambe di guadagnare un’enorme quantità di posizioni.
Hirakawa è così uscito dalla pit-lane davanti alle due Alpine, mentre Vanthoor si è ritrovato secondo con la BMW del team WRT.
Alla ripartenza, con poco più di venti minuti ancora da disputare,
Martins ha iniziato una
rimonta furiosa. Il francese ha superato rapidamente la Aston Martin e la Alpine di Milesi, prima di lanciarsi all’inseguimento della BMW di Vanthoor. Quest’ultimo ha resistito per due giri, ma alla fine ha dovuto cedere alla pressione di Martins. Nel frattempo Hirakawa aveva costruito un margine di oltre due secondi, ma il vantaggio è progressivamente diminuito mentre i due prototipi si facevano largo nel traffico delle LMGT3.
Martins è arrivato a ridosso della Toyota, ma
Hirakawa non ha commesso errori. Nonostante la Alpine potesse contare su due pneumatici nuovi sul lato sinistro e su un ritmo nettamente più veloce, il giapponese ha gestito alla perfezione gli ultimi giri riuscendo a tagliare il traguardo con appena 0”591 di vantaggio. Un distacco che rende il finale del Fuji uno dei più combattuti nella storia recente del WEC.

Seconda, quindi, la
Alpine di Martins e Gounon, che ha visto sfumare una vittoria costruita per quasi tutta la durata della corsa. Sul terzo gradino del podio è salita la BMW di Vanthoor, Raffaele Marciello e Kevin Magnussen, protagonista di una rimonta altrettanto sorprendente dopo essere entrata nell’ultima fase della gara in settima posizione. Quarta l’altra Alpine di Milesi e Habsburg, mentre la Cadillac di Jack Aitken, Sébastien Bourdais ed Earl Bamber ha completato la top-5.
Sesto posto per la
Peugeot di Malthe Jakobsen, Loïc Duval e Théo Pourchaire, miglior risultato stagionale per la 9X8, davanti alla Cadillac di Will Stevens e Norman Nato. Ottava la Toyota di Kamui Kobayashi, Mike Conway e de Vries, penalizzata dal drive through inflitto a Kobayashi per un’infrazione commessa in regime di Full Course Yellow. Nona la Aston Martin di Sørensen e Riberas, scivolata indietro nel finale dopo aver occupato a lungo le prime posizioni.
6 Ore del Fuji da dimenticare per Ferrari. I campioni in carica del Mondiale Endurance Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi hanno concluso al decimo posto. Mentre l’altra 499P, dopo avere occupato le posizioni di vertice, è stata rallentata da un problema ai martinetti durante una sosta perdendo circa tre minuti. Miguel Molina, Nicklas Nielsen e Antonio Fuoco sono poi stati costretti al ritiro per una perdita di potenza.

Fuori anche la Peugeot 9X8 di Paul di Resta, Nick Cassidy e Stoffel Vandoorne, fermata da un problema al cambio. Non è andata meglio alla
BMW di René Rast, Robin Frijns e Sheldon van der Linde, arrivata a Fuji da leader del campionato. Due forature, provocate da contatti durante la gara, hanno costretto l’equipaggio del Team WRT a chiudere solamente tredicesimo complicando, oltretutto, la propria situazione nella corsa al titolo.
La
Toyota del terzetto
Hirakawa, Buemi e Hartley al contrario, grazie ai punti conquistati con la seconda vittoria stagionale dopo quella di Imola, ha completato il
sorpasso in classifica e ora guida il Mondiale Piloti con dieci punti di margine.
In
LMGT3 la
vittoria è andata invece alla
BMW M4 LMGT3 del Team WRT.
Augusto Farfus, Sean Gelael e Darren Leung hanno completato una rimonta straordinaria, trasformando una gara che sembrava ormai compromessa in un successo. Farfus, scattato dalla sesta posizione al momento dell’ultima ripartenza, ha sfruttato le gomme nuove per recuperare rapidamente terreno e superare prima la Porsche del Manthey, quindi l’unica McLaren superstite e le due Corvette del TF Sport.

