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8 Mar 2022 [9:01]

Idea Aston Martin per il 2026:
correre con la propria power unit

Jacopo Rubino - XPB Images

Correre con la propria power unit, un po' come la Ferrari? L'Aston Martin ci sta pensando in vista del 2026, quando in Formula 1 si aprirà il futuro ciclo motoristico. "Penso sia normale per un marchio come il nostro dare uno sguardo, per capire se sia la mossa giusta a livello strategico", ha confermato il team Mike Krack, appena insediato al ponte di comando. L'idea è comunque sul tavolo da qualche tempo, prima che il manager tedesco entrasse in organico. "Ci piacerebbe essere coinvolti con le nuove regole", aveva già anticipato il direttore tecnico Andy Green al lancio della monoposto 2022.

Il 2026 sembra ancora lontano, ma un passo del genere richiederebbe di muoversi con un certo anticipo: "Adesso è il momento buono per scegliere", ha sottolineato Krack, "sappiamo che altri competitor stanno valutando il proprio ingresso". Ad esempio il gruppo Volkswagen, con Porsche e Audi.

"Siamo contenti del partner che abbiamo", ha precisato Krack in riferimento alla Mercedes, da cui Aston Martin riceve attualmente l'intero retrotreno. Realizzare tutto in proprio, però, può garantire una libertà progettuale quasi assoluta. Per la cronaca, la collaborazione fra la scuderia di Silverstone e la Stella è cominciata nel 2009, culminando nella discussa vettura 2020 (la Racing Point RP20), di fatto un clone della macchina iridata con Lewis Hamilton nel campionato precedente. In più, Mercedes è azionista Aston Martin e fornisce i motori per i modelli stradali.

La trasformazione in costruttore autonomo, in modo simile a quanto sta orchestrando la Red Bull con la divisione Powertrains, ribadirebbe le ambizioni del patron Lawrence Stroll. L'imprenditore canadese ha acquistato l'ex Force India nel 2018, trasformandola in Racing Point e poi appunto in ciò che è oggi, attraverso una serie di corposi investimenti che comprendono, innanzitutto, una nuova sede a Silverstone, una nuova galleria del vento e il nuovo simulatore.

Il propulsore fatto "in casa" sarebbe probabilmente un salto persino più grande, seppur facilitato dall'idea di FIA e Liberty Media di abbandonare la MGU-H, che è la parte più complessa degli odierni V6 turbo-ibridi.
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