Michele Montesano
Non poteva esserci avvio di stagione più rocambolesco per l’Intercontinental GT Challenge. Come di consueto il campionato voluto da SRO ha preso il via dall’Australia con la 12 Ore di Bathurst. Un’edizione, quella andata in scena sul circuito di Mount Panorama, che verrà sicuramente ricordata per le numerose neutralizzazioni, ben nove safety-car e una lunga bandiera rossa, diversi incidenti e un finale deciso quasi al fotofinish.
A spuntarla è stata la Mercedes AMG GT3 Evo del Team GruppeM, con il terzetto Maxime Martin, Maro Engel e Mikael Grenier. Una vittoria tutt’altro che scontata considerando che l’equipaggio è scattato dal ventinovesimo posto in griglia, per via di noie al motore riscontrate nel corso della qualifica. Ma il terzetto del GruppeM non si è scoraggiato entrando stabilmente nella lotta di vertice nella seconda metà di gara. Successo che ha portato Mercedes a diventare il costruttore più vincente da quando sono state introdotte le GT3 su Mount Panorama.
La 12 Ore di Bathurst ha offerto il primo colpo di scena già nel corso del terzo giro, quando la Ford Mustang GT3 di Christopher Mies ha centrato un canguro in piena notte. Visibilmente sotto shock, il pilota tedesco è uscito illeso dalla vettura, al contrario del povero animale. L’impatto ha avuto conseguenze anche per le altre vetture sopraggiunte sui numerosi detriti disseminati in pista. Tra queste la BMW M4 GT3 di Kelvin van der Linde, costretto a rientrare al box del Team WRT per sostituto il muso perdendo terreno.
Nel corso delle prime ore si sono susseguiti ulteriori incidenti. Nel corso della seconda ora l’Audi R8 GT3 di Mark Rosser è finita contro le barriere a McPhillamy Park riuscendo, però, a ripartire. Un’ora dopo è toccato alla IRC GT perdere l’ala posteriore in discesa verso The Chase riuscendo comunque a rientrare ai box. Mentre, a metà gara, è toccata alla McLaren griffata Volante Rosso uscire di scena nella parte alta del tracciato con Rylan Gray al volante.
La corsa ha vissuto il momento più drammatico con l’incidente tra la Porsche dello Tsunami RT e la Mercedes AMG GT3 del Craft Bamboo Racing. La 911 GT3 di Johannes Zelger, rimasta intraversata in un punto cieco del tracciato, è stata centrata in pieno da Ralf Aron. L’impatto ha imposto una bandiera rossa di quasi un’ora per consentire i soccorsi e la pulizia della pista. Entrambi i piloti sono fortunatamente usciti illesi dalle vetture, con Aron che è poi stato trasferito in ospedale per ulteriori accertamenti.
Alla ripartenza, con meno di due ore e mezza sul cronometro, la 12 Ore di Bathurst si è trasformata in una gara sprint serratissima. La Mercedes del 75 Express e la BMW del Team WRT si sono alternate al comando con van der Linde che ha preferito restare in pista durante l’ultima neutralizzazione, causata dallo scontro tra Jayden Ojeda e Chaz Mostert. Proprio questa decisione ha riportato la BMW M4 GT3 in testa a meno di 40 minuti dalla fine.
Il momento decisivo è quindi arrivato nell’ultimo restart. Jules Gounon ha tentato l’attacco su van der Linde alla prima curva ma un contatto, che ha danneggiato entrambe le vetture, ha spalancato la porta alla Mercedes di Martin. Il belga ha colto l’occasione con freddezza, infilando i due contendenti e prendendo il comando davanti alla Porsche 911 dell’High Class Racing e alla BMW del Team WRT.
Negli ultimi giri Martin ha controllato il margine su Dorian Boccolacci, autore di una prestazione straordinaria insieme a Kerong Li e Anders Fjordbach. Partita trentesima, la Porsche 911 GT3 ha chiuso al secondo posto assoluto conquistando anche la vittoria in Bronze Cup, risultato a dir poco clamoroso frutto dell’ottima strategia e di un pizzico di fortuna. Terzo gradino del podio per la BMW di Valentino Rossi, Raffaele Marciello e Augusto Farfus, sempre nel gruppo di testa e protagonisti di diversi duelli accesi nel traffico.
