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1 Ott 2004 [19:46]

INTERVISTA A MARCO BONANOMI
"In Europa un anno difficile, ma utile"

Un anno così duro non se lo aspettava di certo. Marco Bonanomi, brillante protagonista della F.3 italiana nel 2003 con la Lola Dome-Mugen del team Coloni, quest’anno ha debuttato nella F.3 Euro Series con la Dallara-Mugen di Ghinzani. E l’impatto è stato a dir poco difficile. Bonanomi, prima della gara finale di Hockenheim, ha infatti ottenuto come miglior posizione in qualifica la ottava fila ad Adria per gara uno e come miglior piazzamento in corsa un undicesimo posto a Pau nella seconda prova. Poco, pochissimo. Marco è un ragazzo sveglio e non trova scuse. Per cavarsi una minima soddisfazione ha dovuto partecipare all’appuntamento di Monza del campionato italiano di F.3 dove, improvvisamente, si è scoperto dominatore segnando due pole e ottenendo due vittorie.

- Allora Marco, ultimo in Europa, primo in Italia…

“Beh, il livello dell’italiano è tutta un’altra cosa rispetto a quello che si trova in campo europeo. A Monza c’era una atmosfera particolare. Io mi sentivo molto carico, nella squadra c’era un clima di fiducia e l’arrivo di La Rosa come compagno mi ha procurato nuovi stimoli. Sono andato subito bene nelle libere del venerdì, abbiamo azzeccato l’assetto e dopo è stato tutto facile tanto che nella seconda qualifica avevo ben sette decimi di vantaggio su chi mi seguiva. Poi le gare. Nella prima ho subito preso un certo vantaggio perché nella curva iniziale Cressoni si è girato rallentando gli altri. Mi sono limitato quindi a controllare la corsa. La seconda gara è stata combattuta perché ho avuto alle spalle sempre La Rosa e Cressoni che spingevano forte. Insomma, è stata una bella soddisfazione che mi ha tirato su il morale”.

- Come hai trovato il tricolore F.3 che lo scorso anno ti ha visto protagonista?

“Sono rimasto molto deluso. Speravo e pensavo che l’ACI Sport, come diceva, fosse intervenuto in qualche maniera per aiutare la categoria a crescere. E invece niente. Anzi, hanno fatto pagare al mio team un sacco di soldi per essere presente a Monza. Allucinante. Poi non si lamentino se ci sono poche squadre”.

- Perché fai così tanta fatica a entrare tra i primi dieci in campo europeo?

“Mi è mancata l’esperienza. Lì sono assatanati, danno tutti il centodieci per cento, sempre, anche nelle prove libere. Per me è stato tutto nuovo, non ero abituato a questi livelli, a questi ritmi infernali. E’ una scuola stupenda e anche per questo a Monza, nel campionato italiano, nel mio piccolo ho fatto la differenza. Poi è anche mancato lo sviluppo della mia monoposto. Team come ASM, Mucke, Prema lavorano sulle macchine di continuo e poi hanno motori sempre al top seguiti direttamente dalle Case. A noi è mancato anche questo a inizio anno, fatto che ha provocato un po’ di attrito con la squadra, un po’ di sfiducia che ha influito sul mio rendimento in pista. Quando sai che non puoi competere a certi livelli, magari non sempre riesci a dare il centodieci per cento. Comunque con il team ora si è creato un buon clima”.

- Anche se sei sempre partito dalle ultime file dello schieramento, è comunque stata un’esperienza positiva?

“Senza dubbio, è un campionato stellare, bello, competitivo. Prima di iniziare la stagione mi dicevo che sarebbe stata un’annata dura considerando i nomi dei piloti iscritti, i team. Quando mi sono trovato in mezzo a loro, ho capito che sarebbe stato tre volte più difficile! Devi subito azzeccare l’assetto nelle libere perché poi c’è subito la prima qualifica e se hai anche un minimo problema sei subito tagliato fuori. Non ci sono storie”.

- Quindi?

“Quindi se recupero il budget nel 2005 sarò di nuovo nella F.3 Euro Series”.

- Parteciperai alle gare asiatiche di fine stagione?

“Spero di essere a Macao, che ho disputato nel 2003 con la Target. Sarebbe bello sfruttare quell’esperienza, metterla a frutto. Per ora non ho contatti in corso, ma se trovo un team libero ci vado di corsa”.