Il sorpasso decisivo è arrivato a sette minuti dalla bandiera a scacchi, quando Farfus ha avuto la meglio sulla Corvette di Charlie Eastwood. Il brasiliano ha quindi resistito al ritorno dell’
Aston Martin Vantage di Drudi, Ian James e Zach Robichon, seconda al traguardo a 1”062. Terza la Corvette di Eastwood, Peter Dempsey e Salih Yoluç, che ha pagato nel finale la maggiore efficacia della BMW con pneumatici nuovi.
Quarta la Ferrari 296 LMGT3 di Davide Rigon, Francesco Castellacci e Thomas Flohr, mentre la
Corvette di Jonny Edgar, Ben Keating e Nicolas Catsburg ha completato la top-5. Un risultato importante per l’equipaggio del TF Sport, che ha comunque consolidato la propria leadership in campionato.
Sesta la BMW del terzetto composto da Anthony McIntosh, Parker Thompson e Dan Harper, seguita dalla Porsche 911 LMGT3 di James Cottingham, Timur Boguslavskiy e Ayhancan Güven. Ottava la McLaren superstite di Antares Au, Thomas Fleming e Marvin Kirchhöfer. A completare la top-10 di classe la Ford Mustang divisa da Eric Powell, Ben Tuck e Sebastian Priaulx e la Lexus #78 di Tom Van Rompuy, Hadrien David ed Esteban Masson.
Domenica 27 settembre 2026, gara
1 - Buemi-Hartley-Hirakawa (Toyota TR010 Hybrid) - Toyota - 203 giri
2 - Gounon-Martins (Alpine A424) - Alpine - 0"591
3 - Magnussen-Marciello-D.Vanthoor (BMW M Hybrid V8) - WRT - 6"415
4 - Milesi-Habsburg (Alpine A424) - Alpine - 7"699
5 - Bamber-Bourdais-Aitken (Cadillac V-Series.R) - Jota - 8"142
6 - Duval-Jakobsen-Pourchaire (Peugeot 9X8) - Peugeot - 10"176
7 - Stevens-Nato (Cadillac V-Series.R) - Jota - 13"497
8 - Conway-Kobayashi-De Vries (Toyota TR010 Hybrid) - Toyota - 14"206
9 - Riberas-Sørensen (Aston Martin Valkyrie) - Thor - 24"237
10 - Pier Guidi-Calado-Giovinazzi (Ferrari 499P) - Ferrari AF - 26"443
11 - Jaminet-Chatin-Juncadella (Genesis GMR-001) - Genesis - 45"525
12 - Ye-Kubica-Hanson (Ferrari 499P) - AF Corse - 1 giro
13 - Frijns-Rast-S.Van der Linde (BMW M Hybrid V8) - WRT - 1 giro
14 - Tincknell-Gamble (Aston Martin Valkyrie) - Thor - 1 giro
15 - Lotterer-Derani-Jaubert (Genesis GMR-001) - Genesis - 1 giro
16 - Leung-Gelael-Farfus (BMW M4 LMGT3) - WRT - 16 giri
17 - James-Robichon-Drudi (Aston Martin Vantage LMGT3) - HoR - 16 giri
18 - Dempsey-Yoluç-Eastwood (Corvette Z06 LMGT3) - Turkey by TF - 16 giri
19 - Flohr-Castellacci-Rigon (Ferrari 296 LMGT3) - AF Corse - 16 giri
20 - Keating-Edgar-Catsburg (Corvette Z06 LMGT3) - TF Sport - 16 giri
21 - McIntosh-Thompson-Harper (BMW M4 LMGT3) - WRT - 16 giri
22 - Cottingham-Boguslavskiy-Güven (Porsche 911 LMGT3) - Manthey - 16 giri
23 - Au-Fleming-Kirchhöfer (McLaren 720S LMGT3) - Garage 59 - 16 giri
24 - Powell-Tuck-Priaulx (Ford Mustang LMGT3) - Proton - 16 giri
25 - Van Rompuy-David-Masson (Lexus RC F LMGT3) - Akkodis ASP - 16 giri
26 - Umbrărescu-Schmid-López (Lexus RC F LMGT3) - Akkodis ASP - 18 giri
27 - Shahin-Pera-Lietz (Porsche 911 LMGT3) - Manthey - 22 giri
28 - Zelger-Cressoni-Hodenius (Mercedes AMG LMGT3) - Iron Lynx - 25 giri
Ritirati
Hériau-Mann-Rovera (Ferrari 296 LMGT3) - AF Corse
West-Gehrsitz-Goethe (McLaren 720S LMGT3) - Garage 59
Fuoco-Molina-Nielsen (Ferrari 499P) - Ferrari AF
Di Resta-Vandoorne-Cassidy (Peugeot 9X8) - Peugeot
Newell-Barrichello-Adam (Aston Martin Vantage LMGT3) - HoR
Gattuso-Levorato-Sargeant (Ford Mustang LMGT3) - Proton
Berry-Andrade-Martin (Mercedes AMG LMGT3) - Iron Lynx