Ai piedi del podio ha concluso l’Audi R8 LMS GT3 del Jamec Racing con Christopher Haase, Will Brown e Brad Schumacher attardati da un drive-through. Top-5 assoluta e secondo posto tra i Bronze per il terzetto del team KRC Max Hesse, Ruan Cunfan e Maxime Oosten. Sesta la Porsche dell’Absolute Racing, davanti alla Mercedes AMG GT3 di Gounon, Kenny Habul e Luca Stolz, rallentata dai danni nel contatto finale. In scia ha chiuso la Porsche del team EBM con Laurin Heinrich, Klaus Bachled e Ricardo Feller.
Più attardate le Ferrari 296 GT3 che, ancora in configurazione 2025 e prive del pacchetto Evo, hanno sofferto nelle fasi di traffico e in scia. La rossa del Arise Racing GT, con Davide Rigon, Daniel Serra e Jacob Evans, ha tagliato il traguardo al nono posto. Mentre la Ferrari 296 GT3 divisa da Lorenzo Patrese, Jonathan Hui, Christopher Froggatt e Ryan Wood ha completato la top-10 assoluta oltre a conquistare il terzo posto in Bronze. Successo Mercedes anche in classe ProAm. A cogliere la vittoria è stato il terzetto del RAM Motorsport GWR composto da Garth Walden, Dylan O’Keeffe e Brett Hobson.
Domenica 15 febbraio 2026, gara
1 - Engel-Grenier-Martin (Mercedes AMG GT3) - GruppeM - 262 giri
2 - Boccolacci-Fjordbach-Li (Porsche 911 GT3) - High Class - 1"036
3 - Farfus-Marciello-Rossi (BMW M4 GT3) - WRT - 6"877
4 - Schumacher-Haase-Brown (Audi R8 LMS GT3) - Jamec MPC - 7"871
5 - Hesse-Oosten-Ruan (BMW M4 GT3) - KRC - 8"457
6 - Campbell-Picariello-Buus (Porsche 911 GT3) - Absolute - 10"748
7 - Habul-Stolz-Gounon (Mercedes AMG GT3) - 75 Express - 27"128
8 - Feller-Heinrich-Bachler (Porsche 911 GT3) - EBM - 27"855
9 - Evans-Rigon-Serra (Ferrari 296 GT3) - Arise GT - 28"242
10 - Wood-Froggatt-Hui-Patrese (Ferrari 296 GT3) - ARGT - 36"191
11 - R.Renauer-A.Renauer-Bohn (Porsche 911 GT3) - Herberth - 36"517
12 - Pepper-Van der Linde-Weerts (BMW M4 GT3) - WRT - 1'05"722
13 - O'Keeffe-Hobson-Walden (Mercedes AMG GT3) - RAM GWR - 1'09"478
14 - Green-Ibrahim-Bakar-Love (Chevrolet Z06 GT3) - Johor - 1 giro
15 - Mapelli-D'Alberto-Denyer-Deitz (Lamborghini Huracan GT3) - Wall - 2 giri
16 - Holdsworth-Fiore-Cini (Audi R8 LMS GT3) - Hallmarc MPC - 2 giri
17 - De Angelis-Barrichello-James (Mercedes AMG GT3) - HoR SPS - 8 giri
18 - K.Quinn-R.Quinn-T.Quinn-K.Quinn (Audi R8 LMS GT3) - Q/Team MPC - 8 giri
19 - Fullwood-Hamilton-Pato-Robin (Aston Martin Vantage GT3) - Volante Rosso - 10 giri
20 - Leitch-Pires-Zalloua-Andrews (Mercedes AMG GT3) - Geyer Valmont - 12 giri
21 - Bates-Russell-J.Koundouris-T.Koundouris (Mercedes AMG GT3) - Supabarn - 13 giri
22 - Patterson-Barnicoat-Kirchhoefer (McLaren 720S GT3) - Optimum - 17 giri
23 - Ojeda-Schiller-Ellis (Mercedes AMG GT3) - Tigani - 24 giri
24 - Waters-Mostert-Randle (Mercedes AMG GT3) - Scott Taylor - 24 giri
Ritirati
Currie-Stutterd-Donaldson (IRC GT) - 111
Madsen-Kunzle-Aghakhani (McLaren Artura GT4) - Method
Grove-Allen-Davison (Mercedes AMG GT3) - Grove
Sims-Catsburg-Bamber (Chevrolet Z06 GT3) - Johor
Goetz-Aron-Auer (Mercedes AMG GT3) - Craft Bamboo
Fontana-Babini-Zelger (Porsche 911 GT3) - Tsunami
Peroni-Rosser-Brooks-Golding (Audi R8 LMS GT3) - BRM
Gray-Hall-Simmenauer (McLaren 720S GT3) - Volante Rosso
David Crampton (KTM X-BOW GT2) - KTM Vantage
Chris Mies (Ford Mustang GT3) - HRT