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24 Giu 2019 [13:26]

Gli eroi della 24 Ore del Nurburgring
Anni '80, presidenti e piloti... al buio!

Marco Cortesi

La 24 Ore del Nurburgring è per definizione una gara eroica, ma nell'edizione andata in scena nel weekend appena passato sono state quattro le storie, tra il serio e il faceto, che hanno trovato la maggiore diffusione mediatica. Dalla guida al buio, alle vetture... storiche ai CEO in gara, ecco la guida a quattro degli... eroi del ring 2019.



Guida al buio? Ghe pensi mi!
Il primo eroe è Rudi Adams. Solitamente, quando il cofano di una vettura rimane aperto, il pilota riesce a vedere attraverso la parte vuota. In questo caso, sulla BMW M4 numero 14 la visibilità era nulla e Adams è tornato verso la pit-lane prendendo notevoli rischi e guidando alla cieca guardando dai finestrini. Provare a fermarsi e chiudere il cofano? Manco per idea. Peccato che Adams non sia riuscito nemmeno ad infilare l’ingresso della corsia, “stampandosi” sul muretto e rimanendo pure incastrato, a mo’ di tartaruga sulla schiena. L'ilarità ai box è stata generale, anche se tutti hanno ringraziato di non trovarsi nella stessa situazione. La vettura, riparata con quintali di nastro multicolore (chiesto in prestito anche ad altri team), è tornata poi in gara!





Kevin Estre da infarto, sull'erba a 280 kmh
Poi c’è stato Kevin Estre, che oltre a guidare come un ossesso per tutta la gara, si è esibito in un sorpasso con due ruote sull’erba ai danni della Mercedes numero 2 di Dirk Muller, che si trovava in testa, sfilandola a quasi 280 chilometri l’ora. Da notare che Estre non è stato spinto sull’erba, ma ci è andato scientemente, probabilmente conoscendo la zona e sapendo che avrebbe trovato terreno duro. Che pelo sullo stomaco!



Il Presidente Toyota in gara con la Supra
Ci ha preso gusto con la guida sportiva Akio Toyoda, Presidente della quasi-omonima casa automobilistica e rampollo del fondatore (curiosità: la Toyota si chiama così per scelta della famiglia Toyoda, che con un nome diverso avrebbe potuto godere di più privacy). Dopo aver guidato la nuova Hypercar delle tre ellissi, Toyoda ha disputato la 24 Ore con lo pseudonimo di "Morizo" e una Supra GT4, vettura da lui fortemente voluta. Con lui tre collaudatori Toyota, che avranno avuto qualche... motivo di pressione in più!

La Manta anni '80 ancora in pista...
La quarta eroina è la mitica Opel Manta Foxtail. Per via dei regolamenti permissivi della 24 Ore, è ancora possibile schierare la vettura, di fine anni '80 e progetto di Volker Strycek, boss di Opel Motorsport. Nonostante la chiusura del team Kissling, il proprietario Olaf Beckmann ha trovato il modo di riportare la vettura al via con al volante, oltre a se stesso e a Strycek, Peter Hass e Jurgen Schulten. Dopo un contatto che ha seriamente danneggiato l'anteriore, la Manta è tornata ai box, ma è stata riparata col contributo di meccanici di altre squadre, che si sono offerti volontari per dare una mano. PS: Foxtail si riferisce alla "coda di volpe" attaccata all'antenna posteriore. Puro stile tedesco anni '80: mancano solo i sandali coi calzini bianchi, rigorosamente ignifughi!







Vincenzo Sospiri RacingTARGETgdlracing