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29 Apr 2018 [22:49]

Il caso - Verstappen impunito
E la Red Bull lo protegge sempre

Massimo Costa

Qual è il punto di non ritorno? Qual è il limite che un pilota non deve superare? Vorremmo tanto chiederlo a Christian Horner, a Helmut Marko, ad Adrian Newey, i boss del team Red Bull. Che se ne stanno lì, zitti, a guardare in tv quel che combina Max Verstappen ad ogni gara e non intervengono mai. Quattro Gran Premi e quattro weekend conditi da una serie incredibile di errori. Ma domenica a Baku serviva il polso di un vero team manager per calmare gli animi dei due piloti Red Bull prima del brutto incidente che li ha visti protagonisti. La ruotata inutile, da puro bullo, di Verstappen a Ricciardo al 12° giro nonostante l'australiano gli avesse correttamente lasciato tutto lo spazio disponibile dopo un tentativo di sorpasso all'esterno della prima curva, riassume nel migliore dei modi il comportamento che l'olandese si trascina dietro fin da quando ha debuttato nel mondo delle monoposto, il 2014 in F.3, e poi in F.1. Scorrettezze gratuite, inutili, che passano praticamente sempre impunite.

Insomma, c'erano tutte le avvisaglie per intervenire dai box, per bloccare le posizioni, per evitare un incidente che era nell'aria e pensare ai punti da portare alla squadra. Invece no. In Red Bull si vantano che loro gli ordini di scuderia non li danno, ma qui non si trattava di far vincere l'uno o l'altro, ma semplicemente di calmare gli animi, quello di Verstappen, di prevedere una situazione che stava sfuggendo di mano. Nel calcio accade che quando un calciatore è stato ammonito con un cartellino giallo e continua a dare in escandescenze, viene sostituito dall'allenatore attento e sveglio per evitare che arrivi il cartellino rosso. In Red Bull, osservano e lasciano fare. Anzi, recentemente Horner ha scomodato Vettel affermando che anche il tedesco commetteva errori quando era con loro. Ecco un altro modo per giustificare Verstappen, dimenticando però che Vettel nel suo primo anno con loro è stato vice campione del mondo e la seconda stagione ha vinto il titolo... Certo, macchina più competitiva eccetera, ma i fatti sono questi.

Quello che ha fatto Verstappen nel lungo rettilineo di Baku è inqualificabile. Dopo essere stato superato, con una manovra meravigliosa e corretta da Ricciardo, l'olandesino si è ritrovato davanti al compagno di squadra dopo il pit-stop. Quando Ricciardo ha ripreso la scia del compagno di squadra, questi a oltre 300 orari ha cambiato pericolosamente traiettoria. Ricciardo non si è scomposto ed ha aspettato di arrivare alla staccata. Ha finto la manovra solita all’esterno, Verstappen gli si è parato davanti lasciando il varco all’interno. Proprio quello che voleva Ricciardo che aveva il DRS aperto e dunque una velocità maggiore del compagno di box e si è gettato per coprire quello spazio.

Ma che ha fatto Verstappen? Cambiando nuovamente traiettoria per chiudere quel pertugio, contemporaneamente ha frenato, cosa vietata dal regolamento. E inevitabilmente è stato tamponato da Ricciardo. Un atteggiamento irresponsabile, non da pilota di F.1, dobbiamo dirlo. Così faceva già due anni fa Verstappen, la frenata con cambio di traiettoria, criticata dai suoi colleghi e che aveva provocato incidenti. La FIA aveva proibito tale manovra. Bene, domenica la FIA non è intervenuta, nessuna punizione per l’impunito Verstappen. Incredibile. Ma la cosa che deve far pensare è che Sirotkin, per una tamponatina alla curva 2 a Perez al 1° giro, è stato penalizzato di tre posizioni per il prossimo Gran Premio di Spagna. Per chi zigzaga a 300 orari frenando in faccia agli altri invece, nessuna azione. Come è possibile? Perché l'ex pilota Tom Kristensen, presente nel collegio dei commissari sportivi, si è voltato dall'altra parte? Cosa deve accadere ancora per mettere un freno ai comportamenti scorretti di Verstappen? E ricordiamo che nessuna penalità gli è arrivata per lo speronamento a Vettel a Shanghai. Ma a Sirotkin sì...

Ancora una volta, il pilota che riporterà al titolo mondiale la Red Bull come ha detto Horner quando lo ha confermato fino al 2020 lo scorso ottobre, ha mostrato il suo lato oscuro, che sta sovrastando sempre più il talento indiscutibile di cui è dotato. A oggi, sembra non esserci speranza per una “redenzione”. L’arroganza, la mancanza di rispetto in pista e verbale per gli avversari che contraddistingue la sua carriera fin dai tempi della F.3 è rimasta intatta in questi cinque anni.

Sembra proprio che non ci sia la volontà di migliorarsi, di maturare, di crescere, di diventare un pilota capace di evitare i contatti, le scorrettezze, come se fosse in un Rollerball e non in una corsa di Formula 1. Non la capisce Verstappen e nessuno fa nulla per cambiargli l'atteggiamento, non lo stile di guida, che è un'altra cosa e che lui nelle interviste con supponenza dice di non voler modificare. Non capendo che è il comportamento a essere sbagliato.

Da quando è approdato in F.1, Helmut Marko e Christian Horner gli hanno lasciato fare di tutto. E neanche domenica si sono sentiti in dovere di prendere una posizione netta contro di lui, ma salomonicamente hanno tirato le orecchie a tutti e due i piloti. Sì, anche a Ricciardo che si è preso una ruotata senza motivo quando tentava di sorpassare Verstappen al giro 12 o si è visto frenare in faccia il compagno di squadra. Niente da fare, tutto gira intorno a Verstappen. E la cosa ormai ha stancato, probabilmente anche Ricciardo, pilota corretto e sensibile, che in quella tamponata poteva anche farsi male. Un boost in più magari per decidere di cambiare aria e trovare un team e un compagno che gli portino rispetto.
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