Alfredo FilipponeSono più serie del previsto le conseguenze per Ralf Aron del tremendo impatto subito alla 12 Ore di Bathurst. Il bravo 27enne pilota estone, ha riportato la frattura di due vertebre, per fortuna senza danni neurologici apparenti, e dovrà rimanere fermo per vari mesi. Al momento, rimane ricoverato all’Orange Hospital vicino al circuito di Mount Panorama, e i suoi genitori sono in viaggio verso l’Australia per stargli vicino in una degenza che non sarà breve.
Come si ricorderà, Aron era in testa alla gara al volante della Mercedes Craft Bamboo quando, alla nona ora, si è imbattuto in due vetture, una Porsche e un’Aston, ferme e intraversate sulla pista, nella curva cieca di Forrest’s Elbow, quella dopo il dosso che immette sul sinuoso tratto in discesa. Era stata la Porsche Tsunami di Johannes Zelger ad innescare involontariamente la sequenza, dopo essere andata in testacoda nel tratto precedente ed essere stata colpita dall’Aston Volante Rosso di Damien Hamilton.
Senza alcuna visuale, Aron non ha potuto evitare centrare in pieno la Porsche, con Zelger ancora al volante. Nel violentissimo urto (pari a 27g, secondo i dati del team), l’anteriore della Mercedes è andato distrutto, verificandosi anche un principio di incendio, mentre la Porsche Tsunami è stata spedita in una serie di giravolte come una trottola, per fortuna senza danni per il pilota italiano.
A sorprendere è stata la totale assenza di reazione della direzione gara, in mano a tale James Taylor, e dei commissari nei lunghi secondi intercorsi fra il contatto tra la Porsche e l’Aston e il sopraggiungere delle vetture di testa, un periodo che avrebbe consentito quanto meno un messaggio immediato via radio da chi di dovere. Dopo il botto è stata esposta la bandiera rossa, ma sul posto si è ancora rischiato parecchio, con Aron uscito da solo dall’abitacolo, ma costretto ad allontanarsi ‘a quattro zampe’ per via del dolore alla schiena, mentre cotinuavano a transitare altre macchine.
Per fortuna, l’unico cui ha funzionato il cervello in quei frangenti, è stato il pilota (uno dei fratelli Kounoudouris, James o Theo, il live timing non li distingueva) della Mercedes numero 47 del team locale Supabarn Tigani, che si è fermato del tutto, facendo da scudo al pilota a terra.
L’episodio merita di certo un approfondimento da parte di organizzatori e autorità sportiva. Lo ha richiesto anche Aron nel suo garbatissimo, ma fermo post di lunedì, nel quale, dopo aver dato rassicurazioni sul suo stato, ringraziato per i tantissimi messaggi di supporto ricevuti e lodato i medici per il loro operato, non nasconde il comprensibile stupore per quanto accaduto:
“Ho corso in tanti circuiti non-permanenti del mondo, Macao, Pau, il Norisring, la Nordschleife, ho esperienza in questo tipo di tracciati e ne conosco i rischi, ma a Bathurst è successo qualcosa di serio, e mi piacerebbe avere un incontro e una discussione con la direzione gara. Non si tratta di puntare il dito, ma di capire cosa è successo, far sì che situazioni del genere non si ripetano e che si possa continuare a correre in sicurezza in un circuito così bello.”
C’è chi, in circostanze simili, si sarebbe espresso con minor eleganza, ma conoscendo Ralf, non siamo sorpresi. Per intanto, si può solo mandargli i più calorosi auguri di rivederlo presto in pista.